Il passato è una terra straniera, di Gianrico Carofliglio, Rizzoli 2004, pp. 308

Paura e desiderio e silenzio insieme sono pericolosi. Ci si può perdere. Ci si può diventare pazzi.

Pag. 240

Pubblicato da Rizzoli nel 2004 e vincitore del prestigioso Premio Bancarella l’anno successivo, il romanzo di Gianrico Carofiglio è un intenso noir che cattura il lettore fin dalle prime pagine. Il titolo, un omaggio alla celebre frase di L.P. Hartley (“The past is a foreign country: they do things differently there”), introduce fin da subito il tema centrale del romanzo: l’inquietante fascino del passato e il suo impatto sul presente.

La storia è ambientata nella Bari degli anni Ottanta, una città che vive un momento di grande tensione. Una serie di violenti agguati e stupri sconvolge la comunità, gettando un’ombra di paura e sospetto. Il giovane tenente Giorgio Chiti, incaricato delle indagini, si trova a confrontarsi con un enigma che sembra non avere soluzione.

Nel frattempo, Giorgio Cipriani, un promettente studente di giurisprudenza, conduce una vita apparentemente perfetta. Dietro la facciata borghese, però, si nasconde un profondo senso di insoddisfazione e una crescente voglia di evadere dalla routine. Un caso fortuito lo mette in contatto con Francesco Carducci, un abile cartomago che vive ai margini della società. Tra i due nasce un’amicizia pericolosa, un legame che porterà Giorgio a scoprire un mondo oscuro e affascinante, fatto di inganni, tradimenti e passioni sfrenate.

La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo.

Pag. 100

Sfruttando l’intelligenza di Giorgio, Francesco lo inizia all’arte della truffa, coinvolgendolo in un vortice di gioco d’azzardo, alcol, droghe e relazioni pericolose. La doppia vita di Giorgio lo allontana dalla sua famiglia e dai suoi amici, ma lo avvicina a un mondo di eccessi e pericoli sempre più grandi.

Ben presto, però, la natura violenta e spietata di Francesco emerge in tutta la sua crudezza. Giorgio assiste attonito agli atti di violenza del suo amico e si rende conto di essere scivolato in un baratro dal quale sembra impossibile risalire. Un viaggio in Spagna per un losco affare legato al narcotraffico segna un punto di non ritorno: Giorgio assiste a un tentativo di violenza sessuale da parte di Francesco e, sebbene provi a fermarlo, viene coinvolto in una spirale di eventi che lo porteranno all’arresto.

Anni dopo, Giorgio, diventato un magistrato, cerca di dimenticare il suo passato oscuro. Ma il passato ha i suoi modi per tornare a galla: l’incontro con la ragazza spagnola, salvata da Francesco, lo costringe a confrontarsi con le proprie azioni e a prendere una difficile decisione.

Le intenzioni vere sono diverse da quelle dichiarate. (..) La verità è difficile da sopportare, ed è per pochi.

Pag. 98

Gianrico Carofiglio ci immerge in un’atmosfera densa e opprimente, un viaggio nel cuore delle tenebre, dove il noir si intreccia con l’avventura, dando vita a un thriller psicologico di grande intensità. Con una prosa asciutta e raffinata, l’autore traccia i profili di due protagonisti, Giorgio e Francesco, avvolti da un’ombra di incertezza che li rende quasi dei sonnambuli nel labirinto della vita.

Le notti di Bari, calde e afose, diventano lo scenario perfetto per le loro avventure pericolose. In quelle ore, tra i vicoli della città, i due amici si muovono come ombre, inseguendo il brivido del gioco d’azzardo e la promessa di un facile guadagno. Ogni mano di carte, ogni scommessa, è una sfida con il destino, un tentativo di sfuggire alla monotonia di un’esistenza che li soffoca.

Carofiglio, con maestria, descrive l’ossessione per il gioco che consuma i suoi personaggi, trasformandoli in marionette nelle mani del destino. La suspense cresce pagina dopo pagina, mentre il lettore viene trascinato in un vortice di eventi sempre più inquietanti. Il passato, come un’ombra tenace, incombe sui protagonisti, ricordando loro le scelte sbagliate e le conseguenze che ne sono derivate.

In questo romanzo, la luce è spesso soffusa, velata da un’atmosfera di mistero e sospetto. Le ombre si allungano, deformando la realtà e creando un senso di disagio nel lettore. Carofiglio riesce a trasmettere alla perfezione l’angoscia e la paura che attanagliano i suoi personaggi, facendoci vivere in prima persona la loro discesa negli inferi.

Il romanzo di Carofiglio si configura come un intenso percorso iniziatico, un viaggio nelle profondità dell’animo umano. I protagonisti, Giorgio e Francesco, si trovano a confrontarsi con le proprie ombre interiori, in un’escalation di eventi che li porterà a compiere scelte radicali e spesso dolorose.

Le bische clandestine e il viaggio in Spagna rappresentano le tappe fondamentali di questo percorso. In questi luoghi, lontani dalla luce della civiltà, i personaggi si spogliano delle loro maschere e rivelano la loro vera natura. Il gioco d’azzardo, con la sua promessa di ricchezza facile, diventa una metafora della vita stessa, un gioco in cui si rischia tutto per ottenere un guadagno incerto.

La figura di Francesco, in particolare, incarna la tentazione del male, l’attrazione per il proibito. È lui a trascinare Giorgio in un mondo oscuro e violento, dove la morale è relativa e il potere è l’unico valore riconosciuto. Tuttavia, anche Giorgio, pur cercando di resistere, finisce per soccombere alla tentazione, lasciandosi corrompere dal potere e dal denaro.

Il romanzo, però, non si limita a descrivere una discesa agli inferi. Al contrario, lascia aperta la possibilità di un riscatto. La figura del magistrato, a cui Giorgio aspira a diventare, rappresenta la possibilità di riscattare il proprio passato e di ricostruire una nuova identità. Tuttavia, il cammino verso la redenzione è lungo e tortuoso, e richiede un profondo esame di coscienza.

Il passato è una terra straniera è un romanzo che invita alla riflessione sulla natura umana, sulla fragilità dell’animo e sulla possibilità del cambiamento. Carofiglio, con la sua prosa incisiva e poetica, ci mostra come anche le persone più fragili possano trovare la forza di riscattarsi e di ricominciare da capo.

Questa intensa opera letteraria è molto più di un semplice giallo. È un romanzo che scava a fondo nell’animo dei suoi personaggi, esplorando temi universali come l’identità, la colpa, il desiderio di riscatto. La Bari di Carofiglio è una città che vive nel passato, un luogo dove le ombre del passato si allungano sul presente, minacciando di inghiottire tutto ciò che di buono ancora esiste.

Il romanzo di Carofiglio ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, diventando rapidamente un classico della letteratura italiana contemporanea. Nel 2008, il regista Daniele Vicari ha portato sullo schermo la storia di Giorgio e Francesco, con protagonisti Elio Germano e Michele Riondino: un film che ha confermato il grande potenziale narrativo del romanzo.

Gianrico Carofiglio (Bari 1961) ha pubblicato, per Rizzoli, i romanzi Il passato è una terra straniera (2004) e Il silenzio dell’onda (2011), il graphic novel Cacciatori nelle tenebre (2007) con il fratello Francesco, la raccolta di racconti Non esiste saggezza (2010) e il saggio La manomissione delle parole (2010). È autore del ciclo di romanzi dell’avvocato Guerrieri. I suoi libri sono tradotti in ventiquattro lingue.