Se ci sono dei luoghi quasi mitici, in cui i lettori amano perdersi e immaginarsi catapultati in storie affascinanti, questi sono le librerie e le biblioteche. Il fascino di questi luoghi sacri per i lettori risiede nella vastità dell’offerta che stimola e incuriosisce la fantasia, nel ricordo delle persone che hanno dato loro vita e carattere, delle mille storie che questi luoghi possono raccontare a chi le voglia ascoltare; ecco perché i libri/romanzi che parlano di libri, librerie e biblioteche hanno così tanto successo.

Facciamo un salto nella nostra libreria ideale e vediamo cosa si trova sugli scaffali. Cercate un angolo con una poltrona comoda, perché la lista in questa libreria virtuale è molto lunga…

Fahrenheit 451

Fahrenheit 451, di Ray Bradbury. Questo romanzo di fantascienza è una distopia: è ambientato in un futuro in cui la paura della carta stampata è alla base di un regime di terrore. Leggere o possedere libri è reato e i vigili del fuoco hanno il compito di bruciare ogni volume. Il protagonista, Montag, è un vigile del fuoco che inizia a leggere di nascosto i libri che dovrebbe bruciare.

calvino se una notte d'inverno

Se una notte d’inverno un viaggiatore, di Italo Calvino. È un metaromanzo, cioè un romanzo che parla di cosa significa leggere un romanzo. Protagonista della storia è un Lettore che viene interrotto nella lettura e quindi passa da un romanzo all’altro, leggendo di ognuno solo l’incipit.

Borges finzioni

Finzioni, di Jorge Luis Borges. Questa raccolta di racconti contiene La biblioteca di Babele, che descrive l’infinita biblioteca a sale esagonali immaginata da Borges in cui si trovano tutti i possibili libri di 410 pagine.

Il club dumas

Il club Dumas, di Arturo Pérez-Reverte. Questo romanzo giallo – da cui è stato tratto il film di Roman Polanski La nona porta – ha per protagonista Lucas Corso una sorta di detective che svolge indagini su libri preziosi. All’inizio del romanzo Corso deve scoprire se un manoscritto, un capitolo di I tre moschettieri di Alexandre Dumas, sia autentico o meno.

Adimi rue charras

La libreria della rue Charras, di Kaouther Adimi. Mescolando passato e presente, realtà e invenzione, Storia e intima quotidianità, Kaouther Adimi ci conduce con finezza e semplicità per le viuzze di una città immaginifica e dà vita al romanzo di un traghettatore di libri e di idee che fu, magari senza saperlo, il segreto artefice di molta della migliore letteratura del Novecento. Ve ne ho parlato in questa recensione.

Cossé la libreria del buon romanzo

La libreria del buon romanzo, di Laurence Cossé. I protagonisti di questo romanzo, un libraio ribelle e una malinconica ereditiera, decidono di fondare una libreria dove non vendono i libri in classifica ma solo quelli che gli piacciono. Per questa ragione subiranno minacce e saranno aggrediti.

Manzini sull'orlo del precipizio

Sull’orlo del precipizio, di Antonio Manzini. Cosa succederebbe se tutte le principali case editrici italiane si trovassero raggruppate sotto un’unica sigla? Giorgio Volpe è il più grande scrittore italiano, una potenza nel campo delle lettere. Alla consegna del nuovo romanzo “Sull’orlo del precipizio”, scopre che una cordata di investitori ha inghiottito la sua casa editrice. Ora al comando sono caricature in completo scuro che odiano le metafore e “amano le saponette se il pubblico vuole saponette”. Cercando una via di fuga editoriale come un uomo che annega cerca l’aria, Giorgio affonda nel grottesco e nell’angoscia di chi vede messa in discussione la propria libertà di espressione. Antonio Manzini ha scritto una satira spietata ed esilarante. Una distopia alla Fahrenheit 451, dove è il mondo dei libri a bruciare se stesso e non un potere esterno.

Stassi la lettrice scomparsa

La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi. Vincitore del Premio Scerbanenco 2016. Un nuovo personaggio letterario, un precario dei nostri giorni che cura i malanni delle persone consigliando loro dei libri da leggere. E quando il destino lo chiama, sempre con l’aiuto di un volume, indaga. Il romanzo di Fabio Stassi si situa nell’enigmatico crocevia dove i mondi inventati della letteratura invadono lo spazio reale della vita. È qui che i libri, i romanzi, la poesia, finiscono di essere pagine e inchiostro e sembrano diventare tutt’altro: medicamenti, terapie per i malanni dell’esistenza, e persino strumenti di indagine nell’oscurità di un delitto.

Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri, di Markus Zusak. Il libro è diventato un best seller e ne è stato tratto un famoso film. La prima edizione italiana di questo libro s’intitolava La bambina che salvava i libri. È ambientato nel 1938, in Germania: racconta la storia di Liesel Meminger, una bambina di nove anni che durante il funerale del fratello ruba un libro caduto a uno dei becchini. La bambina in realtà è analfabeta, ma dopo aver imparato a leggere inizierà ad amare molto i libri tanto da salvarne uno da un rogo appiccato per bruciarli.

Haig la biblioteca di mezzanotte

Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare. Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?

Zafon l'ombra del vento

L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon. Il romanzo racconta la storia di Daniel che, tra i libri usati del Cimitero dei Libri Dimenticati, viene in possesso di un’opera “maledetta” che cambierà il corso della sua vita.

Sansom il caso dei libri scomparsi

Il caso dei libri scomparsi, di Ian Sansom. Appena arrivato da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Irlanda del Nord, per ricoprire il suo primo incarico come bibliotecario, il giovane Israel Armstrong scopre che in effetti il suo posto non c’è, né la biblioteca, né i libri… Una commedia degli equivoci ironica, distaccata, dai toni surreali, con un cast di personaggi eccentrici sullo sfondo della provincia rurale dell’Irlanda del Nord; è la prima improbabile avventura di un eroe riluttante, che inaugura una nuova serie di romanzi intelligenti e scoppiettanti: le storie del bibliobus di Tundrum.

Sansom due uomini e un furgone

Due uomini e un furgone (per non parlar dei libri). Le storie del bibliobus di Tundrum, di Ian Sansom. Continuano le avventure di Israel Armstrong… Anche quest’anno, come sempre, a Londra si celebra il Mobile Meet, il raduno di tutte le biblioteche itineranti del Paese. E Tundrum non intende mancare a un simile appuntamento. Così, Israel si ritrova a bordo di un traghetto per Liverpool con l’ormai inseparabile compagno di avventure Ted, e il suo cane, alla guida del vecchio bibliobus alla volta della capitale. Appena arrivati a Londra, infatti, il furgone scompare. Rubato. Ma chi può mai avere interesse a trafugare un Bedford arrugginito, vecchio di trent’anni, pieno di libri?

Hornby una vita da lettore

Una vita da lettore, di Nick Hornby. Quando ci aggiriamo confusi e disorientati in una libreria traboccante di novità e classici, è confortante ricordarsi di un titolo che ci è stato consigliato da una persona fidata. Spesso tali pareri sono più efficaci di una recensione prestigiosa, e fornircene alcuni è proprio l’intento di questo libro di Nick Hornby, un diario di letture alquanto informale, che diventa una travolgente avventura dentro i libri. Delle «non recensioni» che, in poche, felicissime righe, ci raccontano un romanzo o un saggio e ci fanno riscoprire i motivi per cui vale ancorala pena di leggere…

84 charing cross road

84 Charing Cross Road, di Helene Hanff. È Frank Doel, commesso in una vecchia libreria antiquaria londinese – “l’unica creatura al mondo che mi capisca” – a soddisfare gli stravaganti desideri di una giovane scrittrice americana appassionata di saggi del Settecento, che con lui intreccia una fitta corrispondenza. Miss Hanff sogna per anni di sbarcare nell'”Inghilterra della letteratura”, di conoscere di persona Doel e la libreria cui deve tanto. Ma Frank scompare prematuramente e la libreria chiude i battenti nel 1970. Helene Hanff approderà finalmente a Londra solo in occasione dell’uscita di queste lettere che rappresentano l’insolita parabola dal culto dei libri a quello che è diventato, grazie a una felicissima trasposizione filmica, un “libro di culto”.

Firmino

Firmino. Avventure di un parassita metropolitano, di Sam Savage. Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l’unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l’attuazione del nuovo piano edilizio.

Monnier rue de l'odeon

Rue de l’Odéon. La libreria che ha fatto il Novecento, di Adrienne Monnier. Adrienne Monnier racconta la vita di una libreria parigina davvero molto particolare, “La Maison des Amis des Livres”, in rue de l’Odéon. Tra i clienti abituali si avvicendano i più grandi scrittori e intellettuali del Novecento, da Benjamin a Hemingway, da Joyce a Beckett, da Rilke a Prévert, da Gide a Valéry, e ognuno di loro si presta a un gioco di raffinata seduzione intellettuale con la padrona di casa. Aneddoti brillanti e testimonianze inedite restituiscono uno spaccato avvincente della vita culturale di un’epoca di slanci e ripensamenti, tra avanguardie e nostalgie.

