Maggio porta con sé una ventata di aria fresca e una luce dorata che invoglia a trascorrere del tempo all’aperto. Le giornate si allungano, il sole riscalda senza essere opprimente e la natura si risveglia in un tripudio di colori e profumi. Quale cornice migliore per immergersi tra le pagine di un buon libro se non un giardino fiorito, un parco ombreggiato o persino un balcone accarezzato dalla brezza?

La primavera è da sempre associata a nuovi inizi, a un senso di freschezza e possibilità. Questa energia si riflette anche nel desiderio di esplorare nuovi mondi, di apprendere e di lasciarsi ispirare. Un libro diventa così un compagno ideale per questo viaggio interiore, offrendo spunti di riflessione, nuove prospettive e la possibilità di evadere dalla routine quotidiana.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino, che si tiene proprio a maggio, rappresenta un potente catalizzatore per l’amore verso la lettura. L’atmosfera vibrante della fiera, l’incontro con autori ed editori, la scoperta di nuove uscite e la possibilità di scambiare opinioni con altri appassionati creano un’onda di entusiasmo che si propaga ben oltre i giorni dell’evento. Dappertutto le librerie si riempiono di novità editoriali, stimolando la curiosità e offrendo una vasta scelta di nuovi titoli da esplorare.

In un mondo sempre più frenetico, dedicare del tempo alla lettura a maggio può rappresentare un prezioso invito alla lentezza. Rallentare il ritmo, concedersi il piacere di sfogliare le pagine, di assaporare ogni parola e di perdersi nella trama di una storia diventa un lusso rigenerante, in perfetta sintonia con la dolcezza e la tranquillità di questo mese.

E allora provo a stuzzicare la vostra curiosità con dieci titoli che vi porteranno in giro per il mondo; vi invito anche a scorrere gli articoli che ho pubblicato nell’ultimo periodo perché tra loro troverete tante novità importanti e stimolanti. Buone letture a tutti!

Identitti di Mithu Sanyal, Keller editore 2025, traduzione dal tedesco di Lucia Ferrantini, pp. 416

A cavallo tra romanzo e saggio, Identitti di Mithu Sanyal ci introduce nel vivace e complesso universo di Nivedita, una studentessa alle prese con le intricate questioni dell’identità razziale e di genere nella Germania contemporanea. Quando una controversia accademica travolge la sua figura di riferimento, la celebre studiosa di razza e cultura Saraswati Pooley, Nivedita si ritrova catapultata in un vortice di interrogativi personali e politici.

Attraverso un dialogo frizzante e acuto, il romanzo esplora con intelligenza e ironia i dibattiti attuali sull’appropriazione culturale, il privilegio bianco, il femminismo intersezionale e la fluidità delle identità. La ricerca di Nivedita per definire se stessa si intreccia con la decostruzione delle categorie fisse e con la scoperta della pluralità insita in ogni individuo.
Identitti è un’opera stimolante che invita a riflettere sulle costruzioni sociali che ci definiscono e sulla possibilità di abbracciare la complessità del nostro essere. Un romanzo che diverte e al contempo spinge a un confronto necessario con le sfide del nostro tempo.
Identitti si rivolge a chi cerca una lettura intelligente, divertente e profondamente attuale, capace di stimolare il pensiero critico sulle questioni identitarie che plasmano il nostro mondo, a chi cerca una lettura stimolante che sfida le convenzioni.

Mithu Sanyal è nata nel 1971 a Düsseldorf. Accademica, giornalista e critica culturale, si occupa di femminismo, razzismo, postcolonialismo e cultura pop. Nel 2021 ha pubblicato per Hanser il suo primo romanzo, Identitti, che è stato in finale al German Book Prize e si è aggiudicato il Ruhr Literature Prize e l’Ernst Bloch Prize nel 2021.

