Una giornata a passo leggero, di Jelena Lengold, Voland 2026, traduzione di Elisa Coppetti, pp. 224

Il romanzo Una giornata a passo leggero di Jelena Lengold, pubblicato in Italia da Voland, introduce ai lettori italiani una delle voci più interessanti della narrativa contemporanea serba. Nata nel 1959 a Kruševac, in Serbia, Lengold è autrice di racconti, poesie e romanzi ed è considerata una figura significativa nel panorama letterario del suo paese. Nel 2011 ha ricevuto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura con il libro Vašarski mađioničar, tradotto in diversi paesi e pubblicato in Italia con il titolo Il mago della fiera. Nel corso della sua carriera ha scritto numerose opere di narrativa e poesia, distinguendosi per uno stile intimo e introspettivo e per un’attenzione particolare ai temi della memoria, dell’identità e delle relazioni umane.

In Una giornata a passo leggero, Lengold torna a esplorare questi nuclei tematici con una narrazione delicata e riflessiva. La critica ha accolto il romanzo come un’opera capace di unire introspezione psicologica e racconto sentimentale, sostenuta da una prosa elegante e misurata che accompagna il lettore dentro la dimensione più intima della vita del protagonista.

Il protagonista del romanzo è Isidor Kraus, uno scrittore serbo di mezza età che vive a Belgrado e gode di una discreta notorietà letteraria. Nonostante il successo dei suoi libri, attraversa una fase di stanchezza creativa e personale. La sua vita scorre in una routine abbastanza solitaria: scrive con difficoltà, mantiene rapporti sentimentali occasionali e coltiva una certa distanza emotiva dagli altri.
L’equilibrio apparentemente stabile della sua quotidianità viene improvvisamente scosso quando riceve una serie di e-mail da parte di uno sconosciuto lettore, che battezza «il minuscolista», dato il suo non utilizzo delle maiuscole. All’inizio Isidor prova a ignorare quei messaggi, ma qualcosa nel tono dell’interlocutore lo spinge a rispondere. Nel corso della corrispondenza emerge un nome che riapre una ferita mai davvero rimarginata: Irma.
Attraverso questo dialogo inatteso, il protagonista viene lentamente trascinato indietro nel tempo. Il romanzo si sviluppa così su due piani temporali che si intrecciano continuamente: il presente, segnato dallo scambio di e-mail e dalle riflessioni di Isidor sulla propria vita, e il passato, che riaffiora attraverso i ricordi della giovinezza.

Quando Isidor aveva diciotto anni, la sua esistenza era stata sconvolta dalla morte improvvisa della madre. Quella perdita segnò la fine dell’adolescenza e rese più complessi i rapporti familiari, in particolare con il padre. In quel periodo di fragilità emotiva incontrò Irma, una donna più grande di lui, che aveva circa trent’anni. Tra i due nacque una relazione intensa, inattesa e fuori dalle convenzioni, destinata a lasciare un segno profondo nella formazione del giovane Isidor.
Per il protagonista, Irma rappresentò una scoperta emotiva e sentimentale decisiva. Tuttavia, la relazione si concluse bruscamente quando la donna scomparve dalla sua vita senza spiegazioni. Dopo quella perdita, Isidor intraprese un lungo viaggio in treno attraverso l’Europa, una sorta di itinerario iniziatico che lo aiutò a elaborare il dolore e, allo stesso tempo, lo avvicinò alla scrittura come forma di comprensione del mondo e di sé stesso.

Nel presente del romanzo, il dialogo con il misterioso lettore costringe Isidor a confrontarsi con quella storia rimasta sospesa per decenni. Le e-mail diventano così il filo narrativo che collega passato e presente e che spinge il protagonista a reinterpretare eventi, emozioni e decisioni che hanno segnato la sua vita.

Isidor Kraus è il fulcro dell’intero romanzo. Cinquantacinquenne, ironico e disincantato, vive nella casa di famiglia e conduce una vita abbastanza solitaria. Dietro la sua apparente sicurezza si nasconde però una fragilità emotiva che affonda le radici nella perdita della madre e nei conflitti familiari mai completamente risolti. La scrittura rappresenta per lui non soltanto una professione, ma anche un modo per interpretare la realtà e dare un ordine al caos delle esperienze vissute.

La figura di Irma occupa uno spazio centrale nella memoria del protagonista. Pur comparendo soprattutto nei ricordi, è il personaggio che orienta l’intera vicenda narrativa. Più adulta, enigmatica e indipendente, Irma incarna per Isidor l’idea di un amore assoluto e irripetibile, un’esperienza che segna profondamente la sua formazione emotiva e che continuerà a influenzare le sue relazioni successive.