Bythell una vita da libraio

Una vita da libraio, di Shaun Bythell. Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell’usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l’esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. 

Il libraio di Kabul

Il libraio di Kabul, di Asne Seierstad. Novembre 2001. Asne Seierstad entra a Kabul e nella vita di Sultan Khan, il libraio che ha pagato con il carcere lo scontro per la dignità della sua nazione. La giovane reporter norvegese diventa per quasi un anno “la figlia bionda” di Sultan, ospite nella sua casa e testimone di amori proibiti, crimini, punizioni, ribellioni giovanili e ingiustizie che segnano la vita quotidiana della famiglia Khan, divisa tra l’onore e le umiliazioni subite, soprattutto dalle donne, sotto il regime talebano. 

Il libraio Sa Moreira

Il libraio, di Régis de Sà Moreira. A migliaia di chilometri dal luogo in cui vi trovate, in un paese, una città, una libreria come tante, vive un libraio un po’ fuori dal comune. Si nutre solo di libri e tisane e, per non abbandonare i suoi libri, tiene aperta la libreria giorno e notte, sette giorni su sette. Si prende cura dei suoi clienti, in particolar modo di quelli che non hanno mai letto un libro, quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi, quelli che cercano risposte spinti da un interrogativo che li perseguita, e delle ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina. Eppure il libraio non sa di essere speciale; pensa di essere come tutti gli altri, o, almeno, come tutti gli altri librai.

Vecchioni il libraio di Selinunte

Il libraio di Salinunte, di Roberto Vecchioni. Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s’innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall’odio e dall’invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno.

Questo racconto è una galleria di personaggi, emozioni, colpi di scena il cui cuore è Venezia, sono i librai, è l’amore per i libri e l’amore che nasce grazie ai libri.

In campo San Giacomo, a Venezia, c’è la Moby Dick, una libreria di quelle «che ti sorprende che esistano ancora, anche se ci sono in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse». Il suo libraio si chiama Vittorio, ha passato i quarant’anni, vive per i suoi libri, combatte per continuare a venderli. Un giorno incontra Sofia, gli occhi chiari e le risposte svelte, che prende l’abitudine di andare a trovarlo. Il 12 novembre 2019, però, i 187 centimetri di acqua alta eccezionale inondano le case, i negozi, sommergono gli scaffali di Vittorio. Le pagine annegano, e «campo San Giacomo è pieno di libri perduti, e pare che tutto sia perduto». Giovanni Montanaro, che ha vissuto in prima persona i giorni tragici dell’inondazione, li racconta in un modo lontano dalle cronache che hanno commosso il mondo. Racconta l’angoscia dell’acqua che sale, che distrugge, ma mostra anche un’altra Venezia, i giovani, i cittadini che reagiscono, l’allegria nata in mezzo allo sfacelo, fatta della capacità di aiutarsi, di rinascere. Ai librai veneziani Montanaro destina interamente i proventi dei suoi diritti d’autore, per sostenerli dopo gli eventi di novembre. In calce al volume, sono proprio i librai veneziani a descrivere sé stessi e le loro librerie: il lettore può scoprirli anche attraverso le mappe che creano un percorso nella laguna – nonostante tutto, «Venezia è sempre lei. Venezia è meravigliosa».

Rossari malattie letterarie

Piccolo dizionario delle malattie letterarie, di Marco Rossari. La letteratura è un male, non c’è dubbio. Il guaio è che, su di un piano terapeutico, è essa stessa l’unico rimedio conosciuto per poter curare tanta afflizione. Per questo motivo il “dizionario medico” qui raccolto, nasconde in sé anche lo strumento utile a chi volesse tentare una qualche terapia: prendendo il tutto con un po’ di distanza, cioè con l’occhio clinico dell’ironia e l’attenzione medica del sarcasmo, dovrebbe facilitare l’utilizzo di tutto ciò che ha una qualche forma scritta e che per questo rischia, sempre di più, di degenerare.

Curarsi con i libri

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, di Ella Berthoud e Susan Elerkin. Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontè e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con “Il bell’Antonio” di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il “Marcovaldo” di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l’Italia da Fabio Stassi. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione.