Un attimo prima della fine, di Emiliano Monge, La Nuova Frontiera 2025, traduzione dallo spagnolo (Messico) di Elisa Tramontin, pp. 448

Un attimo prima della fine non è solo la storia intensa di una donna che ha osato sfidare le convenzioni del suo tempo, ma è anche un vivido affresco del mondo che l’ha circondata, dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.
Attraverso gli occhi del figlio, riviviamo un’esistenza segnata dall’invisibilità e da una potente ribellione, da una vulnerabilità toccante e da una forza interiore indomita. Seguiamo il suo percorso attraverso il dolore, la malattia e la violenza, ammirando come la cura di sé e degli altri si trasformi in un vero e proprio atto di resistenza.
La sua vicenda personale si intreccia in modo sorprendente con alcuni degli eventi più significativi della storia contemporanea: dalla rivoluzionaria diffusione della pillola anticoncezionale alle speranze e le sfide della psichiatria, dall’entusiasmante corsa allo Spazio alle enigmatiche ricerche sull’antimateria, dalla magica invenzione della Polaroid alle urgenti riflessioni del Protocollo di Kyoto.
Con grande maestria narrativa, Emiliano Monge ci regala un libro che è al contempo un ritratto intimo e commovente di una madre e un affresco dell’universo complesso e in continua evoluzione in cui viviamo. Preparati a essere catturato dalla forza di una storia che ti farà riflettere sul passato, sul presente e sul fragile equilibrio del nostro mondo. Un libro che piacerà a chi desidera una lettura coinvolgente, che sappia emozionare, far riflettere e offrire una prospettiva originale sul rapporto tra la vita individuale e il corso della Storia.

Emiliano Monge è nato a Città del Messico nel 1978. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura è stato editore e giornalista. Con La Nuova Frontiera ha già pubblicato Morire di memoria (2010) e Cielo arido (2012). Terra bruciata, il suo ultimo romanzo, si è aggiudicato uno dei più importanti riconoscimenti letterari del Sud America, il premio Elena Poniatowska.

Le domande proibite, di Éric Chacour, Guanda 2025, traduzione di Luigi Maria Sponzilli, pp. 288

Le domande proibite di Éric Chacour ci introduce a Tarek, un dodicenne del Cairo degli anni Sessanta che presto impara a diffidare delle apparenze. Una semplice domanda sul suo futuro automobilistico innesca un percorso prestabilito dai genitori, che lo vogliono medico di successo nell’Egitto fervente sotto Nasser. Nella sua agiata villa familiare, tra l’influenza di figure femminili importanti, Tarek sembra seguire il copione, ereditando lo studio paterno e sposandosi. Tuttavia, l’incontro inatteso con Ali, il figlio di una paziente, lo trascina in un amore proibito che sconvolge la sua esistenza.
Il romanzo ci trasporta poi nel nuovo millennio, ritrovando Tarek esule a Montréal, con un passato apparentemente reciso. Ma un’ombra si allunga sul suo presente: qualcuno sta ricostruendo i frammenti della sua storia, un passato oscuro avvolto nel silenzio e nella rimozione.

Con una prosa delicata e intensa, Chacour ci conduce attraverso decenni cruciali della storia egiziana, dalla Guerra dei sei giorni alle turbolenze del nuovo millennio, esplorando le dinamiche di una famiglia intrappolata dalle convenzioni, il peso dei segreti e la forza di un amore impossibile, in un’intensa ricerca della verità individuale. Un romanzo che piacerà a chi cerca una lettura intensa, ben scritta, capace di mescolare dramma familiare, ricerca della propria identità e un affresco storico suggestivo.

Éric Chacour è nato a Montréal da genitori egiziani e vive tra il Canada e la Francia. Le domande proibite, il suo primo romanzo, è stato in cima alle classifiche in Francia e Canada e ha vinto numerosi premi

Un lampo di fortuna, di Ayòbámi Adébáyò, La Nave di Teseo 2025, traduzione dall’inglese di Maria Baiocchi, pp. 496

Nella vibrante Nigeria di Osogbo, seguiamo i destini di due giovani vite che si muovono in universi distanti, pronti a incrociarsi con conseguenze inaspettate. Eniolá, un ragazzo assennato e studioso, vede il suo sogno di un futuro universitario vacillare a causa delle difficoltà economiche della sua famiglia. Nonostante le avversità, la sua determinazione a proseguire gli studi è incrollabile. Parallelamente, conosciamo Wúràolá, una brillante e indipendente dottoressa proveniente da una famiglia influente. Nonostante la sua intelligenza e la sua autonomia, si trova intrappolata dalle aspettative sociali e familiari che la spingono verso un matrimonio apparentemente conveniente.
Le loro esistenze, separate da un abisso sociale, si sfiorano in modo casuale, innescando una catena di eventi che porteranno a sviluppi imprevisti e, a volte, tragici.
Un lampo di fortuna ci offre uno sguardo intenso sulle aspirazioni giovanili, sulle pressioni sociali e sulle imprevedibili traiettorie del destino in una Nigeria contemporanea ricca di contrasti. Piacerà molto a chi cerca una storia avvincente con personaggi ben delineati, ambientata in un contesto culturale ricco e che affronta temi sociali e umani rilevanti.

Ayòbámi Adébáyò è nata nel 1988 a Lagos, Nigeria. I suoi racconti sono apparsi in numerose riviste e antologie. Si è laureata in Letteratura inglese alla Obafemi Awolowo University e ha conseguito una specializzazione in Scrittura creativa alla University of East Anglia. Lavora come editor della Narrativa per “Saraba Magazine”. Resta con me, il suo straordinario romanzo di debutto, tradotto in tredici lingue, ha suscitato grande entusiasmo nella critica e nei lettori.

Dove vola la polvere, di Nguyễn Phan Quế Mai, editrice Nord 2023, traduzione di Francesca Toticchi, pp. 416

Attraverso gli occhi di due donne, separate da generazioni ma unite da un legame indissolubile con la terra vietnamita, Dove vola polvere dipinge un affresco potente e commovente di resilienza e speranza. Una nonna, sopravvissuta agli orrori della guerra, tramanda alla nipote i segreti e le ferite di un passato doloroso ma anche la forza incrollabile dello spirito umano. La nipote, crescendo in un Vietnam in rapida trasformazione, porta con sé l’eredità di un lutto non elaborato e la ricerca di un futuro in cui la polvere della guerra possa finalmente posarsi. Questo romanzo esplora il peso della storia, la tenacia dei legami familiari e la capacità di trovare bellezza e rinascita anche tra le cicatrici più profonde. Un racconto intenso che celebra la memoria, la guarigione e la persistente speranza che germoglia dalla terra martoriata.
Dove vola polvere piacerà a chi cerca una lettura emotivamente coinvolgente, che offra uno sguardo profondo sulla storia, sulla famiglia e sulla capacità dello spirito umano di fiorire anche nelle circostanze più difficili. Piacerà a chi ama i romanzi che esplorano il tema della memoria e del trauma intergenerazionale, le saghe familiari con un forte legame con la storia. A chi vuole conoscere paesi distanti da noi geograficamente e di cui conosciamo poco.

Nguyễn Phan Quế Mai è autrice di dodici libri tra opere di poesia, narrativa e non fiction. Scritti originariamente in inglese, i romanzi Quando le montagne cantano e Dove vola la polvere sono diventati bestseller internazionali e le sono valsi numerosi premi. Ha un dottorato in Scrittura creativa alla Lancaster University ed è stata inserita da Forbes Vietnam tra le venti donne vietnamite più influenti del 2021.

Sangue delle Langhe. La saga dei Barolo, di Marina Marazza, Solferino 2025, pp. 384

Se avete amato la saga dei Florio, non potete perdervi questa uscita. Inizia con questo primo volume un’affascinante saga famigliare che intreccia passione, ideali e trasformazioni storiche. Tutto comincia nella Parigi napoleonica, dove la giovane Juliette Colbert, nobile francese dal carattere deciso e dallo spirito progressista, incontra Tancredi Falletti di Barolo durante l’incoronazione dell’imperatore. È amore a prima vista, destinato a cambiare il corso della sua vita.
Diventata Giulia di Barolo, si trasferisce a Torino e si immerge nelle lotte sociali del Piemonte in pieno fermento industriale e risorgimentale. Attiva sostenitrice dei diritti delle donne, si dedica con passione al miglioramento delle condizioni di vita delle detenute, diventando una figura chiave nel panorama filantropico dell’epoca.
Intreccia un rapporto intenso con Silvio Pellico, simbolo del Risorgimento e della cultura italiana. Ma Giulia non è solo una donna di ideali: nelle sue tenute nelle Langhe, cuore pulsante del Piemonte agricolo, sperimenta nuove tecniche di vinificazione con il supporto del generale enologo Paolo Francesco Staglieno, dando origine a quello che oggi è uno dei vini italiani più celebri al mondo: il Barolo.
Il romanzo Sangue delle Langhe racconta una vicenda potente di emancipazione femminile, amore, politica e radici territoriali, sullo sfondo di un’Italia che sta cambiando.

Marina Marazza è specializzata in tematiche di storia, di società e di costume. Collabora con diverse riviste tra cui «Io Donna». È autrice di romanzi, saggi e narrative non fiction.

