Credo che ognuno di noi, dentro, abbia nascosto da qualche parte una stanza come questa, piena di cose appassite – disse Ned – Una stanza dove entriamo di rado, perché ci fa male, ma dove proviamo almeno a salvare il profumo di tutto quello che un tempo abbiamo amato e che ci è sfiorito tra le mani.
Pag. 204
Cronache da Dinterbild, di Peppe Millanta, Neo Edizioni 2023, pp. 310
Cinque anni dopo l’esordio che lo ha consacrato, vincitore del Premio John Fante opera prima nel 2018, Peppe Millanta torna a incantare i lettori con un’opera che è al contempo un ritorno alle origini e un’esplorazione di nuovi orizzonti. Pubblicato con una forma narrativa molto originale (che rispecchia la cifra innovativa di Neo Edizioni), questo “sprequel” (un ibrido tra prequel e sequel, come lo definisce l’autore) ci riporta nel mondo incantato di Vinpeel degli orizzonti (mia recensione), rievocando luoghi familiari ma anche svelando personaggi e storie inedite.

Lungi dall’essere una semplice riproposizione del già noto, questo nuovo capitolo dell’universo di Millanta ripropone la magia di una narrazione che si distingue per la sua delicatezza e profondità.
L’isola di Dinterbild, un tempo vibrante di vita, ora sembra un guscio vuoto, abitata solo da Ned e dal taciturno signor Biton. Gli altri, si dice, hanno intrapreso un viaggio verso l’Altrove, un luogo misterioso al di là dell’orizzonte. Ma come raggiungerli? Ned, spinto da un’intuizione, decide di raccogliere le conchiglie che punteggiano la spiaggia, quelle stesse conchiglie che custodiscono le storie degli abitanti di Dinterbild. Con pazienza e determinazione, inizia a costruire una barca, assemblando questi frammenti di vita passata in un’imbarcazione che li condurrà verso l’Altrove.
Durante questo progetto di costruzione, intrapreso con un Biton inizialmente riluttante, Ned riscopre le voci silenziose delle conchiglie, svelando i segreti e le esperienze degli abitanti di Dinterbild. Ascolta le storie di Krisheb, di Mune, della signora Biton, della signora Witt, di Coty, del dottor Fros, di Lady Sawen, di Padre Earl, di Selmer, e di molti altri. Ogni conchiglia, ogni storia, è un tassello di un mosaico che compone l’anima di Dinterbild, un’eco di vite vissute e di speranze di un ritorno.
Millanta orchestra un’armoniosa fusione di romanzo e raccolta di racconti: il romanzo, con il suo sviluppo lineare, ci guida attraverso le dinamiche tra i due protagonisti, le loro personalità contrastanti, i loro scontri e le loro aspirazioni. I racconti, incastonati come gemme preziose, esplorano trame diverse, spaziando tra generi letterari con una sorprendente versatilità. Da fiabe delicate e rassicuranti a narrazioni cupe e amare, l’autore dimostra una padronanza stilistica che non sacrifica la sua voce unica. Anche l’assetto grafico si nuove tra la pagina convenzionale, a versi liberi, al componimento poetico, con qualche incursione si spartiti musicali.