Lo scaffale infinito

Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri, di Andrea Kerbaker. “Fondare biblioteche” diceva Marguerite Yourcenar “è ancora un po’ come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”. Da sempre, ogni biblioteca è un baluardo alla decadenza, un simbolo concreto con cui opporsi alla volgarità del presente. “Lo scaffale infinito” è un racconto che si snoda su un arco di oltre sei secoli, tra collezionisti, volumi e biblioteche di tutto il mondo. È un viaggio che annulla i confini di tempo e spazio: dall’umanesimo toscano al mondo globalizzato del terzo millennio, attraverso l’Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti dell’esplosiva crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista. A chiudere il cerchio, vero e proprio nume tutelare dell’amore per i libri, Umberto Eco, emblema di eclettismo ed esempio concreto dell’utopica “biblioteca universale” di cui favoleggiava Borges.

Storie di libri

Storie di libri. Amati, misteriosi, maledetti, di Giovanni Casalegno. I libri possono essere la causa di efferati delitti: si può uccidere per la prima edizione aldina del libro più bello del Rinascimento o anche per odio verso i libri, oppure per invidia e gelosia. I libri possono essere pericolosi e maledetti: è il caso del famigerato e terribile “Necronomicon”, di uno strano manoscritto che sembra avere il potere di far sparire le persone. I libri possono essere poi la causa di una delle malattie più pericolose e insieme piacevoli: la bibliofilia. I libri possono anche sostituire la vita vera e occupare lo spazio di tutta un’esistenza. Ma i libri sono soprattutto piacere. Chi li ama sa quale fonte di soddisfazione sia la loro ricerca. Il libro più bello è sempre quello che attende di essere ancora cercato, scoperto e letto. Da Nodier e Flaubert a James, Chesterton e D’Annunzio, da Babel a Borges e Queneau, a Pirandello e Cortàzar, una insolita antologia in cui i libri diventano oggetti di piacere e di mistero, oggetti pericolosi e maledetti, oggetti che danno la vita, ma anche la morte.

Zuffi leggere

Leggere, di Stefano Zuffi. In questo volume, frasi memorabili di celebri personaggi – spesso, ma non sempre “professionisti” della parola scritta – sono associate a opere d’arte in cui si celebrano il piacere ma anche la fatica e il mistero della lettura. Forse qualche abbinamento potrà apparire irriverente, ma lo scopo è soprattutto quello di osservare l’impressionante coerenza dei concetti e delle immagini sulla lettura, dall’antichità ai giorni nostri. Analogie, rimandi, incroci che forse si possono riassumere in un’unica frase: grazie alla lettura l’umanità osserva e riconosce se stessa, riflessa in uno specchio che attraversa, serenamente e fiduciosamente, le barriere del tempo e dello spazio.

Dorfles i cento libri

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita, di Piero Dorfles. Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita? In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita e un passaggio di maturazione.

Poladjan Restauratrice di libri

Helene, una giovane restauratrice di libri tedesca, atterra a Erevan per restaurare antichi manoscritti e imparare le tecniche della legatoria armena. Le viene affidato un evangeliario del Diciottesimo secolo, passato di mano in mano fino ad arrivare, nel 1915, a una famiglia sulla costa del Mar Nero. Gli ultimi proprietari sono stati Anahid e Hrant, e quel libro è l’unica cosa che rimane ai due fratelli in fuga dal genocidio armeno

Helene, un secolo dopo, lavora minuziosamente al complicato restauro con bisturi, ago e filo; il processo è completato da procedimenti quasi alchemici di estrazione del colore. Sul bordo di una pagina trova una scritta scarabocchiata: Hrant non vuole svegliarsi. Incuriosita, approfondisce gli enigmi del vecchio libro nell’Armenia di oggi, ritrovandosi immersa ed emotivamente coinvolta in una storia di esilio, perdita e dolore, che si ripercuote tuttora, generazioni più tardi. Così decide di partire per un viaggio verso la costa del Mar Nero, fino all’altra parte dell’Ararat, per arrivare in fondo alla realtà.

Un romanzo intelligente, istruttivo e toccante, con due finali, uno tragico e uno positivo, divisi equamente tra realtà e finzione. Katerina Poladjan riflette sull’enorme tragedia del genocidio armeno con un linguaggio poetico e spigoloso, ricordando come ogni libro sia una “patria portatile”, qualcosa da proteggere e difendere.