Trovarsi faccia a faccia con la parte peggiore di sé non è facile; ti fa mettere in discussione le certezze che ti sei costruito, quel nido di comode verità dove ti senti al sicuro, protetto. Ma, prima o poi, succede a tutti: non ci sono vie di scampo, non ci sono alternative.

Ovunque sei, di Daniela Quadri, Leucotea Project edizioni 2017

La citazione nel titolo è presa da Erri De Luca e ben si aggiusta a questo romanzo che si avvicina ad un giallo: il ritrovamento di un cadavere sfigurato, le indagini dei carabinieri e di una giornalista ficcanaso, la scomparsa di un bambino, un boss malavitoso che aleggia sulle vite dei personaggi, indizi che non combaciano, depistaggi. Gli ingredienti ci sono tutti e il filo narrativo che attiene alla risoluzione del caso, in effetti, è sempre bello teso. Anche se, in questo caso, già durante il percorso di lettura, molti dubbi si affacciano e qualche intuizione riesce a mettere il lettore sulla buona strada.

Ma quella che potrebbe sembrare una debolezza nella costruzione della trama, che non è di quelle che arrivi alla fine e c’è il botto, è in realtà, secondo me, la sua migliore caratteristica.

Perché il romanzo in questione spinge nella direzione del dramma psicologico e presenta al centro della trama un tema inquietante: spesso dietro l’apparenza della normalità e dei buoni sentimenti, si aprono abissi oscuri, capaci di inghiottire senza ripensamenti l’innocenza.

Quadri collage

Sembra essere legato a questo il destino di un bambino, scomparso da sei mesi, svanito nel nulla davanti agli occhi della madre e considerato un caso senza soluzione, se non per il carabiniere che aveva seguito quella vicenda e che, insieme alla madre, non vuole rinunciare a cercarlo. Così come la giornalista free lance, che guarda caso è anche la fidanzata del carabiniere e che in comune con lui, oltre al coinvolgimento amoroso, ha la cocciutaggine e un buon intuito.

E sembra proprio che l’evidenza sia troppo evidente… soprattutto quando serve a mettere a tacere.

Ovunque sei” è un romanzo prevalentemente declinato al femminile: la protagonista è la giornalista Marta Valtorta; intorno alla vicenda ruotano la madre del bambino, due donne misteriose che potrebbero avere a che fare con la scomparsa, la zia partigiana della protagonista, una donna apparentemente insospettabile. Una giustapposizione di personalità che lasciano intendere che nessuno è esente dal male: chi è stato vittima può diventare carnefice, e i cliché spesso tradiscono realtà inquietanti.

Il personaggio maschile, invece, il carabiniere napoletano Tony Nardone bilancia in positivo l’equilibrio, senza sconfinare nello stereotipo del buono e giusto. A rendere vivace la vicenda c’è la relazione tra Marta e Tony, che sul filo dell’ironia e di una sana competizione, regala leggerezza ad un trama che porta a riflettere su una realtà ben poco allegra.

L’autrice, infatti, punta i riflettori su una questione dolorosa: la scomparsa di minori, un fenomeno che rimane quasi in un limbo, di cui non si intuisce la reale portata finché non se ne analizzano i numeri. E, in calce al romanzo, Daniela Quadri fotografa, cifre alla mano, il baratro che inghiottisce migliaia di bambini, senza che questo venga considerata una vera emergenza sociale e senza che si adottino delle strategie per arginarla.

Il romanzo si apre con una telefonata che annuncia il ritrovamento di un cadavere nel Parco Reale di Monza: un uomo con il volto sfigurato dall’acido e un tatuaggio. Una identificazione affrettata, sospetta. Due donne misteriose in un luogo sospetto, tra loro un bambino: è forse il piccolo Simone, rapito davanti casa pochi mesi prima? Qual’è il legame tra queste due vicende? se c’è un legame … Marta Valtorta, giornalista free-lance, e Tony Nardone, il suo fidanzato carabiniere, portano avanti le loro indagini, lei per l’articolo scoop, lui per lavoro e non solo. Dove sta la verità?

Una verità che non è mai solo bianca o solo nera, perché la vita ha una gamma infinita di tonalità: mai perfettamente definite, mai del tutto pulite, mai così sporche.

Quadri Daniela foto

 

Daniela Quadri, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, lavora nel marketing. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, “Le stelle di Srebrenica”. Ha pubblicato diversi racconti, alcuni dei quali vincitori di premi. “Ovunque sei” è il suo secondo romanzo, in parte un sequel del primo, perché alcuni personaggi – Marta, Tony, il malvivente – ritornano, ma un po’ come per Petra Delicado della Giménez-Bartlett, ognuno può essere letto indipendentemente.

L’incipit potete leggerlo qui.