Il senso di tutte le cose tende ad assomigliarsi appena ti viene richiesto di esprimerlo, e sembra che la verità possa esistere soltanto nella reticenza.
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“Niente di vero”, recita il miglior titolo che poteva scegliere per questo libro; perché la verità nei legami famigliari, nelle dinamiche di relazioni, assume l’aspetto di un’entità multiforme, che non lascia mai intravedere la sua vera faccia, perché ne ha molte, anzi “una, nessuna e centomila”, perché a turno scegliamo quella che si confà al momento, perché si cambia nel corso dell’esistenza, perché nessuno può definire con una linea netta certi confini.
Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è finita, si dice. In realtà la famiglia se la caverà alla grande, come sempre è stato dall’alba dei tempi, mentre sarà lo scrittore a fare una brutta fine nel tentativo disperato di uccidere madri, padri e fratelli, per poi ritrovarseli inesorabilmente vivi.
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