Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Parlami di casa

INCIPIT

Palisades, New York
2023

In seguito, Ruth dirà di averlo capito nell’istante in cui il telefono aveva cominciato a squillare, ancora prima di alzare il ricevitore. Dirà che c’era qualcosa di catastrofico in quel suono. Al giorno d’oggi nessuno chiama più sul fisso.
Sono le 20.14 di un martedì sera di giugno e in realtà, anche se poi sosterrà il contrario, Ruth non coglie nessun presagio negativo quando l’apparecchio diffonde la sua voce stridula nella stanza. Al massimo prova fastidio, perché si è dimenticata di staccare il telefono prima delle riprese. Cerca sempre di girare i video al primo colpo, altrimenti perdono di spontaneità. Nonostante il suo lavoro le richieda di mantenere una presenza costante online, Ruth non è particolarmente brava a fingere. Così, quando squilla il telefono, il video rivela la sua irritazione sotto forma di una smorfia prima di scendere dallo sgabello. Non si ferma a mettere in pausa la telecamera, così il video cattura tutto: la sua figura scalza, in jeans e blusa di lino, che cammina sul pavimento di ardesia allontanandosi verso lo sfondo dell’inquadratura. Risponde al telefono, un aggeggio antiquato rivestito di madreperla appeso alla parete, scelto soprattutto perché fa arredamento e perché sua figlia, Daisy, l’ha convinta che gli oggetti vecchi e scomodi a volte sono più divertenti dei loro corrispettivi moderni e pratici. In effetti il telefono è bellissimo da vedere, ma non si presta a portare avanti vere conversazioni.
Da questa distanza si nota di più quanto sia minuta Ruth, quanto siano sottili le sue spalle. È di profilo mentre alza il ricevitore, si mette in punta di piedi e allunga il collo per parlare nel microfono a forma di cono fissato sul davanti dell’apparecchio.
“Pronto?”
Fa per avvolgersi il filo intorno al dito, quando nel suo corpo cambia qualcosa. D’un tratto posa una mano sul bancone della cucina per non perdere l’equilibrio e si ingobbisce in una posa che non le dona.

Jeanine Cummins