Solo quando ci siamo perduti – in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo – cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l’infinita ampiezza delle nostre relazioni.

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Walden ovvero Vita nel bosco (in altre edizioni è tradotto come Vita nei boschi) è il resoconto dell’avventura dell’autore, Henry David Thoreau, che dedicò due anni, due mesi e due giorni (1845-1847) della sua vita a cercare un rapporto intimo con la natura. Visse in una piccola capanna nei boschi, in totale isolamento, sulle rive del lago Walden, nel Massachusetts.

Più che un semplice resoconto di vita nella natura, il libro è una meditazione su come gli esseri umani vivono e su quanto spesso si lascino intrappolare da abitudini, lavoro e beni materiali che non sono davvero necessari.

Thoreau decide di ritirarsi nei boschi per vivere in modo più semplice e consapevole. Coltiva il proprio cibo, osserva il mutare delle stagioni e dedica molto tempo alla lettura, al pensiero e all’osservazione del mondo naturale. Attraverso questa esperienza sostiene che molte delle cose che la società considera indispensabili sono in realtà superflue e che, riducendo i propri bisogni, una persona può conquistare maggiore libertà interiore.

Il libro è diventato così influente perché propone un’idea radicale per l’epoca ma ancora attuale: vivere in modo deliberato, cioè scegliere con attenzione come usare il proprio tempo e le proprie energie invece di seguire automaticamente il ritmo della società. Le riflessioni di Thoreau sul rapporto con la natura, sulla semplicità volontaria e sull’indipendenza dell’individuo hanno influenzato il pensiero ambientalista, la filosofia della vita semplice e molti movimenti culturali successivi.

Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo in cui devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le fondamenta.

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