Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Pesca estiva in Lapponia

INCIPIT

   Ci avviciniamo allo stagno dalla stratosfera.
   Prima avvistiamo la Lapponia con tutte le sue parti che sono: 1) La Lapponia occidentale: elettrizzante. Con la sua Levi e gli altri paradisi dello sci, le sue sorprese, il suo dialetto, i suoi Timo Mukka, Kalervo Palsa e Särestöniemi. 2) La Lapponia del nord: esotica. Con i Sami, i caratteristici colli e i branchi di renne che li popolano, il lago Inari e i salmerini che ci sguazzano. 3) La Lapponia orientale: balorda. Paludi e zanzare a volontà. Non se la fila nessuno.
   Nessuno tranne noi.
   Scendiamo in picchiata verso di lei, anche se i venti ci soffiano contro. Roba da non credere. Anche il pianeta vuole spingerci a ovest.
   Ma io le mie leggi di natura me le faccio da me.
   Ci arriviamo dall’alto così ti fai un’idea. La Lapponia è grande. Anche se sei già a Sodankylä, praticamente al centro della Lapponia, tirando dritto filato verso nord ti ci vogliono qualcosa come cinque ore di macchina per raggiungere il Mar Glaciale Artico. No, come non detto: l’automobile non è un buon parametro. Qui non ci sono tante strade. Né case. Né esseri umani. Vasti altopiani tra i corsi d’acqua, ecco cosa c’è. Chiazze di zolle indefinite, come se dio, dopo aver sistemato altrove prati e brughiere e foreste pluviali, avesse sparpagliato i rimasugli su queste lande nordiche.

Juhani Karila

Recensione