Regalare un libro è sempre una buona scelta, naturalmente se il destinatario ama leggere; ma anche se ama sfogliare e guardare, ci sono bellissimi libri d’arte, di fotografia, di viaggi…. Di cucina o di qualsiasi altro hobby…. Gli scaffali delle librerie ma soprattutto i librai seri, quelli che lo fanno con passione, ci possono venire in aiuto.

Ho deciso che in questi giorni farò qualche post di “vetrine”, dove raccolgo i libri che mi hanno incuriosito e che ho intenzione di leggere; magari qualcuno potrebbe interessarvi, per voi o da regalare.

Ismail Kadare, La Bambola. Illuminare gli occhi (link alla recensione)

La Bambola, piccola e fragile come cartapesta, è la madre di Ismail Kadare, cui questo romanzo è dedicato. Kadare fa ritorno da lei a Gjirokastër, la sua città natale in Albania, ripercorrendo la sua stessa storia, la sua educazione e le ragioni del distacco voluto da un Paese e da una famiglia forti e segnanti. Una madre sensibile, insicura e indebolita dal confronto austero con le tradizioni balcaniche che la suocera incarna; un figlio emancipato, libero e indipendente, da cui teme un abbandono radicale e irrazionale per dedicarsi al suo percorso intellettuale, alla fama come scrittore e a un amore ribelle fuori dal matrimonio.

Ismail Kadare, il più grande scrittore albanese contemporaneo, ci consegna un romanzo potente e delicatissimo come solo il rapporto con una madre può essere, riuscendo a esprimere, nella cura estrema delle parole e dello sguardo, l’indicibile che governa la tensione più profonda, quella verso il nostro stesso sangue e la nostra terra.

Di questo autore vi consiglio anche “Il successore” e “Un invito a cena di troppo

 

Lettera d'amore in scrittura cuneiformeNella vertiginosa polifonia che Zmeškal è qui chiamato a dirigere, le voci degli amanti Josef e Květa si levano con note particolarmente intense: la necessità di ricostruire un legame spezzato in modo innaturale innesca l’alchimia della narrazione, a cui le storie collaterali si legano come particelle di una stessa sostanza. La scrittura cuneiforme, giunta da una dimensione lontana nel tempo e nello spazio, cercherà di offrire un codice al contrario per la decifrazione e la ricomposizione della chimica dei sentimenti, in una narrazione che restituisce il senso più autentico dell’arte del romanzo.

Tomáš Zmeškal è nato a Praga nel 1966 da madre ceca e padre congolese. Nel 1987 lascia la Cecoslovacchia per vivere a Londra, dove studia presso il Kings College. Torna a Praga dopo il crollo del comunismo, e da allora lavora come scrittore e insegnante di scrittura creativa. Il suo romanzo d’esordio, Milostný dopis klínovým písmem (2008; Lettera d’amore in scrittura cuneiforme, Safarà Editore 2016) ha vinto il premio dell’Unione Europea per la Letteratura e il Premio Josef Škvorecký. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo.

 

TUCKOVA l'eredità delle dee

Kateřina Tučková, L’eredità delle dee. Una misteriosa storia dai Carpazi bianchi

Sulle montagne dei Carpazi Bianchi, nella comunità di Žítková, vive da tempo immemorabile una stirpe di donne dotate di poteri eccezionali. Guaritrici, preveggenti, tramandano la loro arte di madre in figlia e vengono chiamate “dee”.
Dora Idesová è l’ultima di questa discendenza, ma non ha ereditato nessuna arte. Rimasta orfana è passata alle cure di zia Surmena fino a quando anche quest’ultima scompare dietro le mura di una clinica psichiatrica. Dora finisce così in collegio, cresce, studia Etnografia e trova lavoro presso l’Accademia delle Scienze di Brno.
Quando negli anni Novanta vengono resi pubblici gli archivi della polizia segreta, Dora – che nel frattempo sta scrivendo un saggio riguardante le dee di Žítková – inizia le sue ricerche e si imbatte nel dossier sulla zia, la dea Surmena…
Ben presto quella di Dora si trasforma da indagine di studio in un vero e proprio viaggio nelle ombre e nei segreti del passato. Integrando informazioni e notizie storiche con i racconti delle ultime dee e degli abitanti di Žítková, Dora riesce a ricostruire il tragico destino di tutta la sua famiglia, un destino legato a un’antica maledizione, ma anche intrecciato alle vicende che hanno segnato il Paese e che hanno messo i poteri delle dee al centro degli interessi dei nazisti prima e dei comunisti poi.
Un destino cui nemmeno Dora riuscirà a sfuggire…
Romanzo storico, thriller, esplorazione etnografica, indagine sulla magia, affresco epocale e ricerca delle radici, L’eredità delle dee è stato e continua a essere un caso letterario unico nella letteratura ceca conquistando lettori e critici tanto da vendere, solo in Repubblica Ceca, oltre 110 mila copie. Il romanzo è tradotto in quindici lingue.

Scrittrice, giornalista, curatrice di mostre e autrice di opere teatrali, Kateřina Tučková (1980) si è laureata in Storia dell’Arte e Boemistica all’università FF MU di Brno e ha conseguito un dottorato in Storia dell’Arte presso l’università Karlová di Praga. Già autrice di varie pubblicazioni specialistiche in ambito artistico, si impone sulla scena letteraria ceca con il romanzo Vyhnání Gerty Schnirch (L’espulsione di Gerta Schnirch) del 2009, vincendo il premio Magnesia Litera 2010 (Categoria Premio dei Lettori) e guadagnando la candidatura ai premi Josef Škvorecký e Jíří Orten.