PER CHI AMA LE STORIE VERE DI AMORE, CORAGGIO, E GIUSTIZIA SULLO SFONDO DELLA LOTTA CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

L’amore mio non muore, di Roberto Saviano, Einaudi Stile Libero 2025, pp. 344

Leggendo il nuovo libro di Saviano vi troverete immersi in una storia che pulsa di vita e di un amore tanto forte da sfidare l’ombra opprimente della ‘ndrangheta: quella di Rossella Casini. Roberto Saviano, con la sua penna affilata e il suo sguardo profondo, ci regala un romanzo che è al contempo un atto di memoria e un pugno nello stomaco. Immaginate una giovane studentessa, Rossella, con la freschezza dei suoi anni e la purezza dei suoi ideali, il cui cuore viene conquistato da Francesco, un ragazzo dalle radici calabresi. Un amore che la porta lontano dalla sua Firenze, in una terra aspra e segnata da faide ancestrali.
Questo non è solo un romanzo, ma un viaggio nel cuore di una realtà troppo spesso taciuta, dove l’amore ingenuo di Rossella si scontra con la brutalità di un mondo governato da logiche di potere e di sangue. La sua scelta di restare accanto a Francesco, nella speranza che il loro legame possa essere un seme di cambiamento, si rivela tragicamente illusoria. La sua scomparsa, avvolta nel mistero e nel silenzio complice, ci interroga ancora oggi.

Perché leggere questo libro? Perché è una storia vera che ci ricorda il prezzo inaccettabile pagato dalle vittime innocenti della criminalità organizzata. Perché ci mostra la forza di un amore che, pur spezzato, continua a risuonare come un monito e una speranza. Perché Saviano non si limita a narrare, ma ci conduce dentro le dinamiche oscure della ‘ndrangheta, con una lucidità che scuote le coscienze. E infine, perché è un atto di giustizia, un modo per onorare la memoria di Rossella e di tutte quelle vite spezzate, affinché il loro sacrificio non sia vano. L’amore mio non muore è un libro che vi toccherà nel profondo, lasciandovi una traccia indelebile.

Tre isole, di William Atkins, Iperborea 2025, traduzione dall’inglese di Luca Fusari, pp. 336

Era il 2016 e William Atkins veniva scosso da due immagini gemelle, distanti migliaia di chilometri: i cumuli di salvagenti lasciati dai rifugiati sulle spiagge greche, visti in televisione, e gli ammassi di zaini abbandonati dai migranti sudamericani nel deserto dell’Arizona, visti di persona.
Da qui nasce il viaggio di Tre isole: l’esigenza di trovare un altrove in cui stare meglio, che è alla base di tutte le migrazioni della storia, sembra ancora oggi animare il mondo. Ma cosa succede quando la migrazione è forzata, quando un Impero ha la facoltà di rimuovere personaggi scomodi e confinarli oltremare?
Atkins racconta la nostalgia di tre esuli, tre ribelli sconfitti dalla storia del XIX secolo: Louise Michel, amica di Hugo, anarchica a capo della Comune di Parigi; Dinuzulu, figlio dell’ultimo re zulu riconosciuto dai coloni britannici; l’ebreo ucraino Lev Šternberg, dissidente antizarista, padre dell’etnografia russa.
Atkins li segue nella terra del confino: in Nuova Caledonia, isola divisa tra identità tribale e dipendenza dalla Francia. Poi a Sant’Elena, esilio di Dinuzulu, scoglio disperso nell’Atlantico che oggi sembra un «ospizio a tema impero» in cui andare a caccia di farfalle e riscoprire un passato di schiavitù. Infine, come Šternberg, viaggia in nave nell’Estremo Oriente russo fino a Sachalin, arricchita oggi dal petrolio, ma come un tempo brutale e inospitale, soprattutto con gli indigeni nivchi.

Tre isole si rivolge a chi cerca una lettura che sia al tempo stesso informativa, riflessiva e coinvolgente, capace di illuminare aspetti meno conosciuti della storia e di offrire nuove prospettive sulle dinamiche del movimento umano e del potere. Piacerà a chi si interessa di tematiche legate alla migrazione e all’esilio, della storia del colonialismo e dell’imperialismo, di biografie di figure storiche minori, il racconto di viaggio e di territori remoti.

William Atkins è un autore e giornalista inglese. Ha lavorato e scritto per The GuardianHarper’s e The New York Times. Nel 2016 ha vinto il British Library Eccles Prize. Nel 2023 esce per Adelphi, Un mondo senza confini, vincitore dello Standard Dolman Travel Writing Award.

