La Biblioteca di Strahov, incastonata nel complesso monastico omonimo che domina Praga dall’alto della collina, sembra uscita da un sogno barocco. Entrare qui significa varcare una soglia temporale: l’aria profuma di pergamena antica, il silenzio ha un peso nobile e ogni dettaglio racconta secoli di studio, pazienza e devozione al sapere.

La Biblioteca di Strahov sorge all’interno dell’antico Monastero di Strahov, fondato nel 1143 dai Premostratensi, un ordine religioso che fece della cultura una missione. Da quasi nove secoli, tra queste mura si coltiva un dialogo ininterrotto tra fede, arte e conoscenza. Non è un semplice edificio storico, ma un organismo vivo che ha attraversato guerre, incendi, cambiamenti politici e trasformazioni culturali senza smettere di custodire il suo tesoro.

Il complesso bibliotecario è celebre soprattutto per le sue due grandi sale monumentali. La Sala Teologica, completata nel 1679, accoglie il visitatore con un’atmosfera intima e solenne. Qui dominano i toni caldi del legno intagliato, i volumi antichi disposti con ordine quasi rituale e gli affreschi sul soffitto che raffigurano scene legate alla conoscenza e alla spiritualità. Ogni dettaglio sembra suggerire che il sapere non sia solo accumulo di informazioni, ma un percorso interiore.

La Sala Filosofica, costruita alla fine del Settecento, offre un impatto completamente diverso. Più alta, più luminosa, più scenografica, dà l’impressione di entrare in un tempio dedicato al pensiero umano. Gli scaffali raggiungono il soffitto e custodiscono migliaia di volumi legati in pelle, mentre la grande volta affrescata celebra il progresso intellettuale dell’umanità. Qui lo sguardo si perde verso l’alto, come se fosse naturale cercare risposte tra i libri e le nuvole dipinte.

Il patrimonio della biblioteca supera i duecentomila volumi, tra cui circa tremila manoscritti e numerosi incunaboli, cioè libri stampati prima del 1501. Tra le collezioni più preziose spiccano testi teologici medievali, atlanti antichi, opere scientifiche, trattati filosofici e rare edizioni che raccontano l’evoluzione del pensiero europeo. Il libro più antico contenuto in questa biblioteca è il Vangelo di Strahov: risale al nono secolo. Non manca nemmeno una ricca raccolta di mappe storiche, capace di mostrare come l’uomo abbia cercato di rappresentare il mondo nel corso dei secoli.

Oltre ai libri, la Biblioteca di Strahov conserva anche oggetti curiosi e affascinanti. Nel Gabinetto delle Curiosità si trovano strumenti scientifici, reperti naturali, oggetti esotici e manufatti insoliti che ricordano le antiche wunderkammer, le “camere delle meraviglie” in cui si raccoglieva tutto ciò che poteva stupire e alimentare la sete di conoscenza.

Visitare la Biblioteca di Strahov significa vivere un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. È il fruscio immaginato delle pagine, la luce che scivola sugli scaffali, il profumo del legno antico, la sensazione di trovarsi in un luogo dove il tempo non corre ma contempla. In una città già ricchissima di bellezza come Praga, questo luogo si distingue come un santuario della memoria e dell’intelligenza umana, capace di lasciare un segno profondo anche nel visitatore più distratto.

Nel complesso del monastero si trova anche un ristorante che celebra 600 anni di tradizione vinicola, culinaria e birraria; potrete gustare la genuina cucina tradizionale ceca, preparata con ingredienti locali e sempre freschi, arricchita da specialità di stagione. Il ristorante dispone anche di un giardino estivo.