Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

I cancellati

INCIPIT

Un momento assoluto, quello era stato – il calore e l’odore del bagno attaccati alla pelle, la spugna che l’abbracciava, i piedi nudi dal tappeto raccontavano quanto era soffice il mondo – e per questo non se ne era accorta. In tivù l’indossatrice si stava chinando sul neonato e delle farfalle variopinte gli volavano via dal pannolino; in una luce che esiste solo nella pubblicità e nei congelatori per gelati, il carosello girevole sopra la culla aveva oscillato e luccicato. Lei aveva abbassato la mano e si era aggrappata alla ringhiera. Una monotona melodia preannunciava le ultime notizie. Prese il telecomando e schiacciò il tasto rosso. Si osservò nello schermo spento e sorrise. Lungo la coscia percepì un lieve solletico. Si fermò e si concentrò sulla sensazione. Una goccia stava scivolando vicina al ginocchio e la successiva le veniva dietro. Pensò che non si era asciugata bene e scostò la parte bassa dell’accappatoio. Per un attimo credette di vedere una vena che in qualche modo si era ritrovata sulla parte esterna della pelle. Rabbrividì, e la vena dilagò. Sui peli del tappeto iniziò a formarsi una macchia rossa, e il liquido stava scivolando già su entrambi le gambe. Sapeva che doveva spostarsi, ma il corpo si muoveva solo nella sua mente, all’esterno però rimaneva immobile, solo le dita dei piedi si piegavano, come se volessero nascondersi.

Miha Mazzini

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