Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia

INCIPIT

Parte prima
Casa

ingresso

Un tavolino, un appendiabiti, uno specchio, una mensola vuota: tutto è sbiadito, ricoperto da uno strato di polvere densa come la cenere che si deposita a terra dopo un incendio.

1.cornice in argento, 15×22 cm

La foto dei ragazzi sul tavolino nell’ngresso è la stessa che avevano usato per la lapide.
È stata scattata dopo un pranzo di Natale e li ritrae, il volto arrossato e la camicia sbottonata, mentre Maggiore prende sottobraccio Minore. I due fratelli si guardano, anticipando di un attimo il momento in cui scoppieranno a ridere.
Dopo quella foto, non ce ne sono state altre, o quanto meno non di loro due e basta. Qualche istantanea in posa – Maggiore in piedi, Minore in ginocchio – con il resto della squadra a un torneo organizzato dalla parrocchia, o tutti in fila con gli amici, la torta di compleanno sul tavolo. Decine di autoscatti con smorfie, occhiali a specchio, segni dell’abbronzatura, boccali di birra alzati.
Ma altre foto che meritassero di essere stampate e messe in una cornice d’argento, quelle no.

2.telefono fisso, marca Sirio, color avorio

Madre, quando parlava al telefono, era abituata a prendere appunti che poi gettava. A volte erano nomi – di persone, di vie, di cose da comprare al supermercato. Oppure date, orari, scarabocchi.
Era andata in pescheria e aveva cucinato tutta la mattina. Minore aveva telefonato per avvertire che non sarebbe tornato a pranzo. Lei gli aveva detto che non poteva chiamare all’ultimo quando ormai era tutto pronto, che faceva così ogni volta, che non gliene fregava di nessuno se non di sé stesso. Parlava incidendo sui post-it spirali che erano cicloni.
Dall’altra parte della cornetta il silenzio di una pianura spazzata dal vento. Era stato il loro ultimo litigio.

Michele Ruol

Recensione