Viste le tante novità che le case editrici ci faranno trovare in libreria nelle prossime settimane, vi ripropongo la formula 3X3: tre case editrici e tre loro pubblicazioni che mi incuriosiscono e che vorrei leggere.
Avevo utilizzato questa formula ad aprile, in vista del Salone Internazionale del Libro di Torino (se siete curiosi, trovate i post nell’archivio per mese) e mi sembra utile riproporla per una veloce panoramica. Naturalmente potete integrarla con i vostri suggerimenti!
Una piccola precisazione: questi post non hanno nulla a che fare con sponsorizzazioni, influenze di qualsiasi genere, semplicemente esprimono la mia personale curiosità.
Partiamo con tre c.e. che conosco bene e di cui ho letto vari libri.
Iperborea edizioni

Da un autore di culto della letteratura svedese del Novecento, sedici racconti tra realismo sociale e visionarietà.
Maestro del racconto realistico ma anche visionario frequentatore del fantastico, erede della grande tradizione della narrativa sociale svedese e insieme originale ammiratore di Kafka: Stig Dagerman fu tutto questo. Sperimentatore e innovatore, nei suoi scritti alterna l’adesione alla realtà a una poetica dell’assurdo dove gli universi narrativi assumono forti connotazioni simboliche.
L’autore
Segnato da una drammatica infanzia, Stig Dagerman intraprende molto giovane una folgorante carriera letteraria bruscamente interrotta dalla tragica morte, lasciando quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti e articoli che continuano a essere tradotti e ristampati. Iperborea ha pubblicato Il nostro bisogno di consolazione, Il viaggiatore, Bambino bruciato, I giochi della notte, Perché i bambini devono ubbidire?, La politica dell’impossibile, Autunno tedesco e Il serpente.

Björn Larsson ha alle spalle un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo. Pendolare incallito tra Danimarca, Svezia e Italia per lavoro e per amore, durante i suoi numerosi viaggi – in traghetto, treno, bus e qualche aereo – e migliaia di chilometri, ha osservato le abitudini e le nevrosi dei pendolari, incluso se stesso. Il risultato è un libro divertente in cui episodi di vita vissuta sono occasioni di riflessione, e l’elegante lingua della letteratura si mescola al buffo chiacchiericcio quotidiano dei viaggiatori. Con leggerezza e un’ironia che si fa aperta comicità, Larsson trasporta i suoi temi classici, come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà, dal mondo romanzesco dei mari a quello quotidiano e urbano del trasporto pubblico, in un racconto che susciterà immediata simpatia in chiunque abbia vissuto, anche solo per poco, la frustrante esperienza del pendolarismo.
L’autore
Nato a Jönköping, docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, Björn Larsson è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Grinzane Biamonti, il Premio Elsa Morante, il Premio internazionale cultura del mare, il Premio Boccaccio Europa e il prestigioso Prix Médicis in Francia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati da Iperborea, oltre a La vera storia del pirata Long John Silver, anche Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati, La saggezza del mare, I poeti morti non scrivono gialli, La lettera di Gertrud e Nel nome del figlio.

È il 3 maggio 2016 e a Fort McMurray, Alberta, Canada, fa molto, troppo caldo: non piove da settimane, la foresta sterminata che circonda la città è secchissima, il suolo inaridito, i venti sempre più forti. E basta una scintilla perché scoppi un incendio incontrollabile: il Bestione, come viene chiamato, divora migliaia di chilometri quadrati di terreno e genera una nube di fumo che crea un sistema meteorologico a sé, fatto di fulmini e grandine nera. Sembra avere vita propria e una volontà distruttiva: lo raccontano gli abitanti in fuga, tutti miracolosamente illesi, le autorità che monitorano impotenti la situazione, i pompieri. John Vaillant raccoglie le loro testimonianze in una storia tesissima e mozzafiato.
Con il passo dei più incalzanti film d’azione e il rigore del grande giornalismo d’inchiesta, L’età del fuoco racconta del coraggio di chi il fuoco lo ha combattuto e dell’avidità di chi l’ha favorito, pur ricordandoci che invertire la rotta è ancora possibile se a Fort McMurray sono tornate a fiorire le aiuole.
L’autore
John Vaillant è uno scrittore e giornalista canadese, i cui scritti sono apparsi, fra gli altri, su The New Yorker, The Atlantic, National Geographic e The Guardian. Ha pubblicato La tigre (Einaudi, 2012) e dopo L’età del fuoco – con il quale si è aggiudicato il Baillie Gifford Prize nel 2023 – presso Iperborea apparirà anche la sua prima inchiesta, L’albero d’oro.
e/o edizioni

