INCIPIT
La fortuna di famiglia
Neela
Neela in Italia aveva un lavoro, una figlia, una casa – in quest’ordine, ma senza che nessuna delle tre cose le appartenesse davvero. E mezzo cane, Mao, di cui si prendeva cura dal sabato al lunedì. A Neela non era mai piaciuto possedere qualcosa qui, le dava la sensazione che anche lei facesse parte di questo luogo: intratteneva con la geografia una relazione di mutuo debito. Invece, in Sri Lanka, delle quattro sorelle con cui era cresciuta, ormai non aveva più rapporti quasi con nessuna: il tempo si era infilato in ogni pertugio e aveva scavato una lontananza che neppure WhatsApp poteva colmare. Le due maggiori avevano vissuto un’esistenza tanto distante dalla sua che a stento ne ricordava i nomi: Dammika e Priyanga vivevano ai confini più lontani della memoria. Con Pavitra, la più piccola, e Himali, la penultima, aveva condiviso qualcosa di più della semplice vita. Senza contare poi che Internet, sull’isola, era tanto problematico quanto costoso. L’ultima volta che era tornata aveva discusso con le sorelle minori con cui ancora parlava. Sua figlia Ayesha, che aveva l’abitudine di vedere il meglio in tutti e il peggio in lei, aveva detto che era colpa sua, naturalmente – ma non la poteva biasimare, era un trattamento che la ragazza riservava anche a sé stessa.
Nadeesha Uyangoda

