Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Maledetti uomini

INCIPIT

Una volta ho avuto sette padri in sette anni. Questo è il racconto di quegli anni.
Se ci sono cose che ti sembrano inventate, puoi stare sicuro che invece sono vere. Come la storia del ratto e del criceto. O la tipa con il sorriso da clown alla paprica. Non ho intenzione di inventarmi niente di particolare, perché il particolare si imprime nella mente e non ha bisogno di essere inventato. Se mi inventerò qualcosa, sarà nascosto nel banale, come il colore dei cuscini di una sdraio in un capanno dov’è successo qualcosa di particolare.

Prima parte

IL MAGO DELLE PIANTE

Dove
un Babbo Natale le prende,
viene fuori un segreto,
uomini e massi cambiano nome.

Si accovaccia e mi guarda negli occhi.
«Hai due nasi», dice.
Mi tocco il naso, come se ce ne fosse bisogno per smentirlo. Non capisco cosa vuole dire ma capisco che sta per spiegarmelo, perché vedo aggirarsi un sorriso nella barba.
Quando sorride è molto bello. Gli occhi, di un grigiazzurro chiaro, non sembrano appartenere al resto della testa perché sono incastonati in una cornice di ricci neri, ma i colori non stonano, anzi. Lui è la luce e il buio che la circonda. Lo sguardo luccica come il dorso di un salmone in una foresta di alghe brune e gli dona la capacità di stregare. E adesso sono di nuovo stregato.
«Fai come me», dice sollevando una mano nello stretto spazio tra le nostre facce. Unghie sporche di linfa. Vuole darmi un ultimo insegnamento prima che ci separiamo per sempre.
E io faccio come lui ma mi sforzo di odiarlo. È da pochi mesi che so di non essere mai stato suo figlio e a volte mi dimentico di essere esentato dall’obbligo di amarlo. Sull’odio mi sto ancora esercitando ma comincio a essere bravino. Ho trovato la nota fondamentale e alzando la mano per metterla davanti alla sua la faccio risuonare dentro di me.
Il Mago delle piante vuole darmi un ultimo insegnamento, però non posso cominciare da qui. (In realtà ho già cominciato, ma ho pensato che l’attacco può restare com’è: come base per l’arco drammaturgico può andare.)
Voglio cominciare dal giorno in cui ha smesso di essere mio padre perché è stato molto strano, e delle stranezze io ho ricordi molto nitidi.
Mi sa che prima però devo spiegare cos’è un mago delle piante.

Andrev Walden

Recensione