Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

I cento pozzi di Salaga

INCIPIT

Le carovane arrivavano all’alba. Le carovane arrivavano quando il sole era altissimo nel cielo. Le carovane arrivavano quando la mezzanotte aveva avvolto tutto in un blu vellutato. L’unica cosa certa era che la carovana di Sokoto arrivava molto prima che la stagione secca finisse. Adesso, però, non era più così. Da settimane ormai, Aminah e il resto degli abitanti di Botu si chiedevano se sarebbe più arrivata. Anche se le nuvole non avevano ancora liberato la pioggia, i lampi accendevano il cielo in lontananza e i tuoni rombavano. L’erba era già alta. E si parlava di uomini a cavallo che si avvicinavano. Uomini a cavallo che radevano al suolo ogni cosa. Uomini a cavallo che terrorizzavano il caravanserraglio. Uomini a cavallo che rapivano la gente. Non era un buon segno. Il padre di Aminah doveva andare a Jenne per vendere le sue scarpe. La famiglia di Aminah doveva vendere le sue cibarie. Una settimana prima che cominciasse a piovere, Aminah sentì risuonare i tamburi proprio mentre stava preparando la cena. Lasciò cadere le cipolle che aveva in mano, ringraziò Otienu per aver allontanato la sfortuna, e corse a cercare le gemelle nella capanna della madre. Le tre ragazze si precipitarono a raggiungere la folla di fratelli e sorelle del villaggio, che cantavano a squarciagola canti di benvenuto. Aminah riusciva appena a sentirli, quei canti, soverchiati com’erano dal rullo dei tamburi della carovana. Insieme alle gemelle, si intrufolò nei varchi tra la folla per avvicinarsi in prima fila.

Ayesha Harruna Attah

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