Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il pugile polacco

INCIPIT

Mi stavo muovendo tra loro come se volessi trovare l’uscita da un labirinto. Avevamo letto insieme un saggio di Ricardo Piglia sul carattere doppio della forma del racconto, e non mi sorprese vedere tutti quei volti pieni di acne e della più tenera confusione.Un racconto sempre rivela due storie, avevamo letto. Un racconto visibile nasconde un racconto segreto, avevamo letto. Il racconto si costruisce per far apparire artificialmente qualcosa che era occulto, avevamo letto, e allora domandai loro se avessero capito qualcosa, qualsiasi cosa, ed era come se stessi parlando in un dialetto africano. Silenzio. E audace, impavido, continuai ad addentrarmi nel labirinto. Alcuni erano mezzi addormentati. Altri facevano disegnini. Una ragazza molto magra giocava noiosamente con la sua bionda chioma, attorcigliandosi e srotolandosi la frangetta intorno all’indice. Al suo fianco, un bel ragazzo se la stava mangiando con gli occhi. E dal più profondo mutismo, mi arrivò uno strepito di mormorii e risate contenute e gomme masticate e allora, come tutti gli anni, mi domandai se per quella merda in realtà valesse la pena continuare. Non so che senso avesse insegnare letteratura a una caterva di universitari per la maggior parte analfabeti. Ad ogni inizio ciclo, entravano all’università ancora emanando un odore di cucciolotti tristi. Abbastanza traviati ma con la ridicola percezione di non esserlo, di sapere tutto, di possedere un raziocinio assoluto sui segreti che governano l’universo intero. E a che poro la letteratura.

Eduardo Halfon

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