Narrato attraverso una moltitudine di voci, sia vive che morte, muovendosi con una fluidità sorprendente tra passato e presente, Città fantasma è una storia affascinante di segreti familiari, credenze popolari e ricerca di identità nel mezzo di uno scontro tra culture. Rifiutando il ruolo che i genitori taiwanesi conservatori hanno scelto per lui, il protagonista fugge nella cosmopolita Berlino sperando di essere accettato come giovane gay. Ambientato nell’arco di un solo giorno, durante la Festa degli Spiriti, il romanzo inizia un decennio dopo, quando Chen Tien-hung è appena uscito di prigione in Germania ed è tornato a casa. Con i genitori morti e i suoi sei fratelli sposati, impazziti o deceduti, sembra che per lui non ci sia più nulla lì. O almeno così pensa. Mentre la storia prende forma, Chen Tien-hung rivela maggiori dettagli sugli eventi che hanno segnato la vita della sua famiglia, i fantasmi che infestano il suo paese d’origine e la verità sul crimine che ha commesso in Germania.
Libro vincitore del Taiwan Literature Award
L’autore
Kevin Chen ha iniziato la sua carriera artistica come attore cinematografico, recitando nei film taiwanesi e tedeschi Ghosted, Kung Bao Huhn e Global Player. Oggi vive in Germania e scrive per la rivista Performing Arts Reviews. Ha pubblicato diversi romanzi, saggi e raccolte di racconti, tra cui Attitude, Flowers from Fingernails, Three Ways to Get Rid of Allergies e altri titoli.

Le singolari vicende di Edmond Albius, schiavo creolo appassionato di botanica, che nel 1841, a soli dodici anni, scopre il sistema per impollinare a mano i fiori della preziosa orchidea che dà il frutto della vaniglia. Per il mondo è una rivoluzione culinaria. Per Edmond, nato con il colore di pelle sbagliato nell’epoca sbagliata, è un evento molto più grande di lui, di cui a stento intuisce la portata. Una storia vera, commovente, divertente e movimentata che, oltre a fare luce su una spezia di uso comune di cui ignoriamo tutto, dà uno spaccato vivido e a tratti ironico di quello che era il mondo coloniale negli ultimi anni dello schiavismo con molta lucidità, senza mai cedere al facile sentimentalismo.
Nel XIX secolo, sull’isola della Réunion, nasce un ragazzo creolo, Edmond. I genitori vorrebbero che crescesse allegro nei pressi delle piantagioni di canna da zucchero, spirito libero, ma la sfortuna ha progetti diversi per lui. Tanto per cominciare fa di Edmond uno schiavo, poi lo rende orfano, infine si assicura che venga su analfabeta. La sua vita si preannuncia un inferno, ma il bambino ha l’impareggiabile talento di sfatare i pronostici. Raccolto ed educato da un botanico appassionato di orchidee, Edmond si rivela un prodigio non appena mette piede in un giardino. 1841. A dodici anni, vivace e furbo come pochi, Edmond fa una delle più straordinarie scoperte del mondo, trova un nuovo frutto, un nuovo aroma, il più buono, il più conosciuto, il più amato ancora nel XXI secolo!
L’autrice
Gaëlle Bélem è nata sull’isola della Réunion. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, Un monstre est là, derrière la porte, Grand prix du roman métis e premio André Dubreuil – SGDL per il primo romanzo. Il frutto più raro è il suo secondo romanzo.

S.J. Naudé è l’astro nascente della letteratura sudafricana. Sulla scia di grandi scrittori connazionali come Damon Galgut (Booker Prize), J.M. Coetzee e Nadine Gordimer (ambedue premi Nobel), questo autore cinquantenne si sta imponendo a livello internazionale come un nuovo, sorprendente rappresentante di questa narrativa, segnata dalle esperienze dell’apartheid, dell’esilio, del confronto razziale, della frontiera.
Il protagonista del romanzo è un uomo gay sudafricano. A Londra, dove vive, incontra in una galleria d’arte due uomini serbi. Tra i tre si crea un rapporto strano. Non si capiscono bene le intenzioni dei due serbi: vogliono semplicemente fare amicizia oppure stanno architettando una truffa? I due si sistemano in casa del sudafricano e vivono a sue spese. Ci sono relazioni sessuali fra i tre uomini. Ma il sesso non sembra essere al centro del loro rapporto. Lo convincono a seguirlo in una vacanza in Serbia e il sudafricano si trova coinvolto in un’inquietante avventura a Belgrado. Poi l’azione si sposta a Città del Capo, dove il protagonista reincontra il ricco padre che lo aveva diseredato anni prima. Il vecchio sta morendo e propone al figlio, se vuole avere la sua eredità, di occuparsi di un cugino che vive in una remota regione del Sudafrica. L’inatteso incarico lo porterà a confrontarsi, prima con le gravi tensioni razziali che sussistono nel suo paese, poi, a seguito di un ennesimo colpo di scena, con una situazione ancora più straniante, in Giappone.
Tra atmosfere kafkiane, avventure esistenziali, scenari internazionali, Naudé racconta una storia piena di sorprese, di spiazzamenti, di personaggi inattesi, ed entra dalla porta principale nel novero dei grandi scrittori di oggi.
L’autore
S.J. Naudé (1970) è scrittore e avvocato. Ha pubblicato due raccolte di racconti e due romanzi. È stato insignito di numerosi premi, tra cui il Nadine Gordimer Short Story Award, il kykNET-Rapport e il premio per la miglior opera narrativa dell’università di Johannesburg. È stato l’unico scrittore sudafricano a vincere il premio Hertzog per due volte consecutive nei suoi cento anni di storia. Il suo romanzo d’esordio, The Third Reel, è stato finalista al Sunday Times Award. I suoi racconti sono stati pubblicati su Granta e altre riviste negli Stati Uniti, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito. Vive a Cape Town.
NNEdizioni

È l’estate del 1975 quando Barbara Van Laar, adolescente problematica, scompare da Camp Emerson, il campo estivo fondato dalla sua ricca famiglia nel parco delle Adirondack. La notizia fa subito scalpore: anni prima anche suo fratello Bear è sparito nei boschi in circostanze misteriose, e non è mai stato ritrovato. La giovane investigatrice Judyta Luptack comprende subito che tutti nascondono qualcosa: gli uomini della famiglia, che ai tempi di Bear hanno tardato a chiamare i soccorsi; la madre dei ragazzi, incapace di riprendersi dal dolore; il capitano della polizia, che ancora una volta ha fretta di trovare un colpevole, e Tracy, l’unica amica di Barbara al campo e l’unica a conoscere i suoi movimenti segreti. Mentre le indagini procedono, passato e presente si intrecciano, mettendo in luce tradimenti, menzogne, conflitti e giochi di potere. In questo sontuoso romanzo, Liz Moore mescola thriller e dramma familiare, raccontando una comunità dove ricchezza e benessere diventano gabbie che imprigionano affetti, desideri e ambizioni. Con uno stile limpido e ammaliante, Il dio dei boschi si addentra nelle contraddizioni umane come nel folto di una foresta impenetrabile, e ci consegna un ritratto memorabile della giovinezza, dell’amicizia e delle seconde possibilità che la vita concede quando si ha il coraggio di cambiarne le regole.
L’autore
Liz Moore è una scrittrice e musicista americana, e insegna Scrittura creativa alla Temple University di Philadelphia. NNE ha pubblicato I cieli di Philadelphia (2020), da cui è stata tratta la miniserie Long Bright River, Il mondo invisibile (2021) e Il peso (2022), romanzo che è stato selezionato per l’International IMPAC Dublin Literary Award e ha imposto il talento di Liz Moore sulla scena letteraria internazionale. Tradotto in più di venti paesi, Il dio dei boschi è uno dei bestseller americani del 2024, selezionato per il Summer Book Club di Jimmy Fallon e incluso da Barack Obama tra i migliori libri dell’anno.

Piccola storia grande è il racconto poetico di una famiglia in cui i personaggi, dolci, profondi e spesso buffi, diventano archetipi universali. Con la stessa delicatezza e l’ironia dei suoi disegni, Marion Fayolle dà voce ai sentimenti trattenuti e agli istinti incontenibili, e immagina la vita come una metamorfosi continua e ammaliante, in cui scoprirsi nuovi e diversi ogni giorno, senza per questo cancellare il passato.
L’autore
Marion Fayolle è una delle più importanti illustratrici francesi. Tra i suoi albi, pubblicati in Italia da Gallucci, vanno ricordati Gli amanti, I figli e Gli amori sospesi, per il quale ha ricevuto nel 2018 una menzione speciale al Festival di Angoulême. Collabora con Le Monde, The New Yorker, The New York Times. Piccola storia grande è il suo romanzo d’esordio, vincitore del Prix Marcel Pagnol 2024 e selezionato al Prix des libraires 2024.

L’airone della pioggia è una creatura leggendaria, ha le penne trasparenti fatte di gocce d’acqua e si dice sia capace di scatenare tempeste e siccità, abbondanza e carestia. A causa della guerra Ren vive isolata in montagna, e custodisce da sempre il segreto del nascondiglio di quell’essere straordinario che ha visto una volta da piccola assieme alla nonna. Quando i soldati si mettono sulle tracce dell’airone, Ren viene suo malgrado coinvolta nella missione capitanata dall’ambiziosa e spietata Harker, con cui condivide i fantasmi di un comune e tormentato passato. Costretta a fronteggiare fianco a fianco con la nemica i pericoli dell’impresa, Ren si trova così divisa tra l’istinto di sopravvivere alle crudeltà di Harker e il profondo desiderio di proteggere l’airone e il suo potere imperscrutabile. L’airone della pioggia è una favola contemporanea sulla forza maestosa e indomabile della natura, che si contrappone alla cecità e all’insensatezza delle azioni umane. Con una scrittura avvolgente come un’onda, Robbie Arnott affida al mito il potere di creare una nuova armonia tra gli esseri viventi.
L’autore
Robbie Arnott (1989) è uno scrittore e copywriter australiano. Il suo libro d’esordio, Flames, ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Sydney Morning Herald Best Young Novelist Award. Il suo romanzo Ned e la balena (NNE, 2023) è stato finalista al Dylan Thomas Prize 2023. Con L’airone della pioggia ha vinto l’Age Book of the Year Award ed è stato selezionato per il Miles Franklin Literary Award, l’ALS Gold Medal, il Voss Literary Prize e un Adelaide Festival Award.
Che ne dite di questa selezione che ci fa viaggiare dall’Australia al Canada, dagli Stati Uniti al Sudafrica, dalla Francia alla Svezia, dall’isola della Réunion a Taiwan? C’è qualche titolo che vi incuriosisce? Avete qualche altro titolo da inserire in questa lista, anche di altri editori?



Città fantasma, in qualche modo lui mi incuriosisce in maniera particolare
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mi ha colpito, credo sia da conoscere
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Ho messo tempo per leggere la tua selezione, figurati per leggere i libri consigliati, sono lenta nel leggere i libri, invidio chi riesce a farlo e pensare che ho fatto un corso di lettura rapida, me per i libri non va bene. Ma i consigli sono utili, anche fosse riesco a leggerne uno o due. Grazie, grazie, grazie🐈💖🐈
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In realtà anch’io leggo abbastanza lentamente, perché – se il libro lo facilita – mi soffermo su certe frasi, magari le trascrivo nei miei famosi taccuini (ne ho decine sparsi per casa), torno indietro e rileggo… anche con quei romanzi incalzanti che ti spingono ad accelerare, mi capita, una volta girata l’ultima pagina, di tornare indietro per ricucire o riscoprire dettagli che mi erano sfuggiti nella fretta.
Purtroppo non riesco mai a leggere tutto quello che vorrei…
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Credo che comunque la lettura debba trovare spazio o meglio dobbiamo darglielo, e’ lenitiva, migliora la giornata, a me succede tra i compiti di quest’anno e’ trovare lo spazio per leggere. O almeno ci proverò 😊🐈⬛❤️
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Per me davvero la lettura è un momento che mi ridà equilibrio e distacco dalle grane di tutti i giorni.
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Ne sono convinta💖🐈
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Negli ultimi mesi ho grande difficoltà a concentrarmi nella lettura, la mia mente è molto scanca, però Stig Dagerman potrebbe piacermi. 🙂
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Dai, provaci 💪💪💪
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Che spunti interessanti!!! 😍
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Felice di averti incuriosita 🤗😉
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Amo molto Iperborea, libri sempre interessanti e originali e bellissime copertine; devo dire invece che non ho un gran feeling con NNE, non so nemmeno io perché…
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Io invece da loro ho trovato grande soddisfazione 😊👍
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Il dio dei boschi mi è piaciuto.
Dagermann mi incuriosisce.
Di Larsson ho letto Long John e, ancora prima, Otto personaggi in cerca (con autore), raccolta di racconti particolarissimi.
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Long John è molto godibile
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