L’International Booker Prize 2026 – il riconoscimento riservato alla narrativa in traduzione – giunge alla decima edizione e celebra le migliori opere di narrativa – o raccolte di racconti – tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito e/o in Irlanda tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026. Pochi giorni fa è stata annunciata la shortlist che si contenderà la vittoria.
Il Premio riconosce l’importanza fondamentale della traduzione, con un premio di 50.000 sterline suddiviso equamente tra l’autore vincitore e il traduttore. A ciascun titolo finalista verrà assegnato un premio di 5.000 sterline: 2.500 sterline all’autore e 2.500 sterline al traduttore. Promuovendo opere provenienti da tutto il mondo e scritte in una vasta gamma di lingue, il premio favorisce una comunità globale di scrittori e lettori attivi, le cui esperienze e interessi trascendono i confini nazionali.
Il libro vincitore sarà annunciato martedì 19 maggio 2026 durante una cerimonia alla Tate Modern di Londra.
I sei libri, che racchiudono una vasta gamma di esperienze internazionali, molte delle quali ispirate a momenti reali della storia, trasportano i lettori da Taiwan sotto il dominio giapponese negli anni ’30 all’Europa nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, dalla magia e dalla vita domestica nella periferia francese degli anni ’90 al tumulto e alle conseguenze della Rivoluzione iraniana del 1979, da una brutale colonia penale in un angolo remoto del Brasile a una rigida comunità patriarcale nelle Alpi albanesi.
Un cast variegato di personaggi ben delineati, tra cui una strega di periferia, un regista moralmente ambiguo, un carceriere sanguinario, una vergine consacrata con una nuova identità, una giovane romanziera e la sua interprete che condividono la passione per il cibo, e una famiglia multigenerazionale di emigrati iraniani.
I libri sono scritti in maggioranza da donne: cinque su sei autori e quattro di sei traduttori sono donne. Tra le autrici figurano un’attrice pluripremiata, un’ex operatrice sociale e una sceneggiatrice di manga e videogiochi.

Ecco i 6 libri finalisti:
- The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.
- She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
- On Earth As It Is Beneath dell’autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan); La Nuova Frontiera ne ha acquisito i diritti e lo pubblicherà prossimamente
- The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
- Taiwan Travelogue dell’autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
- The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli con il titolo Il regista.
Ecco i romanzi che potete leggere in traduzione italiana.

Il romanzo Di notte tutto è silenzio a Teheran della scrittrice tedesco-iraniana Shida Bazyar è una storia familiare e politica che attraversa quarant’anni di storia iraniana, dalla rivoluzione del 1979 fino alla vita della diaspora in Europa. Attraverso le voci di quattro membri della stessa famiglia, il libro racconta la speranza di un cambiamento, la disillusione dopo l’ascesa del regime islamico e l’esperienza dell’esilio, mostrando come la storia collettiva si intrecci con le vicende intime delle persone.
Il libro è stato finalista al Premio Strega Europeo 2024

Colei che resta di René Karabash racconta la storia di Bekià, una giovane che vive in un villaggio montano dell’Albania dove la vita è regolata dal Kanun, un antico codice di leggi patriarcali. Costretta a un matrimonio imposto e innamorata di una donna, decide di ribellarsi scegliendo di diventare una “vergine giurata”, assumendo identità e ruolo maschile per conquistare la propria libertà. Il romanzo riflette sul conflitto tra tradizione, identità e autodeterminazione.

Il romanzo La strega di Marie NDiaye racconta la storia di Lucie, una donna che vive apparentemente una vita normale in una tranquilla cittadina francese. In realtà, le donne della sua famiglia possiedono da generazioni poteri misteriosi che si tramandano di madre in figlia. Quando Lucie cerca di insegnare questi poteri alle sue due figlie, deve allo stesso tempo proteggerle da una società che teme e rifiuta ciò che è diverso. Il dono della stregoneria diventa così una fonte di tensione e isolamento.

Il romanzo Il regista di Daniel Kehlmann racconta la storia del celebre cineasta austriaco Georg Wilhelm Pabst. Negli anni Trenta, con l’ascesa del nazismo, Pabst lascia l’Europa per lavorare a Hollywood, ma il fallimento della sua carriera negli Stati Uniti lo spinge a tornare in Austria. Rimasto bloccato nel Terzo Reich durante la guerra, si trova costretto a confrontarsi con il potere del regime nazista e con il dilemma morale tra arte, opportunismo e responsabilità personale.
Nella Longlist compariva anche il libro di Matteo Melchiorre Il Duca, che purtroppo, nella fase successiva, è stato escluso.

Il romanzo Il Duca di Matteo Melchiorre è ambientato nelle montagne del Veneto e racconta la storia di un uomo solitario e marginale che vive ai confini della comunità. La sua figura enigmatica, soprannominata “il Duca”, si muove tra boschi, leggende e memorie del passato, mentre il romanzo intreccia realtà e mito per esplorare il rapporto tra l’uomo, la natura e le storie che abitano i luoghi.
Sul sito del Premio si possono leggere gli incipit dei sei romanzi.

Ne avete letto qualcuno? Ne avete sentito parlare? Vi incuriosiscono?

