Verso un sicuro approdo, di Wallace Stegner, Bompiani 2019, traduzione di Maurizia Balmelli, pp. 400
Wallace Stegner è una delle voci più autorevoli della narrativa americana del Novecento, spesso associato alla grande tradizione del realismo letterario. Ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1972 con il romanzo Angle of Repose (pubblicato in italiano come L’angolo del riposo), un romanzo complesso e stratificato, centrato sui temi della memoria, delle relazioni e del modo in cui il passato continua a modellare il presente.
Profondo conoscitore dei paesaggi e delle tensioni morali dell’America, Stegner ha costruito un’opera attenta alle vite ordinarie, ai legami umani e alle fratture interiori. Verso un sicuro approdo si colloca pienamente in questo filone. È un romanzo introspettivo, più interessato ai movimenti dell’anima che agli eventi spettacolari, figlio di una stagione letteraria in cui la psicologia dei personaggi e la riflessione sul tempo contavano più dell’azione.
Ho sentito di vite stravolte da un evento drammatico o traumatico – una morte, un divorzio, una vincita alla lotteria, una bocciatura a un esame. Non ho mai sentito di vite stravolte da un invito a cena, a parte la nostra.
Pag. 51
La storia è raccontata da Larry Morgan, sessantaquattrenne, che ammette con lucidità di non essersi mai davvero conosciuto, né allora né adesso. Attraverso la sua voce prende forma il ricordo di Sally e dell’amicizia con Sid e Charity Lang, la coppia che ha accompagnato lui e la moglie lungo l’intero arco della vita adulta. È Charity, in particolare, a creare il primo legame profondo tra loro, quando Larry è ancora un giovane professore alle prime armi, quando Sally è ancora sana e Sid non ha ancora iniziato a disperdere il proprio talento.
È il tempo delle promesse, delle ambizioni, della convinzione di poter lasciare un segno nel mondo, prima che sia il mondo, lentamente e inesorabilmente, a lasciare il suo segno su di loro.
La cornice narrativa si apre nel presente, quando Larry, ormai vicino alla pensione, riceve una telefonata da Charity: Sid sta male, fisicamente e psicologicamente, e chiede di rivederlo. Questo evento agisce come una crepa nel presente e costringe Larry a ripercorrere l’intera storia della loro amicizia, fatta di fascinazione, dipendenza, lealtà e ambiguità emotive.
Attraverso una struttura fatta di ricordi, ritorni al passato e riflessioni interiori, il romanzo ricostruisce l’incontro tra i due uomini negli anni universitari. Larry appare subito come una personalità razionale, disciplinata, guidata dal bisogno di controllo. Sid, al contrario, è carismatico, brillante, imprevedibile, dotato di un talento artistico naturale ma privo di stabilità. Larry è soprattutto uno storico e un accademico, un professore universitario che scrive saggi e libri di carattere storico e critico. La sua “scrittura” è quindi legata al lavoro intellettuale, alla ricerca e all’analisi, non alla narrativa creativa. Questo dettaglio è importante perché riflette bene il suo carattere: razionale, controllato, più portato all’osservazione che all’abbandono emotivo.
Il contrasto con Sid Lang è volutamente forte. Sid è l’artista mancato, il talento creativo che si consuma e si disperde, mentre Larry rappresenta la solidità, la disciplina, ma anche una certa sterilità emotiva. Anche su questo terreno Stegner costruisce una delle tensioni più sottili del romanzo: chi dei due ha davvero vissuto meglio? Chi ha tradito di più se stesso?
Tra loro nasce un legame intenso e profondamente asimmetrico: Larry è affascinato dall’energia vitale di Sid, mentre Sid trova in Larry un sostegno costante, quasi un’ancora a cui aggrapparsi.
Con il passare degli anni, questa dinamica si fa sempre più problematica. Sid si dimostra incapace di costruirsi una vita solida: fallisce professionalmente, diventa emotivamente ed economicamente dipendente dagli altri, mette a dura prova il matrimonio con Charity. Larry, pur consapevole delle sue fragilità, continua a proteggerlo, a giustificarlo, a sacrificarsi per lui. Ma il romanzo solleva una domanda cruciale: questo comportamento è davvero altruismo, o nasconde un bisogno più profondo, forse egoistico, di sentirsi indispensabile?
Le figure femminili hanno un ruolo decisivo. Sally, moglie di Larry, osserva con lucidità il rapporto tra i due uomini e ne coglie le ambiguità. Charity, moglie di Sid, incarna il prezzo umano dell’irresponsabilità del marito: è una donna ferita, ma non passiva, la cui presenza obbliga Larry a confrontarsi con le conseguenze concrete delle proprie scelte.
