Con un po’ di magone saluto uno dei miei mesi preferiti, il caro settembre, mese-ponte tra l’assolata estate e il mite autunno, uno spartiacque in cui mi rifugio per raggiungere le spiagge, più vivibili in termini di presenze umane e di temperature. Settembre ha le giornate più corte di luglio e agosto, ma regala tramonti indimenticabili e albe fresche, ricolme dei profumi della natura che si risveglia umida di rugiada, col canto degli uccelli che solcano i cieli con le loro erranze.
Quest’anno settembre mi ha regalato tante emozioni, su tutte la laurea di mio figlio. Mi ha concesso anche tempo per leggere libri e riviste, per leggere i blog che seguo e per scoprire novità libresche, come la piattaforma Romanzi.it.
Ecco i libri che ho letto:

Tan Twan Eng, La casa delle mille porte
Fabienne Agliardi, Appetricchio
Matei Vişniec, Il venditore di incipit per romanzi
Helga Flatland, Fino alla fine
Carmen Korn, Tra oggi e domani
Per il romanzo della Korn, la recensione è a firma di Claudio Cherin, ma abbiamo letto entrambi il romanzo.
Come sempre la scelta è difficile, sono tutte letture che mi hanno colpita e intrigata. In particolare, vorrei fare tipo una menzione speciale ( a forza di seguire premi…) per Appetricchio di Fabienne Agliardi, che è stata capace di rendere un paesello della Lucania, terra di mezzo tra montagna e mare, che sembra quasi sospeso nel tempo, un luogo universale della memoria, delle radici e della ricchezza dei dialetti. Una lettura davvero piacevole e originale.
Ciò detto, il libro che più mi ha affascinato e che ritengo di grande valore letterario è:

Il romanzo di Tan Twan Eng porta i lettori nei mari del sud, in Malesia, al tramonto dell’Impero britannico, per mettere in scena un frammento di storia personale e universale; un romanzo coinvolgente e stratificato, che si sviluppa attraverso una gamma di modalità e temi diversi. Temi come il patriarcato, la politica coloniale, le relazioni amorose illecite, la memoria, la perdita (esperita o temuta), le divergenze culturali, il tabù dell’omosessualità nella società dell’epoca.
Lungo il racconto personale dei due protagonisti principali, Lesley e William (uno reale, l’altra di finzione), emergono i segreti che si nascondono nelle famiglie apparentemente felici, ma anche, attraverso una vicenda emblematica, le conseguenze nefaste che le ottuse regole sociali possono provocare, attraverso un dramma giudiziario (basato su eventi reali, che ha ispirato anche il racconto di Maugham La Lettera).
Incorniciata da un prologo ed un epilogo datati 1947, la trama si sviluppa a Penang nel 1921, ma, attraverso i flash back e i ricordi dei protagonisti Lesley e William Somerset Maugham, si riavvolge fino agli anni Dieci del secolo. La società è quella dei cittadini britannici sull’isola, con le regole e le gerarchie sociali, le consuetudini e la vita mondana come unico diversivo ad una esistenza che appare piuttosto chiusa e noiosa; al pari della società inglese in madrepatria.
La narrazione di Tan mantiene un perfetto equilibrio tra il racconto in prima persona di Lesley e quello in terza persona che segue le vicende di Maugham. Tan restituisce dunque un ritratto preciso e dettagliato dello scrittore, narrando le sue vicende familiari e personali attraverso la lente della lontananza da casa e da un matrimonio disastroso, i suoi viaggi nel sud est asiatico e le sue riflessioni sulla scrittura. Vediamo Maugham anche attraverso gli occhi di Lesley, dapprima prudente e fredda, se non critica, nei suoi confronti, poi in progressivo avvicinamento, grazie ai loro colloqui e alla connotazione confidenziale della loro relazione.
E voi avete letto bei libri a settembre? Cosa volete consigliare?



La laurea di tuo figlio? Che bello, è un tragurado davvero importante! Sono felice per voi.
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È stato davvero emozionante 😇😍
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Un figlio che entra nella vita adulta. Un’emozione grandissima.
E un libro che leggerò.
Come sempre, grazie
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grazie a te del pensiero, cara Ivana.
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