Leggendo il romanzo Momenti di gioia imperfetta di Catherine Newman sono stata catturata dall’illustrazione in copertina. Si tratta di un’opera dell’artista Fabian Lavater.
Fabian Lavater è uno di quegli artisti che sembrano dipingere con addosso il vento salato dell’oceano. Svizzero, residente a Basilea, porta nella sua ricerca un contrasto affascinante: vivere lontano dal mare, ma costruire un immaginario completamente intriso di onde, luce e natura. Il suo percorso non nasce da un’accademia tradizionale, ma da una spinta autentica e quasi inevitabile verso il disegno, coltivata fin dall’infanzia. Da ragazzo passava più tempo a tracciare linee e figure che a seguire le lezioni, come se l’arte fosse già il suo modo naturale di interpretare il mondo.

Nonostante il tentativo di entrare in una scuola d’arte non sia andato a buon fine, Lavater non ha abbandonato la propria vocazione. Ha proseguito gli studi in ambito economico, specializzandosi poi in sviluppo sostenibile, elemento che oggi emerge chiaramente nella sensibilità del suo lavoro: la natura non è solo soggetto estetico, ma presenza viva, fragile, da proteggere.
Il punto di svolta arriva nel 2011, quando scopre il surf durante un surf camp. Da quel momento l’oceano diventa non solo una passione, ma un vero linguaggio artistico. Viaggia alla ricerca di onde e paesaggi, attraversando luoghi simbolo come Nuova Zelanda, Australia, Hawaii e California, trasformando queste esperienze in immagini che non raccontano semplicemente il mare, ma l’idea stessa di libertà.
La sua arte è immediatamente riconoscibile: forme essenziali, linee pulite, colori vibranti e composizioni che sembrano respirare. Lavater lavora spesso su un equilibrio sottile tra minimalismo e intensità emotiva. Non riempie la tela di dettagli inutili, anzi, lascia spazio, luce, aria. Le figure umane appaiono spesso piccole, immerse nel paesaggio, come a suggerire che la natura non sia uno sfondo, ma una forza dominante e rassicurante. Il suo stile ha qualcosa di meditativo: invita a rallentare, a osservare, a lasciarsi trasportare. È un’estetica contemporanea, pop e raffinata insieme, che comunica benissimo anche a un pubblico internazionale.
Parallelamente alla produzione artistica, Lavater ha costruito una carriera solida, esponendo in diverse gallerie e contesti internazionali, con mostre e partecipazioni recenti tra Basilea, Miami, Anversa e persino Yokohama. La sua presenza nel panorama contemporaneo cresce anche grazie alla versatilità: oltre alle tele, collabora con brand e realtà creative, portando la sua identità visiva in progetti di design e illustrazione. Eppure, nonostante la dimensione professionale e globale, il cuore del suo lavoro resta intimo: Lavater sembra dipingere per ricordare, prima di tutto a sé stesso e poi agli altri, che esiste una bellezza semplice nel fermarsi, respirare e “stare” nel mondo con consapevolezza.
In fondo, la sua arte funziona come una giornata perfetta in riva al mare: pochi elementi essenziali, ma tutti al posto giusto. Il risultato è un universo visivo luminoso e silenziosamente potente, capace di far venire voglia di partire, di guardare l’orizzonte e di vivere con più leggerezza.
Ab in Bach (2023)

Heatwaves (2024)

Un’opera che cattura l’energia dell’estate e la vibrazione dell’aria calda. I colori sono intensi e solari, mentre la composizione evoca quella sensazione tipica delle giornate in cui tutto sembra immobile, ma pieno di vita.
The Art of Doing Absolutely Nothing (2024)

Uno dei titoli più rappresentativi della poetica di Lavater: un invito esplicito a rallentare. L’opera celebra la quiete, il tempo sospeso e la bellezza di non dover “produrre” continuamente qualcosa.
Beauty is Fragile by Nature (2024)

Qui emerge con forza la sensibilità ecologica dell’artista. L’opera suggerisce che la natura è splendida proprio perché vulnerabile, e che ogni equilibrio può spezzarsi se non viene rispettato.
Unwinding (2025)

Un’immagine che parla di decompressione emotiva: sciogliere tensioni, lasciar andare. La scena e le forme comunicano un senso di rilascio e pace, come un respiro lungo dopo una giornata intensa.
Smalltalk, (2023)

Molte delle opere più riconoscibili di Lavater ruotano attorno a onde, tavole da surf, corpi in movimento e paesaggi costieri. Sono lavori che spesso raccontano l’oceano come spazio mentale, oltre che fisico: un luogo dove ritrovare equilibrio.
The ocean in a room (2024)

The last dance (2024)