Nel corso dei ricordi emerge progressivamente anche la malattia di Sally, presenza silenziosa ma decisiva nell’equilibrio della storia. La sua figura, inizialmente luminosa e partecipe, viene lentamente attraversata dal declino fisico, fino a una morte che avviene nella seconda parte della vicenda rievocata.
La malattia di Sally assume nel romanzo un significato che va oltre il dato narrativo. Il suo declino lento e composto richiama il modo in cui agisce il tempo nelle vite dei personaggi: senza strappi clamorosi, ma con un lavoro continuo di erosione, quasi invisibile e proprio per questo inesorabile. La morte di Sally non è solo una perdita affettiva, ma diventa la metafora del consumarsi delle illusioni, dei progetti giovanili, dell’idea stessa che l’amicizia possa restare intatta attraversando gli anni. In questa prospettiva, il dolore di Larry non riguarda soltanto la scomparsa della moglie, ma anche la presa di coscienza che nulla, nemmeno i legami più profondi, è immune al logorio del tempo. Stegner affida a questa metafora uno dei nuclei più intensi della narrazione: la necessità di accettare la fragilità come condizione essenziale dell’esperienza umana.
Nell’incontro finale tra Larry e Sid, dopo anni di distanza e rimpianti, emerge la consapevolezza dolorosa che l’amicizia idealizzata da Larry è stata anche un’illusione. Il “sicuro approdo” evocato dal titolo non è un luogo esterno, ma una verità interiore difficile da accettare: la necessità di guardarsi senza più autoinganni.
I temi centrali del romanzo sono l’amicizia, la lealtà, il senso di colpa, il peso del passato, la responsabilità morale e la complessità dei legami umani. Stegner mostra come ogni relazione profonda sia anche una forma di rischio, un equilibrio instabile tra dono e dipendenza.
Dov’è finita la passione con cui noi tutti cercavamo di migliorarci, di essere all’altezza delle nostre potenzialità, di lasciare un segno nel mondo? I nostri più infiammati dibattiti riguardavano sempre il modo in cui avremmo potuto contribuire. Non ci importavano le ricompense. Eravamo giovani e zelanti. Non ci siamo mai illusi di avere le doti politiche per riordinare la società o garantire la giustizia sociale. A parte un minimo vitale il denaro non era un obiettivo che tenevamo in considerazione. Alcuni di noi sospettavano addirittura che alla gente il denaro non facesse granché bene – da qui la propensione di Charity per l’austerità e una vita semplice. Ma tutti confidavamo di dare un esempio di vita degna, nel limite delle nostre capacità.
Pag. 21
Lo stile di Stegner è sobrio, elegante, apparentemente quieto. La sua prosa non cerca l’effetto immediato, ma costruisce lentamente un’atmosfera densa di sfumature emotive. I dialoghi sono realistici e carichi di sottintesi, mentre la struttura basata sui ricordi crea un andamento meditativo, quasi musicale.
Per sensibilità e profondità psicologica, Stegner può essere accostato ad autori come John Williams di Stoner o Richard Ford nelle sue opere più intime. C’è anche un’eco di Henry James nella cura con cui vengono esplorate le dinamiche interiori e morali dei personaggi.
Verso un sicuro approdo è un romanzo ideale per lettori che amano le storie introspettive, i personaggi complessi e le narrazioni che pongono domande più che offrire risposte. Può conquistare chi cerca una lettura profonda, non frettolosa, capace di restare nella memoria.
La giovinezza è fuggita, vero, ma quell’anno eravamo giovani – era il secondo anno. (..) Prima ancora c’erano state varie sfumature di grigio; dopo è stata più che altro resistenza. (..) La giovinezza non ha niente a che vedere con l’età anagrafica; sono i periodi di speranza e felicità.
Pag. 289
La critica lo ha accolto con grande favore, considerandolo uno dei capolavori di Stegner e un classico della letteratura americana contemporanea. È spesso citato come esempio perfetto di romanzo “silenzioso” ma potentissimo, di quelli che lavorano sottopelle e continuano a risuonare molto dopo l’ultima pagina.

Wallace Stegner (1909-1993), considerato il cantore del West americano, vincitore del National Book Award nel 1977, ha scritto romanzi, racconti, saggi e opere storiche, celebrando il rispetto delle virtù eroiche: fortezza, decisione, magnanimità. Nel 2019 Bompiani ha pubblicato Verso un sicuro approdo, il suo ultimo romanzo, acclamato dalla critica. Angolo di riposo, considerato il suo capolavoro, ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 1972.