Il legame tra le storie è un meccanismo ben oliato: le conchiglie, frammenti di vita degli abitanti di Dinterbild, sono essenziali per la costruzione della barca. Solo quelle conchiglie, tra le innumerevoli che giacciono sulla spiaggia, possiedono le qualità necessarie. In questo modo, Millanta connette la narrazione principale alle vicende individuali, creando un universo narrativo vibrante e pulsante di vita.
Se Vinpeel degli orizzonti era un inno al superamento dei propri limiti, un invito a salpare oltre i confini del proprio mondo attraverso l’immagine simbolica del pallone aerostatico, queste Cronache si addentrano nel territorio dell’introspezione, nell’esigenza di fare i conti con il passato prima di intraprendere un nuovo cammino. Gli abitanti di Dinterbild, prima di abbandonare l’isola, hanno dovuto confrontarsi con i loro vissuti, elaborare i loro traumi. Ned e Biton, al contrario, sono prigionieri dell’isola proprio perché eludono questo passaggio cruciale.
Come affrontare il passato? si domandano i protagonisti. Millanta non offre risposte preconfezionate, non si erge a guida spirituale. Ogni individuo trova la propria via, il proprio metodo per superare le ferite del passato. L’autore ci invita a un viaggio interiore, a un’esplorazione personale, ricordandoci che non esiste una soluzione universale. L’importante è il movimento, il desiderio di andare. Ma prima di tutto, è necessario volgere lo sguardo all’indietro, osservare ciò che lasciamo, e assicurarci di volerlo fare davvero.
Cronache da Dinterbild di Peppe Millanta presenta diverse caratteristiche che lo avvicinano al genere del realismo magico, sebbene con una sua originalità. Nel romanzo, Millanta intreccia elementi tipici delle fiabe, come la magia e il meraviglioso, con un tocco di grottesco e umorismo surreale: elementi fantastici come le conchiglie che raccontano storie si integrano in un contesto realistico, creando un’atmosfera sospesa tra il quotidiano e il meraviglioso; la narrazione è spesso pervasa da un senso di sogno, dove i confini tra realtà e immaginazione si sfumano; eventi straordinari vengono presentati come parte integrante della realtà, senza suscitare stupore nei personaggi. Il romanzo esplora come il passato influenzi il presente, e come i ricordi possano assumere una dimensione magica.
Lo stile è intriso di una malinconia sottile, che non sfocia mai nella disperazione. L’autore esplora le emozioni umane con delicatezza, invitando il lettore a riflettere sul passato, sulla memoria e sul significato della vita. Il linguaggio di Millanta è ricco di immagini evocative e metafore, che contribuiscono a creare un’atmosfera magica e onirica. L’autore utilizza un linguaggio semplice ma efficace, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano.
Millanta possiede una capacità di alleggerire i temi profondi attraverso una scrittura che lavora per sottrazione. Le storie vengono raccontate senza appesantire il testo con parole inutili. Questa leggerezza permette alla profondità dei concetti di emergere con maggiore chiarezza. In sintesi, lo stile di Millanta è una combinazione originale di elementi fiabeschi, grotteschi, introspettivi e poetici, che creano un’esperienza di lettura unica e coinvolgente.
Cronache da Dinterbild può essere accostato ad altre opere che esplorano il realismo magico, sebbene con le dovute differenze:
- Gabriel García Márquez: Opere come Cent’anni di solitudine condividono con il romanzo di Millanta l’atmosfera magica e la capacità di intrecciare il reale con il fantastico.
- Italo Calvino: In particolare, opere come Le città invisibili presentano una simile commistione di realtà e immaginazione, e un’attenzione al potere evocativo delle storie.
- Dino Buzzati: Il deserto dei Tartari per l’atmosfera sospesa e metafisica, e per la capacità di trasformare il quotidiano in un’esperienza straniante.
- Isabel Allende: La casa degli spiriti per la capacità di intrecciare vicende familiari con elementi magici e soprannaturali.
È importante sottolineare che Millanta, pur attingendo al realismo magico, crea un universo narrativo originale, con una sua voce e una sua sensibilità uniche.
Cronache da Dinterbild di Peppe Millanta è un romanzo originale che mescola realismo magico, avventura e riflessioni sulla solitudine, con una scrittura poetica e una trama ricca di sorprese. È ideale per chi ama storie fuori dagli schemi, atmosfere surreali e una scrittura ricercata.
Il romanzo è inserito nella Box 20 di Romanzi.it dedicata a Neo Edizioni. In questo post trovate tutte le info sulla Box 20, i link per l’acquisto e lo sconto esclusivo.

Peppe Millanta non è il vero nome di Peppe Millanta, ma si è talmente abituato che si volta anche se lo chiamate così.
Diplomato all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico, firma la sceneggiatura della serie Blackout – Vite sospese su Rai1, cura le rubriche Quota Mille e Macchemito su Rai Abruzzo. Fondatore della Scuola Macondo, dedicata alle arti narrative, è direttore artistico del festival SquiLibri di Francavilla al Mare. Dirige la collana “Comete” (Ianieri Edizioni), dedicata alla narrativa di viaggio. Suo il libro La rotta delle nuvole. Piccole bussole per sognatori testardi (Ediciclo, 2020).
Ha esordito con il romanzo Vinpeel degli Orizzonti (Neo Edizioni, 2018) vincitore di numerosi premi tra cui Premio John Fante Opera Prima, Premio Città di Cuneo e Premio Alda Merini, candidato al Premio Strega Ragazze e Ragazzi e selezionato al Campiello Opera Prima. Il romanzo è tradotto in Francia, Argentina, Cile e Romania.


Interessante. Non lo conoscevo
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Amo molto questo autore, ha uno stile e un immaginario unico nel suo genere, capace di toccare nel profondo.
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Vedrò di leggerlo. Grazie
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Ti consiglio di leggere anche, o forse prima, Vinpeel degli orizzonti, per familiarizzare con la storia.
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Ok
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