Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Dalla parte del bene

INCIPIT

La strada in cui era nato mio nonno si chiamava Nová Hospoda. Aveva preso il nome dal celebre locale gestito dai genitori dei miei nonni. Si trattava di un ristorante turistico coi tavoli sistemati sotto un grande castagno e una pista da ballo adiacente al muro. Ogni domenica suonava una banda, e le ragazze danzavano sul parquet vestite con abiti lunghi e cappelli nostalgici. Il nonno indossava sempre un elegante abito gessato, i capelli pettinati all’indietro fissati con l’acqua zuccherata. Spesso si sedeva al tavolo delle ragazze e raccontava, suscitando delle allegre risate. Sul cortile si affacciava la finestra della casa dei vicini. Era la finestra della loro cucina, a quel tempo la stanza più abitata, e proprio da lì una ragazza con le treccine si divertiva a guardare giù. All’inizio sembrava semplicemente affascinata da tutte quelle persone in ghingheri, dalla musica e dai lampioni che si accendevano la sera. Ma poi era ancora lassù il giorno dopo, mentre il nonno ripuliva il cortile dopo la serata danzante, e fu questo a destare i sospetti della madre. La madre realizzò infatti all’improvviso che sua figlia era cresciuta, e cominciò a temere che avesse preso una sbandata per il giovane vicino, il quale era sempre circondato da uno stuolo di donne. Le fu subito chiaro che si trattava di una questione altamente delicata, le ragazze della sua età sono un groviglio di sentimenti contrastanti, si ripropose dunque di parlarle alla prima occasione. I vicini avevano sicuramente una buona situazione patrimoniale e avevano trasmesso ai figli un’ottima educazione, ma alla mia bisnonna non sembrava comunque un buon partito. Guardando al futuro si preoccupava che il figlio dei vicini non avrebbe smesso di correre dietro alle donne nemmeno da sposato. Quando finalmente l’occasione di parlarle si presentò, venne a sapere che il groviglio di sentimenti contrastanti e il figlio dei vicini erano già in attesa di mio padre. E prima che riuscisse a capire come comportarsi iniziò la mobilitazione, e il figlio dei vicini, di cittadinanza ceca, fu chiamato al confine.

Martin Fahrner

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