INCIPIT
8 febbraio 1989
Un aereo sorvola l’oceano. È partito da Bergamo diretto a Punta Cana. L’equipaggio si prepara a fare scalo alle Azzorre, sull’isola di Santa Maria. Alle 13:08, ora locale, un boato. L’aereo si schianta contro il versante di una montagna. Niente fiamme. Nel bosco cala il silenzio. 144 persone perdono la vita. io perdo mio padre.
Le testimonianze raccolte in questo diario non possono né vogliono sostituirsi in alcun modo ai fatti accertati dalle indagini, ormai chiuse, sul caso.
Nel rispetto delle persone incontrate e delle loro storie, tutti i nomi sono stati cambiati.
Il completo da uomo
Giugno 2014.
Mar Dos Açores è il nome della mia pensione. L’ho scelta per questo, non ho valutato posizione né pulizia né alcun comfort. Il nome sulla réclame, accanto alla foto della graziosa facciata di piastrelle verde-azzurro, mi era sembrato perfetto come un pontile per fermarmi a prendere fiato a Lisbona prima di immergermi in questa storia.
La luce del pomeriggio scende fin dove può dentro il tunnel della metropolitana, io salgo in senso opposto ed esco sulla strada per il parco.
Appoggio la valigia e guardo l’impronta della cinghia sulla mano. La pensione dovrebbe essere su questa strada. Sollevo il bagaglio con l’altra mano e riprendo a camminare.
È appena passata l’ora di pranzo, in giro non c’è quasi nessuno. Un negozio di scarpe, una tabaccheria, un’officina per elettrodomestici rotti e una macelleria. Mi fermo davanti alla vetrina di una vecchia parrucchiera perché un ragazzo mi si para di fronte.
Tiene un cesto di fiori come si porta un neonato. Camicia bianca, giacca, cravatta, pantaloni stirati e scarpe lucide. Corporatura piccola e occhi neri. Pelle liscia, perfettamente rasata. Non fosse per il completo da uomo, giurerei che è molto giovane.
Cecilia Maria Giampoli

