Novembre è volato via in un battibaleno, tra mille impegni e imprevisti. La frenesia quotidiana e le responsabilità familiari mi hanno tenuto ben occupata, lasciandomi poco spazio per coltivare i miei interessi e dedicarmi al blog, come avrete sicuramente notato. Dicembre promette di essere ancora più intenso, con le festività alle porte, ma spero che dopo il trambusto natalizio riuscirò a ritagliarmi del tempo prezioso per rilassarmi e dedicarmi a ciò che amo di più: un buon libro, la mia musica preferita e qualche momento di puro relax.

Durante il mese di novembre ho letto questi libri:

Giuliano Brenna, L’odore dei cortili

Zoë Jenny, La stanza del polline

Sara Fruner, L’istante largo

Jane Smiley, Erediterai la terra

Martina Faedda, La vita profonda

Tra questi titoli, ho particolarmente apprezzato le opere di Jane Smiley e di Martina Faedda. Il romanzo di Faedda l’ho divorato in due giorni, mi ha preso tantissimo e sono rimasta colpita dalla sua grande capacità di affrontare un tema difficile senza indulgere in sentimentalismi o autocompiacimenti. Brava anche nella scrittura, se poi consideriamo che è il suo primo romanzo, mi sa che ne vedremo delle belle… Dunque il libro del mese di novembre è il suo.

Nel suo romanzo d’esordio, La vita profondaMartina Faedda ci immerge nella complessa e dolorosa formazione di Olivia.
Olivia ha diciotto anni, vive a Torino; la sua casa è un microcosmo diviso in due, come la sua famigliaDue padri, due mondi, due appartamenti che si specchiano e si respingono a vicenda. Da un lato Vittorio, il padre acquisito, nelle sue stanze; dall’altro Gioele, il padre biologico, con le sue stanze; in mezzo la camera di Olivia, con due porte che si affacciano sui due lati della casa.
Al centro di questo equilibrio precario, divisa tra due figure maschili agli antipodi, lei è il cuore pulsante, il filo che cerca di tenerli uniti. Li aveva legati l’amore per la donna che ora non c’è più, la madre di Olivia, ora è l’amore per Olivia, vivo e palpitante, che li costringe a confrontarsi con le proprie fragilità e a cercare un modo di superarle.

La presenza di due padri, Gioele e Vittorio, pur testimoniando un amore sincero, non riesce a colmare il vuoto lasciato dalla madre. Anzi, è proprio attraverso la figura paterna di Gioele, manipolatore e ossessivo, maniaco della perfezione, che Olivia sviluppa un rapporto distorto con il proprio corpo, che la porterà verso l’anoressia, sfociando in comportamenti autolesionistici.

La sua ricerca disperata di un’identità – raccontata con una sensibilità disarmante –  in un contesto familiare complesso e segnato dalla perdita, la conduce su un percorso di autodistruzione, mettendo a nudo le fragilità di un’adolescente alla ricerca di un senso.

Nonostante le cicatrici profonde, Olivia troverà la forza di andare avanti grazie all’amore incondizionato di Vittorio. Il suo gesto di adottarla ufficialmente, un atto d’amore eterno, sarà come un abbraccio che la accompagnerà per tutta la vita, oltre la morte stessa. Così anche l’affetto dei suoi amici Clara e Lele. Ma sarà fondamentale anche il contributo inatteso di Gioele, che lentamente si aprirà a lei, rivelando un lato di sé inaspettato.

La scrittura di Faedda è un bisturi che incide nella carne viva delle parole. Precisa e lucida, non risparmia dettagli crudi nel descrivere il declino fisico di Olivia. Allo stesso tempo, è capace di una delicatezza sorprendente e disarmante nel ritrarre l’animo della protagonista, svelando le fragilità e le contraddizioni di un’adolescente alla ricerca di se stessa. La struttura snella e i capitoli brevi rendono la lettura scorrevole, coinvolgendo il lettore in un’esperienza emotiva intensa e profonda.

E voi avete amato qualche romanzo in particolare? Cosa vorreste consigliare a chi è in cerca di titoli interessanti?