Dicembre, il mese dei grandi bilanci. Quello in cui, come pecore al pascolo, ci ritroviamo tutti a ruminare sui nostri errori, a contare le pecore nere nel gregge dei nostri successi. Ma ammettiamolo, chi ha davvero voglia di fare i conti con la propria mediocrità? Io, per esempio, preferirei fingere che quest’anno sia stato una lunga vacanza studio all’università della vita, dove ho imparato che l’importante è partecipare, anche se all’ultimo posto. E poi, diciamocelo, chi ha mai mantenuto i buoni propositi di Capodanno? Io li considero più un atto di fede che un piano concreto. Un po’ come pregare un santo laico per farci vincere al SuperEnalotto.

E allora, come al solito, ci rifugiamo tra le pagine di un libro, convinti di imbarcarci in un viaggio epico. Del resto, cosa ci resta da fare in un mondo sempre più grigio, violento e digitalizzato? Se non possiamo viaggiare nello spazio, almeno possiamo farlo con l’immaginazione, no? E poi chi non ha mai sognato di essere un eroe, un detective geniale o semplicemente un personaggio secondario con una vita più interessante della nostra? Ah, i libri, veri e propri psicofarmaci letterari, capaci di farci dimenticare per qualche ora i nostri problemi e di farci credere di essere qualcun altro.

Nel mese di dicembre ho letto meno del solito, è un mese complicato e nevrotico, ma le mie letture sono state davvero molto positive. Eccole qui:

Marina Vujčić, Il vicino

Melissa Febos, Girlhood. In un corpo di ragazza

Burhan Sönmez, Pietra e ombra

Kathleen Farrell, La malizia del vischio

Pim Wangtechawat, La luna rappresenta il mio cuore

Noi

Tra queste ottime opere il mio libro del mese è:

Pietra e ombra, di Burhan Sönmez, nottetempo edizioni 2022, traduzione di Nicola Verderame, pp. 368

Burhan Sönmez, con Pietra e Ombra, ci immerge in un affresco corale e intensamente evocativo, dove il tempo si muove fluidamente tra passato e presente, intrecciando destini individuali e collettivi.
Il romanzo si struttura come un mosaico complesso, dove ogni tessera, pur conservando la propria autonomia, contribuisce a comporre un quadro più ampio e significativo.

Al centro della narrazione troviamo Avdo Usta, un intagliatore di lapidi che vive a Istanbul. La sua storia, che si sviluppa principalmente tra il 1984 e il 2002, è il fulcro attorno al quale gravitano una moltitudine di altri personaggi e vicende. Tuttavia, Sönmez ci trascina ben oltre i confini temporali e geografici di questa vicenda principale, intessendo un tappeto narrativo ricco di rimandi storici e culturali.

Sönmez non si limita a raccontare storie individuali, ma le inquadra all’interno di un contesto storico e sociale più ampio. I suoi personaggi sono profondamente radicati nel loro tempo e nel loro luogo, e le loro vicende risentono degli eventi politici e sociali che li circondano. Il massacro di Sivas, le tensioni a Istanbul contro la giunta militare, la violenta repressione delle proteste: sono solo alcuni degli eventi drammatici che fanno da sfondo alle storie narrate.

La struttura narrativa frammentata, con i suoi continui salti temporali, sottolineano l’idea di un tempo che non scorre linearmente, ma si ripiega su se stesso, creando un labirinto di ricordi e di paure. L’opposizione tra città e villaggio, tra modernità e tradizione, diventa un’allegoria della lotta tra progresso e conservazione, tra individualismo e collettività. Sönmez, con un’abilità narrativa fuori dal comune, ci invita a riflettere sul senso dell’esistenza e sulla nostra capacità di resistere all’oblio.

Pietra e Ombra è un romanzo intenso, molto coinvolgente, che affascina il lettore grazie alla grande capacità affabulatoria, alla scrittura poetica ed evocativa nonché alla sapiente costruzione narrativa. Le storie si dipanano e si intrecciano evitando la complessità disordinata. La sua scrittura, fluida ed elegante, svela gradualmente i misteri che avvolgono i personaggi, toccando le corde più profonde dell’animo umano, trasportando il lettore in un mondo ricco di atmosfere e di suggestioni. L’amore, la perdita, la speranza, la paura, la nostalgia: sono solo alcune delle emozioni che l’autore riesce a trasmettere al lettore.
Le descrizioni, precise e suggestive, permettono di vedere, sentire e toccare con mano i luoghi e i personaggi delle storie.

Quali sono i libri più belli che avete letto in questo mese? Cosa vorreste consigliare?