Dimmi di te, di Chiara Gamberale, Einaudi Stile Libero Big 2024, pp. 216
Quando un amore finisce è romanzesco, quando perdiamo il lavoro che ci eravamo abituati a considerare il nostro e dunque è l’unico possibile. Quando andiamo in bancarotta. Quando la nostra persona preferita muore…E poi. Poi ci sono i momenti in cui non potremmo essere i protagonisti di nessun romanzo, di nessun film. Sfugge prima di tutto a noi, il senso della nostra trama. Che si trasforma in una palude. Dove marciamo.
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Dimmi di te di Chiara Gamberale è un introspettivo viaggio alla scoperta di sé, un romanzo che, partendo da una crisi esistenziale, ci conduce nei meandri della memoria e delle relazioni. La protagonista, alle prese con la maternità e la routine quotidiana, i vuoti che le abitano dentro, il rifiuto di crescere, sente il bisogno di ritrovare un senso di sé perduto.
Essere una madre single ha assorbito completamente Chiara, mettendo in secondo piano tutto il resto. Scrittura, amore, libertà: tutto è svanito di fronte alla responsabilità di crescere Bambina. Ora, in un limbo creativo e esistenziale, si sente persa e incapace di ritrovare se stessa. La prospettiva di trasferirsi nel ‘Quartiere Triste’ – un perfetto quartiere borghese a cui si sente estranea – per cercare aiuto nei genitori la inquieta, temendo che possa essere l’inizio di una nuova fase della sua vita, ancora più limitante.
L’incontro casuale con Raffaello, un vecchio compagno di teatro, riaccende in Chiara la voglia di ritrovare le “stelle polari della sua adolescenza”; forse loro sapranno aiutarla a trovare le risposte che cerca. Da Stefano, il suo amore non corrisposto, a Ivan, il rappresentante d’istituto dal fascino ambiguo, passando per Marcolino e Gabriele, i ragazzi dal credo ferreo, e Paloma, l’amica spagnola, ogni personaggio rappresenta un capitolo importante della sua storia. Ma è soprattutto Grazia, la sua migliore amica, l’assenza più dolorosa. Perché proprio lei, la confidente di tutti i segreti, sembra essere sfuggita alla sua ricerca?
Avevamo tanti sogni, ma da un certo punto in poi la vita diventa solo una, la nostra. Tu. Come te la sei sistemata? Dove la metti la nostalgia per quel tutto che è stato e dove la metti la nostalgia per quello che invece non è stato, ma avrebbe potuto essere, solo che ormai si è fatto tardi?
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Il romanzo diventa un’indagine appassionata sui cambiamenti che il tempo porta con sé. Seguendo le tracce del suo passato, Chiara assiste all’evoluzione dei suoi amici e conoscenti, scoprendo come le scelte e gli eventi della vita abbiano plasmato le loro esistenze. Attraverso questo percorso, anche la protagonista si trasforma, confrontandosi con il proprio passato e cercando di trovare un nuovo equilibrio tra i desideri personali e le responsabilità della maternità.
Attraverso un’alternanza fluida tra passato e presente, Dimmi di te ci mostra come le esperienze dell’adolescenza continuino a influenzare le nostre vite adulte. L’incontro con i personaggi del passato diventa un’occasione per la protagonista di rivalutare le proprie scelte e di comprendere meglio chi è diventata. La Gamberale, con la sua sensibilità e la sua capacità di entrare in sintonia con i suoi personaggi, ci regala un romanzo che ci invita a riflettere sul valore della memoria e sull’importanza di trovare un equilibrio tra le radici e le ali.
Come hai fatto a crescere? Ho chiesto in questi mesi alle mie stelle polari di quel tempo andato che non se ne andrà mai.
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Un romanzo che tocca temi universali come l’identità, l’amore, l’amicizia e la ricerca di un senso più profondo alla propria esistenza.
Qui potete leggere l’incipit del romanzo.
Chiara Gamberale è nata a Roma, dove vive. Ha scritto, fra gli altri, Una vita sottile, La zona cieca, Le luci nelle case degli altri, Per dieci minuti, Qualcosa e Il grembo paterno. I suoi libri sono tradotti in diciotto Paesi. È autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Io, Chiara e l’Oscuro (Rai Radio 2) e del podcast Gli Slegati. Per Einaudi ha pubblicato Dimmi di te (2024). È creatrice e direttrice artistica del festival Procida Racconta e ha fondato la Scuola di scrittura creativa, musica, danza, teatro e arte CreaVità, dove insegna scrittura creativa. Collabora con «7» del «Corriere della Sera», «La Stampa» e «Donna Moderna».

