Che mese, questo giugno! Un vero e proprio tripudio di letture che ha saziato la mia (inesauribile) fame di storie e conoscenze. Dimenticate le gite fuori porta e le scampagnate, il mio passaporto ha timbrato ben nove libri, un numero che mi rende quasi un globetrotter da poltrona!

Prevalentemente romanzi, è vero, ma con due saggi a fare da gustosa digressione. Ho attraversato l’Asia con le sue esotiche fragranze, ho assaporato l’America con le sue contraddizioni, ho respirato l’aria dell’Europa, da Belgrado alle coste svedesi, senza mai perdere il contatto con la mia amata Italia. Un vero e proprio giro del mondo in 80 (e più) capitoli!

Il viaggio mi ha portato in Asia, dalle piantagioni di oppio e dal suo commercio, una storia avvincente ma anche molto inquietante, alle vette boscose degli Appalachi, dal Camerun alla Francia, tra storie di resistenza e radici profonde. Ho camminato lungo le coste ventose del Mare del Nord, tra Danimarca e Paesi Bassi, dove la geografia si fonde con la storia, il mito e l’esperienza personale. Sono rabbrividita all’idea dei libri bruciati e del tentativo di manipolare la coscienza collettiva.
C’è stata la commovente storia di una migrazione, un inno all’identità e alla ricerca di sé, ma anche un momento di profonda empatia con le difficoltà di uno scrittore alle prese con il blocco creativo. La storia di un musicista jazz costretto in un manicomio nella Serbia post guerra che fatica a lasciarsi alle spalle le ferite. Un vero e proprio ottovolante emotivo, un calderone di generi che mi ha fatto ridere, riflettere e persino emozionare. Insomma, un giugno che, invece di portarmi al mare, mi ha fatto fare un tuffo vertiginoso nell’oceano delle parole. E voi, che avventure avete vissuto tra le pagine questo mese?

Ecco le mie letture:

Amitav Ghosh, Fumo e ceneri

Fabio Stassi, Bebelplatz. La notte dei libri bruciati

Theodor Kallifatides. Una vita, ancora

Nadia Terranova, Quello che so di te

Saša Ilić, Cane e contrabbasso

Amity Gaige, Il cuore della foresta

Annika Norlin, La colonia

Hemley Boum, Il sogno del pescatore

Dorthe Nors, Una linea nel mondo. Un anno sul Mare del Nord

Come ogni volta non è stato facile eleggere la miglior lettura del mese ma ho cercato di attenermi alle regole che mi sono data e che, tra le altre, comprendono “quale di queste letture consiglierei a tutti”.
E allora ecco il mio libro del mese di giugno 2025:

Il cuore della foresta di Amity Gaige è un romanzo che cattura fin dalle prime pagine, trasformando la misteriosa scomparsa di una donna nel cuore selvaggio del Maine in un’indagine profonda sull’animo umano. Non è solo un thriller avvincente, ma anche una toccante meditazione sui legami familiari e sulla ricerca di sé.

Il romanzo si apre con la scomparsa misteriosa di Valerie Gillis sul Sentiero degli Appalachi, una zona boschiva fitta e impervia nel Maine. Valerie non è una sprovveduta: è un’ex infermiera, abituata alle lunghe escursioni, che ha intrapreso questo cammino non solo per passione, ma anche per cercare un senso più profondo alla sua vita, forse sfuggitole nella routine quotidiana. La sua sparizione innesca immediatamente una massiccia operazione di ricerca e soccorso.

Le indagini ufficiali sono guidate dalla tenente Beverly, una donna pragmatica e determinata del corpo forestale. Beverly si muove con professionalità sul campo, coordinando le squadre di ricerca, analizzando le tracce e interrogando chiunque possa avere informazioni. La sua è una corsa contro il tempo, consapevole che ogni ora che passa le speranze di ritrovare Valerie viva diminuiscono. Man mano che le ricerche si complicano e le tracce si fanno sempre più flebili, Beverly inizia a nutrire un sospetto: e se la scomparsa di Valerie non fosse stata un incidente, ma una scelta deliberata o, peggio, il risultato di un evento più sinistro? Questo dubbio aggiunge un elemento di thriller psicologico alla narrazione, trasformando una semplice operazione di soccorso in un’indagine quasi criminale.

Parallelamente alle ricerche sul campo, la trama si sviluppa attraverso la prospettiva di Lena, un’anziana signora amante del birdwatching e delle piante selvatiche, residente in una casa di riposo nel Connecticut. Lena segue con ossessiva attenzione gli aggiornamenti sulla scomparsa di Valerie tramite i social media. Dotata di un’acuta capacità di osservazione e di un’intuizione quasi soprannaturale, Lena inizia a scorgere incongruenze o dettagli che sfuggono alle autorità. Decide così di condurre una sua personale “indagine a distanza”, aiutata da un esperto naturalista conosciuto online, con cui è in stretto contatto da tempo.

Infine, la terza e forse più toccante linea narrativa è quella che segue Valerie stessa. Lontano dalla civiltà, sola nel cuore della natura selvaggia, Valerie lotta per la sopravvivenza. I suoi giorni sono scanditi dalla fame, dalla paura, dalla solitudine e dalla disperazione, ma anche da momenti di inattesa lucidità e forza. Per mantenere un contatto con la realtà e lasciare una traccia del suo passaggio, Valerie inizia a scrivere lunghe lettere alla madre. Attraverso le sue parole, il lettore scopre il vero motivo del suo viaggio, le sue vulnerabilità e la sua resilienza, portando alla luce il tema centrale del romanzo: la ricerca di sé e il coraggio di affrontare il proprio “cuore” più oscuro e profondo.

Amity Gaige dimostra una straordinaria capacità di costruire personaggi complessi e credibili, ognuno con le proprie fragilità e la propria forza. Riesce farlo sia con i protagonisti principali che con i comprimari, tutti connessi alla storia con coerenza, e ben definiti. La scrittura di Gaige è fluida e coinvolgente, caratterizzata da una notevole profondità psicologica. Gaige padroneggia l’arte di fondere la prosa intensamente introspettiva con un ritmo narrativo incalzante, quasi da thriller. È uno stile che invita alla riflessione pur non rinunciando alla forza della trama.

Qual è la stata la vostra migliore lettura di giugno? Cosa vorreste consigliare di leggere?