Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il confine dell’oblio

INCIPIT

Il confine estremo dell’Europa. Qui ogni falesia mette a nudo l’osso giallo della pietra e la terra colore ocra o rosseggiante che sembra carne; la pietra si sminuzza sotto gli assalti delle onde, la carne viene erosa dalle maree. L’oceano è talmente immenso da non poterlo abbracciare con lo sguardo; si ha l’impressione che sia sul punto di piombare sull’osservatore e sfondarne le pupille, quasi fossero oblò, per riversarsi all’interno e inondarne la mente. E allora, a mo’ dei picchi vulcanici di Madera e delle isole Canarie, emergeranno dai flutti solo rari pensieri sulla grande attrazione dell’assenza, la vacuità dell’orizzonte; pensieri che esortano a essere trascesi, a sollevare con l’immaginazione dalle acque un nuovo continente, una nuova Atlantide, dove tutto è ignoto e lo spazio non conosce né la bussola né il compasso del cartografo. Qui finisce l’Europa. La riva si riduce, il continente pare rattrappirsi e ci si rende conto per la prima volta come l’Isola-Mondo non sia la trovata romantica di un geopolitico inglese d’inizio secolo scorso. Percepisci il suo confine che coincide con la linea della riva.

Sergej Lebedev

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