Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Eclissi

INCIPIT

Il suo progetto puntava dritto all’oscurità per cogliervi una luce. Era inesplicabile a lui stesso. Eppure era il progetto più forte e preciso che avesse mai formulato in vita sua. L’evento era atteso per venerdì mattina. Ma Akron era giunto sull’isola domenica pomeriggio, con largo anticipo sull’onda di marea di astrofili e turisti. Bisognava preparare ogni cosa con cura. Ambientarsi, prima di tutto, assimilando la novità dei luoghi, del clima, della luce fino a trasformare l’estraneo in familiare, lo straordinario in quotidiano. E poi, naturalmente, organizzare l’escursione, garantirsi con certezza assoluta quei tre minuti scarsi di notte e di silenzio. Questa seconda esigenza era stata soddisfatta fin da lunedì, con facilità inattesa. La sua affittacamere, la signora Hagen, aveva ascoltato la richiesta di Akron con l’espressività di uno di quei loro scogli di basalto scolpiti dalle burrasche, ma l’aveva compresa a perfezione e lo aveva indirizzato senza il minimo indugio a Kurtli, “my ungle: he iss de right kuy vor you”. Era davvero il tipo giusto. Kurtli aveva un peschereccio, come un buon quarto dei maschi dell’isola: ma si considerava troppo vecchio per avventurarsi in mare aperto efery tay. Perciò era tra i meglio disposti ai piccoli cabotaggi cui lo sollecitavano gli occasionali capricci dei turisti. È mai arrivata fin là neppure l’ombra: ma Kurtli era già bene informato sulle stravaganze dell’astronomia e non si mostrò affatto sorpreso. Il programma di Akron fu subito approvato e perfezionato nei dettagli, il compenso – ragionevolissimo – concordato, e l’orario stabilito: partenza venerdì alle sette e trenta, rientro poco dopo mezzogiorno.

Ezio Sinigaglia

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