Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Cronaca di un’ultima estate

INCIPIT

La casa era rovente. Mama aveva chiuso le persiane di legno già da ore, e messo asciugamani umidi arrotolati sui davanzali delle finestre. Il calore penetrava lo stesso. Ora era seduta in un angolo del divano, una mano premeva la cornetta grigia del telefono contro l’orecchio, l’altra reggeva il nebulizzatore per le piante. A intervalli, si spruzzava la faccia. Mama aveva sempre detto di non soffrire il caldo. Di essere fatta così. Ma quell’estate era diverso. Io sedevo ai suoi piedi e guardavo lo schermo del televisore senza audio, ogni tanto mi alzavo e cambiavo canale. Primo canale. secondo canale. Il Terzo canale interrompeva le trasmissioni all’una del pomeriggio. C’erano solo due programmi per bambini. Continuavo a cambiare, nella speranza di trovare qualcosa. In un angolo della stanza c’era il vecchio ventilatore di metallo di Nonna. Scattava e ronzava, sovrastando l’arabo punteggiato d’inglese di Mama. Non riuscivo a sentire niente della conversazione, ma mi accorgevo quando passava al francese. Di tutte le lingue che parlava, era l’unica che ancora non conoscevo. Quell’estate sembrava usarla più spesso del solito. Non avevo modo di misurare il tempo, ma rimanemmo sedute così per ore. Ogni tanto Ossi compariva sulla soglia della porta e miagolava. Mama lo ignorava. Era grigio, dal pelo lungo.

Yasmina El Rashidi

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