Tra le curve Art Nouveau di uno storico palazzo degli anni Venti e il brusio di una capitale che ha fatto dei libri una parte della propria identità culturale, Feltrinelli apre a Montevideo la sua prima libreria del Sud America. Un approdo simbolico nella capitale dell’Uruguay che segna una nuova tappa nell’espansione internazionale del gruppo editoriale italiano e rafforza un legame culturale con l’America Latina che dura da oltre mezzo secolo.

La nuova libreria si trova all’interno dello storico Palazzo Pablo Ferrando, edificio simbolo dell’Art Nouveau cittadina. Negli ultimi mesi il palazzo è stato protagonista di un importante intervento di restauro curato dallo studio Toro Arquitectos, volto a preservarne le peculiarità architettoniche: dalle vetrine curve ai motivi naturali decorativi fino al grande lucernario centrale che illumina gli spazi interni.

Due piani di libri e uno spazio culturale aperto alla città

La libreria si sviluppa su due piani per una superficie complessiva di circa 650 metri quadrati e ospita oltre 60 mila titoli, tra narrativa, saggistica, libri illustrati e volumi per ragazzi, con un catalogo in più lingue e una significativa presenza di titoli italiani.

Accanto agli scaffali trova spazio anche una caffetteria aperta per tutta la giornata, pensata come luogo di incontro e socialità. La libreria vuole essere infatti molto più di un punto vendita: un luogo culturale vivo, con presentazioni editoriali, gruppi di lettura, incontri con autori e showcase musicali.

Un ponte culturale tra Italia e America Latina

Il legame tra Feltrinelli e l’America Latina affonda le sue radici negli anni Sessanta ed è stato, nel corso dei decenni, uno dei fili più riconoscibili della storia editoriale della casa milanese. Nel suo catalogo sono comparsi molti dei grandi protagonisti della letteratura del continente, tra cui Juan Carlos Onetti, Mario Benedetti, Juan Rulfo, Mario Vargas Llosa, Augusto Roa Bastos, Jorge Luis Borges, Miguel Ángel Asturias, Manuel Scorza e João Guimarães Rosa. Accanto a queste figure, la casa editrice ha contribuito a portare ai lettori italiani anche importanti voci femminili del continente, come la cilena Isabel Allende, diventata celebre in tutto il mondo con La casa degli spiriti, e la connazionale Marcela Serrano, autrice di romanzi molto letti dedicati all’esperienza femminile e ai cambiamenti sociali dell’America Latina, fino ad arrivare a scrittrici contemporanee come l’argentina Claudia Piñeiro.

In alcuni casi le edizioni Feltrinelli hanno rappresentato addirittura le prime traduzioni al mondo di opere destinate a diventare classici della letteratura contemporanea, come Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e il Diario del Che in Bolivia di Ernesto Che Guevara.

La visione del gruppo

A sottolineare questo rapporto è Carlo Feltrinelli, presidente del gruppo:

“L’America Latina ha significato storicamente per Feltrinelli tante cose. Una fonte letteraria e di idee a cui guardare, un continente che ci ha regalato profonde amicizie e profondi legami personali e intellettuali, e oggi acquista un senso in più, quello della scoperta, perché aprire questa libreria è come presentarsi a casa da amici per condividere un pezzo di vita assieme, pronti a lasciare che le cose accadano, che gli incontri abbiano il momento giusto e ci possa essere buon tempo da passare assieme. Questo è lo spirito e l’emozione con cui apriamo la nostra prima libreria in Uruguay: un ponte di amicizia, il gusto per la scoperta, la passione per i libri”.

La prima libreria Feltrinelli del Sud America nasce dalla collaborazione con tre partner locali attivi tra Uruguay e Argentina: Alejandro Lagazeta, Juan Castillo Marianovich e Pablo Braun.

Con l’apertura della nuova libreria di Feltrinelli a Montevideo, il lungo dialogo culturale attraversa l’Atlantico in senso inverso. Per decenni i libri pubblicati dalla casa editrice hanno portato in Italia le voci e le storie dell’America Latina; oggi è una libreria italiana ad approdare nel continente che ha contribuito a raccontare. Tra scaffali, incontri e nuove letture, lo spazio nel restaurato Palazzo Pablo Ferrando si candida così a diventare un luogo di scambio e scoperta, dove lettori, autori e idee possano continuare a viaggiare da una sponda all’altra dell’oceano.