Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Fuori di sé

INCIPIT

Non so dove stiamo andando, tutti gli altri lo sanno, io no. Stringo questo vasetto di marmellata, che mi hanno messo in braccio come fosse la mia ultima bambola, e li guardo mentre si inseguono a vicenda in giro per l’appartamento. Le mani di papà sono lucide di sudore, sembrano piatti non lavati, quando me le vedo ciondolare intorno sono proprio grosse. Se la testa mi finisse lì in mezzo, ciac, me la ritroverei appiattita. Mio fratello spunta dalla sua borsa come un filo d’erba, ci è entrato con tutte e due le gambe e sta tirando fuori le cose, ma dato che mamma impreca le rimette nella borsa. Appena mamma va in cucina, lui ne approfitta per prendere la grande scatola con la nave dei pirati e nasconderla sotto il suo letto. Mamma viene in corridoio dove ci sono io, si china su di me, la sua fronte è sospesa sopra di me come una campana, come tutto un cielo. Tolgo una mano dalla bambola-vasetto di marmellata e passo un dito sul volto di mamma. Il cielo è unto. Con un colpo lei mi sposta la mano e mi spinge contro il petto ancora più vasetti di marmellata e barattoli di conserva, li stringo e non riesco più a vedere niente. Posa una borsa ai miei piedi e dice: «Dovete mangiare qualcosa di sensato in viaggio, la borsa delle provviste ce l’hai tu.» Non ho idea di cosa intenda, ma sono contenta che sia qualcosa di dolce e non un pollo avvolto nella carta stagnola. Scendiamo le scale, ci mettiamo un po’. Abitiamo all’ultimo piano, le stanze sono piene di travi e di spioventi. Sotto c’è un’impresa di pompe funebri, c’è sempre puzza, non di cadavere, ma di qualcosa che non conosco e a cui non riesco ad abituarmi. I barattoli tintinnano nella borsa che mi trascino appresso giù dalle scale; papà fa per prenderla lui, quando il vicino del piano di sotto apre la porta.

Sasha Marianna Salzmann

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