Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

A dime a dozen

INCIPIT

Il sole è appena spuntato, ma siamo in strada già da un po’. Ho un sonno terrificante. Il barile di nescafé trangugiato  a occhi chiusi non fa nessun effetto. Sulla panchetta laterale del Land, imbambolato dalla rotta serpeggiante che Miller è costretto a tracciare per evitare di farsi intrappolare dalle dune, rischio di addormentarmi. Vorrei evitarlo, giusto per educazione. Allegra e Miller, davanti, dall’alba di bovidiano: teste rotonde, bubalino, tamacheq, Mori, Monod e Lhote. Vedo che ne sapete quanto me. Tranquilli, è tutta roba relativa a campagne di scavi, pitture e incisioni rupestri, lingua e scrittura tuareg. Inserirmi nella conversazione, neanche per scherzo. Niente da fare, sto per crollare. Oltretutto, qui dietro c’è una puzza di benzina, gasolio, cazzonesò, che pare di stare su un traghetto della Tirrenia. Il serbatoio perde. Sono state le prime parole di Miller ieri, quando è venuto a prendere me e Allegra all’aeroporto di Tozeur. Una cosa da niente.

Stefano Marelli

post Qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: