Lasciandoci alle spalle i mesi estivi, sinonimo di vacanze e letture spensierate, ci avviamo verso l’autunno, con la bellezza di settembre e i colori accesi di ottobre che dipingono i paesaggi e incendiano le chiome degli alberi con mille sfumature di rossi e arancioni. Le mie letture di agosto mi hanno regalato, come sempre, emozioni e nuove scoperte, portandomi in un viaggio letterario incredibile.

Sono partita dalla costa laziale, per poi risalire il nord Italia, e da lì ho percorso migliaia di chilometri per esplorare l’Asia. Ho vissuto la cultura di Giappone e Cina, per poi spostarmi in Venezuela e negli Stati Uniti. Il mio percorso mi ha riportato infine in Italia, sulla costa della Versilia, grazie a uno dei miei autori preferiti.

I libri di agosto mi hanno fatto viaggiare con la mente, mostrandomi nuovi luoghi, culture e prospettive. Non so ancora dove mi porteranno le letture di settembre, ma so già che ho preparato un bagaglio virtuale per la Tanzania

Ecco i libri letti ad agosto:

Chiara Valerio, La fila alle poste

Laura Imai Messina, L’isola dei battiti del cuore

Caterina Manfrini, Sette volte bosco

María Elena Morán, Tornare a quando

Rebecca Kauffman, Vengo io da te

Yiyun Li, Più gentile della solitudine

Sandro Veronesi, Settembre nero

La scelta del libro del mese di agosto tra queste sette letture non è stata per niente semplice. Ho riflettuto a lungo e alla fine la mia decisione si è ristretta a due titoli: Settembre nero e Tornare a quando.

Il primo mi ha fatto sentire a casa, complice l’ambientazione in Toscana, lo stile di Sandro Veronesi che amo profondamente e il fattore generazionale. Il secondo, invece, è stata una vera e propria scoperta. Alla fine ho deciso di premiare il romanzo della scrittrice venezuelana, conquistata dalla sua scrittura innovativa e coinvolgente, oltre che dalla intensità della storia e dall’ambientazione in un Paese e in un clima socio-politico che conoscevo poco.

María Elena Morán crea un romanzo che intreccia la storia intima di una famiglia con la complessa realtà del Venezuela del 2018. Attingendo a elementi autobiografici, l’autrice esplora la tragedia di personaggi che, pur sopravvivendo alla crisi socioeconomica e alla radicalizzazione dei conflitti dopo la morte di Hugo Chávez, mantengono vivi i loro ideali e le loro speranze. La forza del libro risiede nella capacità di Morán di narrare una storia profondamente radicata nella realtà attraverso la prospettiva unica e intima di ciascun protagonista. Con una ottima padronanza del tempo, l’autrice costruisce una struttura narrativa che si sviluppa attraverso voci distinte, offrendo al lettore un affresco multidimensionale della vita in un Paese in bilico.

Il romanzo si dipana poi su più piani narrativi, seguendo le vite parallele di tre donne, nipote, madre e nonna. La Morán, con una prosa elegante e scorrevole, naviga tra i ricordi e le speranze, tessendo un arazzo emotivo complesso e avvincente. Il dramma della migrazione non è solo la storia di un esodo fisico, ma anche un viaggio interiore, un percorso di riconciliazione con il passato e di ridefinizione del futuro.

La scelta stilistica di María Elena Morán in questa opera è un elemento distintivo e cruciale: l’uso della seconda persona e l’alternanza dei punti di vista. La scrittura in seconda persona (“tu”, “voi”) è una tecnica narrativa poco comune ma di grande impatto. In questo romanzo, non è l’autore a parlare di un personaggio, ma è come se l’autore stesso si rivolgesse direttamente a lui, mettendolo al centro della narrazione. L’uso del “tu” crea un legame immediato tra il lettore e il personaggio. Il lettore è invitato a calarsi nei panni di Nina, Elisa, Camilo e Graciela. Non leggiamo di loro, ma viviamo con loro.
I capitoli che alternano il punto di vista dei quattro personaggi principali (Nina, Elisa, Camilo, Graciela) non sono solo una scelta strutturale, ma una strategia narrativa che completa l’uso della seconda persona. Ogni personaggio offre la propria prospettiva sugli eventi, sulle relazioni e sul passato. Questo crea una storia polifonica, dove la verità non è univoca, ma si costruisce attraverso la sovrapposizione e il confronto dei diversi ricordi

E voi, quali scoperte letterarie avete fatto ad agosto? Quale libro eleggereste come il migliore?