INCIPIT
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Il maresciallo Damasi a guardarlo sembra un sessantenne, uno di quei sessantenni risparmiati dal sovrappeso.
Non ricordo dove fossimo diretti, l’alba gelata rendeva la campagna industriale di Latina un deserto d’extracomunitari e lampioni ancora accesi.
«Circosta, come trova un bar aperto si fermi che le offro cappuccino e cornetto. Oggi compio quarantanove anni».
Accennai, almeno così ricordo, un sorriso.
«Auguri».
Non tenni per me quella sorpresa, ne parlai per primo col brigadiere Liberati.
«Cazzo!». E rise come un pazzo, un pazzo che prova un piacere estremo per le disgrazie altrui. In meno di due ore tutta la caserma sapeva.
Liberati decise di fare scempio di quella sorpresa, trasformandola in materia per battute anche divertenti, sempre o quasi sempre a sfondo sessuale, ne sfornava a ciclo continuo.
Il maresciallo Damasi alla fine lo venne a sapere, fu un pranzo in mensa a dargli la prova materiale del mio tradimento.
Eravamo almeno una decina, intorno a Liberati che quel giorno sembrava essere in uno stato di grazia, a forza di ridere molti di noi avevano i crampi allo stomaco. «Ma vi rendete conto? C’ha quarantanove anni! Quarantanove! Quello pure il pisello c’avrà invecchiato, ce l’avrà incartapecorito». Poi piegò l’indice ad uncino: «Ecco il pisello del maresciallo in erezione».
Un collega cadde dalla sedia.
Nessuno s’accorse dell’arrivo di Damasi, fermo sulla porta a guardarci. Molti si alzarono, altri fecero finta di niente.
Nessuno, però, riuscì a togliersi dalla bocca il sorriso.
Daniele Mencarelli

