Sto leggendo quella meraviglia di pozzo di aneddoti e informazioni che è l’avvincente libro di Jan Brokken Bagliori a San Pietroburgo: ogni pagina meriterebbe una singola recensione!

Prima di arrivare alla fine (ho già cominciato con i post qui e qui) vi “lancio” qualche assaggio…

Malaja Morskaja è una via di San Pietroburgo dove hanno abitato Turgenev, Gogol’, Dostoevskij, Čajkovskij.

Ecco, in poche righe, come Brokken rende la figura di Dostoevskij:

Dostoievski casa museo«La prima casa dignitosa in cui Dostoevskij abitò a San Pietroburgo è facile da trovare. Povera gente diede a Fëdor Michajlovič una fama improvvisa e gli permise di traslocare da un bilocale a un ampio appartamento. (..)

Gli studiosi di letteratura cercano ancora una spiegazione del perché l’esordio di Dostoevskij abbia avuto un successo così eclatante. Lui stesso affermò di aver incominciato il libro senza la minima pretesa. (..) La storia non è niente di speciale. Lo scrittore esordiente aveva copiato la forma del romanzo epistolare da George Sand e Balzac, quando il genere era già sul viale del tramonto. Né era una novità che Dostoevskij scrivesse di “persone comuni”: l’aveva già fatto Gogol’ quattro anni prima, con Anime morte. C’era però una grande differenza con l’onnisciente Gogol’ (..)

dostoevsky-house-museum-in-st-petersburgDostoevskij scriveva, forse per primo nella letteratura mondiale, dal punto di vista dei suoi personaggi, scriveva dal punto di vista degli umiliati e offesi, dava loro un linguaggio, un modo di pensare, esprimeva la loro grettezza, collera, malvagità, il loro disprezzo, i loro piaceri ed espedienti e la loro piccola ed esitante poesia. (..) Il libro fece intuire che stava nascendo un grande scrittore, uno che non aveva ancora creato il suo capolavoro ma che l’avrebbe certamente fatto. (..) Povera gente fece di Dostoevskij un uomo ricco. Non lo sarebbe stato a lungo. (..)

san pietroburgo 1Quando Dostoevskij tornava a piedi verso casa, Vedeva l’Ammiragliato, giallo tenue e bianco come già allora si presentava il ministero della Marina. Dal suo appartamento vedeva la cattedrale di Sant’Isacco e un palazzo neoclassico che attualmente ospita l’hotel più caro della città (..). Era ancora scapolo, in quel luogo splendido scrisse Le notti bianche, Il sosia e altre quattro novelle. Per essere agli esordi viveva nell’agiatezza, finché nell’aprile del 1849 non venne arrestato per sospette attività pericolose per lo stato. Per il resto dell’anno rimase rinchiuso nella fortezza di Pietro e Paolo. A settembre fu condannato a morte e, dopo l’esecuzione sospesa all’ultimo momento il 22 dicembre, fu spedito in Siberia. Quattro anni di lavori forzati e altri sei d’esilio. Poi conobbe solo debiti e problemi di soldi, che cercò di risolvere nel peggior modo immaginabile: giocando d’azzardo.»

Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea