La canoa di legno fendeva l’acqua spingendomi avanti sul possente Mississipi. L’oscurità lasciò presto spazio alla luce, mentre il sole faceva capolino all’orizzonte. Non c’era nessun altro in vista, e non si sentiva nessun suono, eccezion fatta per il lieve sciabordio dei remi. Un’aquila si alzò in volo, come una guida, e io mi fermai su un banco sabbioso – un isolotto piccolo ed effimero che forse era emerso quel giorno, e che sarebbe stato cancellato dalle acque del fiume da lì a poco. Seguii a piedi le impronte lasciate da un grande uccello, con la sabbia che scricchiolava sotto le dita, e poi entrai fino alla vita nell’acqua deliziosamente tiepida. Ero stata attratta dal Mississipi fin da quando, da bambina, avevo letto Le avventure di Huckleberry Finn. Nel romanzo di Mark Twain il fiume era un simbolo di libertà, e a lungo avevo sognato di vivere quel sentimento scivolando sulle sue acque come Huck e Jim – magari con qualche pericolo in meno.  Nicola Trup

 

Viaggi che cambiano la vita, Lonely Planet EDT, Prima edizione italiana maggio 2019

lonely planet Mississipi

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.
Jack Kerouac

La strada è la vita: esattamente come dice il caro Kerouac, i veri viaggiatori partono perché sanno che il viaggio è scoperta, è conoscenza, è arricchimento interiore. Può anche divenire una catarsi, uno spartiacque nel fluire di una vita, un taglio netto col passato o, al contrario, un modo per recuperare pezzi del proprio passato. Insomma, viaggiare è un verbo che si può declinare all’infinito …

Personalmente – e penso che ormai lo abbiate ben chiaro – ammiro profondamente i veri viaggiatori; qui sul blog ne abbiamo incontrati diversi (senza dimenticare i capostipiti), a partire dal Maestro Rumiz, a Hugo-Bader, a Kermani, a Erika Fatland,  e ai giovani italiani Zambon e Barile.

Lonely planet kilimangiaro

Il libro di cui vi parlo oggi racchiude 100 esperienze raccontate dai viaggiatori che le hanno vissute: si tratta di autori, giornalisti, blogger che condividono in questo volume Lonely Planet le loro memorabili esperienze di viaggi illuminanti, che hanno dato una svolta alle loro vite. Raccolti da Matt Phillips, geologo canadese, autore di numerose guide per Lonely Planet, rispondono ad una domanda che egli ha rivolto a tutti questi viaggiatori: qual è il momento più memorabile della vostra vita?

Il luogo meta del viaggio è stato per alcuni un vero spartiacque nella vita, ha favorito una presa di coscienza di sé, ha determinato un cambiamento di rotta, o il raggiungimento di un risultato importante. Oppure una riscoperta della proprie radici, o di legami familiari lasciati in disparte. Ad alcuni è capitato di vivere eventi storici epocali, o di imbattersi in specie animali in via di estinzione, o di assistere a spettacoli naturali indimenticabili.

Per tutti, insomma, c’è stato un viaggio memorabile e in questo volume lo raccontano ai lettori che amano mettersi in cammino.

lonely planet gorilla

Nel volume vengono raccontate “100 memorabili esperienze on the road”: dall’Afghanistan allo Zambia, in un alfabeto di mete sorprendenti, di scoperte, di emozioni. Illustrati da bellissimi scatti, corredati da consigli pratici, questi capitoli ci fanno sognare, viaggiare con la mente e desiderare di progettare il proprio viaggio.

Avevo 13 anni quando la vidi per la prima volta su una cartina. L’isola era così piccola che quando vi piantai una puntina per indicare la mia volontà di visitarla, prima o poi, sparì completamente. Non ne sapevo nulla all’epoca, ma in seguito imparai che Tristan da Cunha era un territorio britannico che ospitava circa 300 persone e un vulcano attivo. Era anche l’isola abitata più remota del mondo: dovevo andarci. Circa 20 anni dopo mi ritrovai a vivere a Cape Town. Negli anni precedenti mi ero informata molte volte su come raggiungere Tristan, priva di aeroporto, che galleggiava nell’Oceano Atlantico meridionale, e ora mi trovavo finalmente nel posto migliore in assoluto per coronare il mio sogno. Lucy Corne

Lonely planet foto