Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Serpentine

INCIPIT

1

Che si dice?
Pare sia emigrato nel 1900 lasciando moglie e figli nell’Havelland. I suoi zoccoli di legno furono ritrovati nell’Elba.
La zia aveva la voce stridula e la permanente. Stava dettando.
Nome, professione, religione.
Asterisco, data, luogo.
In alto sulla pagina scrissi: ALBERO GENEALOGICO.

Molto tempo dopo ero a Amburgo e controllai le liste dei passeggeri. Quelle di Bremerhaven diretti a Ellis Island. Ma non trovai il bisnonno.
Non era emigrato. Si era tolto la vita. Come mio nonno e mio padre.
Zoccoli di legno nel fiume: la prova che qualcuno era emigrato. Questa famiglia non era portata per la realtà e la logica. (Ma forse erano due cose diverse).
Bisnonno, nonno, padre. Annegato, sparato, impiccato. In acqua, a terra e penzolante in aria. Pionieri. Io ero ancora in vita. Dalla paura mi addormentai.

Che si dice?
Mi misi a correre, sempre più veloce. Scivolai con la gamba d’appoggio, sentii il corpo stramazzare a terra, ma non mi diedi per vinto e colpii violentemente il pallone con la punta del piede.
Mi svegliai dal dolore. Poi il dolore cessò. Udii un botto. E tornò il dolore, più forte di prima.
«Sei sveglio?»
Aprii gli occhi. La parete.
«Hai preso a calci la parete? Perché prendi a calci la parete?»
Mi voltai. Occhioni castani. Immagine di copertina di un manuale per genitori. Sulla fronte la cicatrice chiara. Aveva appena imparato a camminare e subito era scattato, era caduto con la testa dritto nei cocci di una bottiglia di birra. Non ero abbastanza attento.
Gli accarezzai l’orecchio. Eravamo arrivati a questo punto.

Bov Bjerg