Accanto a queste due figure principali emerge anche il personaggio del lettore misterioso che scrive a Isidor. Attraverso le sue e-mail, il passato riaffiora e costringe lo scrittore a interrogarsi su sé stesso. In un certo senso questa figura assume anche un valore simbolico: rappresenta il lettore reale, colui che interroga l’autore e lo spinge a spiegare la propria storia e il senso della propria scrittura.
Nel presente della narrazione compaiono inoltre alcune relazioni sentimentali del protagonista, in particolare quelle con Olga, traduttrice della sua stessa età, e con Maja, una giovane giornalista. Questi rapporti restano però segnati da una certa distanza emotiva e sembrano evidenziare quanto Isidor sia rimasto, almeno in parte, legato al ricordo di Irma.

Uno degli aspetti più caratteristici del romanzo è lo stile narrativo. La scrittura di Lengold è sobria, elegante e riflessiva, capace di affrontare temi complessi con una leggerezza che non significa superficialità ma piuttosto misura e delicatezza. Il titolo stesso suggerisce il ritmo della narrazione: un procedere lento, attento alle sfumature della memoria e ai movimenti interiori dei personaggi.

Dal punto di vista strutturale, il romanzo privilegia l’introspezione rispetto all’azione. Gli eventi esterni sono relativamente pochi, mentre il centro della narrazione è rappresentato dal lavoro della memoria. Passato e presente si intrecciano continuamente, creando un racconto in cui il tempo non scorre in modo lineare ma segue il ritmo dei ricordi e delle riflessioni del protagonista.

Un elemento particolarmente interessante è la dimensione metanarrativa del testo. Isidor è uno scrittore e riflette spesso sul proprio mestiere e sulla funzione della letteratura. Nel romanzo compare anche un libro scritto da lui con lo stesso titolo dell’opera che il lettore sta leggendo, creando un gioco di specchi tra vita e finzione narrativa che mette in discussione i confini tra esperienza vissuta e racconto letterario.
Il romanzo può essere collocato all’interno della tradizione del romanzo psicologico contemporaneo, in cui l’attenzione è rivolta soprattutto alla dimensione interiore dei personaggi. Allo stesso tempo presenta alcuni tratti del romanzo di formazione, poiché attraverso i ricordi della giovinezza il protagonista ricostruisce il percorso che lo ha condotto all’età adulta e alla scelta della scrittura come vocazione.
La presenza di riflessioni sul mestiere dello scrittore e sul rapporto tra vita e letteratura avvicina inoltre l’opera alla tradizione del metaromanzo, un filone narrativo in cui la storia raccontata diventa anche una meditazione sulla natura stessa della narrazione.

La figura dello scrittore come protagonista è una presenza ricorrente nella letteratura moderna e contemporanea, ve ne ho presentati molti in QUESTO POST, e Una giornata a passo leggero si inserisce in tale tradizione. Molte opere hanno infatti utilizzato la figura dell’autore per riflettere sul rapporto tra vita e scrittura.
Un confronto interessante può essere stabilito con i testi autobiografici e diaristici di Cesare Pavese, in cui la scrittura diventa uno strumento di introspezione e di analisi dell’esistenza. Anche nel romanzo di Lengold la letteratura assume questa funzione: Isidor cerca nella scrittura una forma di comprensione della propria esperienza.
Un altro punto di contatto può essere individuato con alcune opere di Julio Cortázar, dove la dimensione narrativa si intreccia con una riflessione sulla creazione letteraria e sulla frammentazione della coscienza. In entrambi i casi la narrazione procede più attraverso associazioni di pensieri e ricordi che attraverso una sequenza lineare di eventi.
Il romanzo può essere accostato anche a opere come Il quaderno dorato di Doris Lessing, dove la figura della scrittrice diventa il mezzo per esplorare la complessità della memoria e dell’identità personale. Allo stesso modo, Isidor Kraus rappresenta un personaggio che utilizza la scrittura per mettere ordine nella propria storia.
Infine, il libro ricorda alcune opere di Milan Kundera in cui la dimensione sentimentale e quella intellettuale si intrecciano strettamente. Come nei romanzi di Kundera, anche qui l’amore giovanile diventa un evento decisivo che continua a influenzare la vita del protagonista molti anni dopo.

Una giornata a passo leggero è un romanzo intimo e riflessivo che racconta il rapporto tra memoria, amore e scrittura. Jelena Lengold costruisce una narrazione in cui gli eventi del passato riaffiorano lentamente, costringendo il protagonista a confrontarsi con le esperienze che hanno segnato la sua formazione.

Il viaggio di Isidor Kraus non è soltanto un ritorno ai luoghi della giovinezza, ma soprattutto un percorso di comprensione interiore. Attraverso il dialogo con il misterioso lettore e il recupero dei ricordi legati a Irma, il protagonista scopre che la scrittura è inseparabile dalla memoria e che raccontare la propria vita significa, in fondo, tentare di darle un senso.
Il risultato è un romanzo delicato e profondo, capace di muoversi con discrezione tra passato e presente e di mostrare come, nella letteratura come nella vita, le storie più importanti continuino a parlarci anche dopo molti anni.