Maschere e figure, di Paolo Ruffilli, Il ramo e la foglia edizioni 2023, pp. 152

Il saggio di Paolo Ruffilli è una chicca per tutti coloro che amano esplorare la letteratura con occhio critico, da osservatore curioso e attento. Un saggio che consiglio a chi si dedica alla letteratura per studio e per diletto.

Nei romanzi e racconti che leggiamo incontriamo una serie di tipi. I personaggi tipo nella tradizione occidentale trovano la loro origine dal teatro della Grecia antica e di Roma, e più recentemente dalla commedia dell’arte italiana. Quello di marcare gli atteggiamenti dei personaggi tipo è un espediente frequente nella commedia, nella parodia, nel fumetto, nel cartone animato o anime, così pure nel melodramma. La natura immediatamente riconoscibile degli stereotipi fa sì che questi siano molto utili anche nella pubblicità o nelle sit-com. Gli stereotipi cambiano ed evolvono nel tempo, ma mantengono alcune caratteristiche che tuttavia resistono al tempo.

Questi personaggi tipizzati, dicevamo, provengono da lontano, dalle primitive forme teatrali, poi evolute passando per il teatro greco, in cui si soleva coprire il volto con una maschera, di dimensioni generose e dai lineamenti espressivi ed enfatizzati, così che gli spettatori – che fossero seduti vicini o lontani – potessero facilmente riconoscere i ruoli sul palcoscenico e comprenderne le caratteristiche di età, di carattere e gli stati d’animo agiti dagli attori.

L’evoluzione delle forme di rappresentazione teatrale ha conservato, almeno fino al sec. 17°, questo aspetto di caratterizzazione attraverso l’uso delle “dramatis personae“, espressione utilizzata nelle edizioni di opere drammatiche in testa all’elenco dei personaggi, utilizzata anche nel testo sacro medievale e in quello rinascimentale. Dal Settecento è entrata in uso anche nel teatro inglese. In seguito l’uso di questa espressione si riscontra anche nelle opere in prosa, fino a passare anche nel cinema.

La maschera, da “oggetto” (..) nella narrazione si trasforma in una “psicologia” codificata, un ritratto che da emblema sommario si va via via stratificando in un personaggio più complesso e approfondito.

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Seppure la letteratura si è evoluta verso forme più sofisticate di caratterizzazione dei personaggi, la resa simbolica di certe caratteristiche psicologiche ha mantenuto intatta la sua potenza espressiva, rendendola di immediata comprensione per il lettore, e spesso associandola ad un destino. Delle ancestrali tipizzazioni del bene e del male, dell’eroe e dall’antagonista, così come le aveva schematizzate Vladimir Propp, ancora oggi si nutrono i linguaggi letterari, televisivi, cinematografici.

L’indagine di Paolo Ruffilli si riferisce allo sviluppo della vicenda letteraria fino alla prima metà del Novecento, non oltre e non fino alla letteratura strettamente contemporanea; è pensato come una “guida” alla lettura o alla rilettura attraverso determinati personaggi, protagonisti o comparse importanti, nell’ottica di “presenze” suggestive e coinvolgenti o respingenti, non in una chiave propriamente di critica letteraria, senza tuttavia rinunciare alle notazioni critiche sul valore e sulla qualità delle pagine richiamate attraverso i personaggi che le abitano.

I testi di cui si parla (racconti, romanzi, poesie, drammi, commedie) spaziano dalla grande letteratura di tutti i tempi, ad opere di minore rilevanza che pur tuttavia offrono al lettore certi sorprendenti tipi di personaggi che risaltano come tutt’altro che marginali. Alla fine di ogni capitolo/tipo vengono elencate le opere a cui si fa riferimento nell’analisi.

Il lettore si imbatte nei personaggi letterari che ha già magari conosciuto e può analizzarli in modo più tecnico, cogliendo tutto quello che l’autore ha costruito per renderlo così credibile ai nostri occhi. Bel-Amy, Clarissa Dalloway, Julien Sorel, Zeno Cosini, Giovanni Drogo… una moltitudine di personaggi ciascuno analizzato con acume e una certa simpatia, anche per le loro caratteristiche “negative”, contestualizzati nell’ambiente e nell’epoca in cui vivono nell’opera che li vede protagonisti.

Ecco l’indice dell’opera:

IL PIGRO
IL LIBERTINO
L’IPOCRITA
L’INGENUO
IL BELLO
LA DONNA FATALE
IL MALVAGIO
IL VANITOSO
L’ANDROGINO

Paolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato, di poesia: “Piccola colazione”, Garzanti, 1987, American Poetry Prize; “Diario di Normandia”, Amadeus, 1990; “Camera oscura”, Garzanti, 1992; “Nuvole”, con foto di F. Roiter, Vianello Libri, 1995; “La gioia e il lutto”, Marsilio, 2001, Prix Européen; “Le stanze del cielo”, Marsilio, 2008; “Affari di cuore”, Einaudi, 2011; “Natura morta”, Nino Aragno Editore, 2012, Poetry-Philosophy Award; “Variazioni sul tema”, Aragno, 2014, Premio Viareggio Giuria; “Le cose del mondo”, Mondadori, 2020; di narrativa: “Preparativi per la partenza”, Marsilio, 2003; “Un’altra vita”, Fazi, 2010; “L’isola e il sogno”, Fazi, 2011.