Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Elogio dell’odio

INCIPIT

L’odore del vecchio armadio mi ha fatto venire la smania di aprire ante e cassetti, di mettermi a frugare dappertutto alla ricerca delle fotografie che un giorno avevo messo in ordine con grande cura. La fotografia di mia madre, che raccoglie i limoni dall’unica pianta del cortile e ci sono anch’io accanto a lei, con gli occhi luccicanti di gioia, quella di mio padre nella sua uniforme militare, sbarbato di fresco e con lo sguardo fisso sull’obiettivo, e quella di mio fratello Hussam che, tutto sorridente e con il grembiule della scuola, tiene in braccio Humam, il nostro fratellino ancora avvolto in una copertina azzurra. E poi quella fotografia in cui ci sono io nel mio vestito nero, lungo. Il mio viso è contornato dall’ampio velo che mi copre i capelli e ricade sulle spalle. Del mio corpo non si distingue nulla. Sullo sfondo, il quadro di due cacciatori che inseguono con i cani da caccia una gazzella in fuga. Quel quadro era appeso nello studio del fotografo dove mi aveva accompagnato mio padre. Dopo essere entrati, papà rispose alle domande dell’uomo, ma io non capii nulla, ero troppo emozionata.

Khaled Khalifa

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