Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Furto

INCIPIT

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Il matrimonio di Raya si svolse nel panico. Suo padre scoprì che un giovanotto le rivolgeva attenzioni inequivocabili. prima con lunghe occhiate e sorrisi di complicità quando la incrociava, poi vide con i propri occhi che la fermava per strada e la intratteneva in chiacchiere per diversi minuti, probabilmente facendolo promesse irrealizzabili e organizzando un appuntamento segreto. Tutto davanti a lui. Era un comportamento scorretto e maleducato, irrispettoso nei suoi confronti, nei confronti del padre. Sapeva chi era quel giovanotto, per questo le sue attenzioni verso Raya lo allarmarono. Sarebbe stato peggio se si fosse trattato di un estraneo, certo, ma era comunque una sventura più che sufficiente. Si chiamava Rafik ed era sempre stato un ragazzo sfacciato e ordinario, figlio di alcuni vicini con i quali in passato avevano condiviso la miseria, uno dei ragazzi che correvano su e giù per le strade e giocavano a calcio sulla spiaggia. Poi, negli sconvolgimenti e nel caos della lotta di liberazione dagli inglesi, si era unito ai compagni, come si definivano, ed era diventato un membro del partito Umma. Insieme ad altri compagni l’avevano mandato a Cuba per l’addestramento militare, proprio sotto il naso delle autorità coloniali che non riuscivano a capire il significato di quella scampagnata o non gliene importava nulla. I britannici erano pronti ad andarsene a casa.
Rafik tornò più bello che mai, trasformato in un eroico, snello guerriero con l’uniforme verde militare e un berretto rigido e rotondo come non se n’erano mai visti. Lui e gli altri compagni arrivarono giusto in tempo per prender parte alla rivoluzione e alle sue conseguenze. I guerrieri dell’epoca, tra cui Rafik, sapevano solo terrorizzare la gente, perché in realtà non c’era nessun nemico in vista, solo cittadini spaventati e angariati.

Abdulrazak Gurnah

Recensione