PER CHI AMA LA LIBERTÀ DI LEGGERE E DI PENSIERO, LE STORIE DISTOPICHE, I ROMANZI INTRIGANTI

La biblioteca del censore di libri di Bothayna Al-Essa, Astoria 2025, traduzione di Serena Daniele, pp. 320

Negli ultimi tempi, negli Usa e non solo, si è spesso discusso di libri censurati e boicottati: il 25 aprile Astoria porta in libreria il romanzo La biblioteca del censore di libri di Bothayna Al-Essa, al tempo stesso un omaggio alla tradizione distopica e post-moderna del Novecento, e un inno ai libri e alla lettura.
Il Nuovo Mondo è una terra di prosperità e progresso, in cui il Sistema si occupa di garantire la libertà e la felicità dei cittadini. Qui, al Ministero della Censura, lavora un piccolo ma fondamentale ingranaggio del Sistema: un Censore di libri, fresco di nomina. La sua fede nei principi della Rivoluzione è cieca, com’è indefesso il suo impegno nel mettere al bando ogni testo bollato come pericoloso. Eppure, sulla placida superficie della sua esistenza, si stanno formando delle crepe…Deciso a capire cosa sta succedendo, il Censore inizia a leggere libri sempre più complessi, per bandirli con cognizione di causa, ma suo malgrado finisce per perdersi nei loro mille significati e per lasciarsi incantare dalle avventure, dai personaggi, dalle metafore. E scopre così che sono in tanti a tramare nell’ombra per riconquistare il diritto a leggere – e a vivere – senza mettere limiti alla propria immaginazione.

Bothayna El Essa è una scrittrice del Kuwait. Autrice molto nota della letteratura araba moderna, il suo romanzo The Book Censor’s Library è stato selezionato per il National Book Award for Fiction 2024 nella categoria letteratura tradotta.

Però ci siamo divertiti, di Mauro Orletti, Exorma edizioni 2025, pp. 240

Una narrazione impertinente per riflettere sulla storia politica italiana: tra ideali, contraddizioni e trasformazioni sulla soglia del riassetto globale.
Mauro Orletti delinea abilmente, con ironia e spirito critico, un ritratto articolato e stratificato del nostro Paese che aiuta a comprendere le radici dell’attuale scenario politico. Con uno sguardo attento alle trasformazioni politiche e sociali, intreccia la storia, la memoria collettiva e le dinamiche di potere che hanno plasmato l’Italia dalle barricate del Risorgimento all’ascesa di Giorgia Meloni.
Attraverso aneddoti, documenti e confessioni personali, tra fatti risaputi e aspetti poco noti, vengono alla luce dettagli e prospettive inedite dei momenti cruciali della storia nazionale: dai maldestri attentati di Felice Orsini all’occupazione di Fiume e alle trame della P2, dal terrorismo degli anni di piombo al berlusconismo, dai governi delle larghe intese alla ribalta, oggi, di inquietanti leader politici che si propongono come i “nuovi Cesari”.
Emergono dalla narrazione profili inaspettati di personaggi indimenticabili, come nel caso di Giovanni Pascoli complice di Andrea Costa nell’insultare papi e fischiare ministri, e figure iconiche come Mazzini, De Gasperi, Berlinguer, Craxi, Salvini; non mancano donne e uomini della cultura come Anna Kuliscioff e Pier Paolo Pasolini, o della satira e dello spettacolo come Roberto Benigni, Anna Oxa, Rino Gaetano.

Una lettura appassionante che invita a una riflessione critica sul ruolo della memoria storica e sull’eredità delle azioni e delle scelte politiche che continuano a influenzare il nostro presente. Un libro coinvolgente, documentatissimo, sorprendente per la profondità dell’analisi storica e per la meticolosa verifica delle fonti, riportate e commentate estesamente nella parte conclusiva del volume.

Mauro Orletti è nato a Chieti nel 1977. Si è laureato in Giurisprudenza a Bologna, dove vive e lavora. Ha collaborato con diverse riviste. Nel 2014 ha pubblicato con Quodlibet, nella collana “Compagnia Extra”, Piccola storia delle eresie. Per “La Vita scolastica” (Giunti scuola) ha scritto la favola A testa in giù. Il suo ultimo libro, Guida alle reliquie miracolose d’Italia, è uscito nel 2018 per Quodlibet.

BUONE LETTURE E BUONE SCOPERTE!