La carriera dell’artista canadese Alex Colville è iniziata durante il suo servizio come artista di guerra ufficiale durante la Seconda Guerra Mondiale ed è continuata fino alla morte nel 2013. Dai primi anni ’50 aveva raggiunto uno stile distintivo, mantenendo una serie di immagini, argomenti e preoccupazioni contestuali che sono rimasti notevolmente coerenti. La sua famiglia (in particolare sua moglie Rhoda), i dintorni delle sue case nel New Brunswick e in Nuova Scozia e gli animali (spesso i suoi animali domestici) erano i suoi soggetti più frequenti.

Colville ha dedicato uno studio intenso alla pittura europea. Secondo lui, gli ci sono voluti molti anni per digerire le impressioni maturate durante i due giorni trascorsi al Louvre. Eppure è rimasto profondamente colpito anche dai Luministi americani, e non ultimo da Hopper.

I dipinti di Colville sono la prova del fatto che il realismo del contenuto non deve avere nulla in comune con il naturalismo, che il realista serio non riflette sconsideratamente la realtà, ma la analizza. È questa mentalità analitica, Colville è convinto, che gli permette di scoprire i “miti della mondanità” – sulle rive del fiume Spree, in riva al mare, nel circo, durante eventi sportivi, su una barca o in autostrada, in un prato o in una piscina, in una cabina telefonica o in una camera da letto. Colville insiste sul fatto che l’aspetto mitico della vita quotidiana non è riservato ad autori di rango secolare come James Joyce, ma a cui può avere accesso anche il pittore contemporaneo.

Le immagini mute di Colville sono statiche. Eppure praticamente tutte raccontano una storia, in una trama breve e concisa che non sempre ha una soluzione.
Le situazioni umane fondamentali sono i temi sia semplici che complessi: la solitudine, l’isolamento, la separazione, il lavoro, il tempo libero, l’alienazione, l’amore. L’unico laconismo subliminale drammatico, spesso malinconico del contenuto, corrisponde all’assoluta precisione della forma con cui viene trasmesso. Come difficilmente un altro artista, Colville mantiene il difficile equilibrio tra immaginazione e calcolo sobrio, interesse formale e impegno sociale.
Dietro la superficie realistica delle sue immagini si nasconde il surreale, ma un surreale privo di ogni traccia di messa in scena teatrale o di prestito dalla psicoanalisi, dei cui nuovi miti Colville diffida profondamente.

Le immagini dell’artista canadese Alex Colville hanno più affinità con i Precisionisti americani degli anni ’30 che con il fotorealismo. Le sue composizioni perfette si basano su una grande quantità di schizzi e studi, che vengono prima inseriti in uno schema astratto e geometrico, prima che i disegni vengano realizzati dal modello dal vivo e proporzionati secondo il formato previsto. Solo allora inizia il lento e paziente processo di verniciatura. Strato su strato di vernice diluita viene applicato su un pannello di legno trattato con primer e la superficie opaca viene infine sigillata con lacca trasparente. Il processo può spesso richiedere mesi.





Fonti:
https://www.aci-iac.ca/art-books/alex-colville/
Opera ritratta in copertina: To Prince Edward Island, 1965


Lo trovo un po’ angosciante.
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Ci vedo molto Hopper
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Ci vedo hopper e anche hockney
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Anch’io
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Sai a me chi ricorda, in qualche modo? De Chirico. Comunque molto interessante il discorso sul “senso del realismo”.
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Ora che lo fai notare, ti dico che sì, lo richiama.
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Hopper, senz’altro, ma senza le vibrazioni di colore che lo rendono così coinvolgente. Qui è tutto come più sabbioso, meno nitido e come più triste ancora, sì.
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Analisi perfetta 👏👏👏
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Cavallo vs Treno = 🖤
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Effettivamente ricordano Donghi, Severini…i realisti italiani.
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verissimo
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ah precisionisti americani
avrei detto la corrente simil puntinista francese xD
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ah precisionisti americani
avrei detto la corrente simil puntinista francese xD
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Per la tecnica pittorica qualcosa in comune lo hanno.
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ah precisionisti americani
avrei detto la corrente simil puntinista francese xD
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ah precisionisti americani
avrei detto la corrente simil puntinista francese xD
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ah precisionisti americani
avrei detto la corrente simil puntinista francese xD
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