Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Kramp

INCIPIT

D cominciò la sua carriera vendendo articoli di ferramenta: chiodi, seghetti, martelli, chiavistelli e spioncini per porte, marca Kramp.
La prima volta che uscì con la valigetta dalla pensione in cui abitava, non trovò il coraggio di entrare nel ferramenta principale della città, che a quei tempi era un paese, finché non ci fu passato davanti trentotto volte.
Quel primo tentativo di vendita coincise con il giorno in cui l’uomo mise piede sulla Luna. L’intero vicinato si riunì per guardare l’allunaggio con un proiettore che il sindaco aveva piazzato sul balcone del suo ufficio, e che sparò l’immagine su un lenzuolo bianco. Visto che l’audio non c’era, in sottofondo suonò la banda dei pompieri.
Nell’istante in cui vide Neil Armstrong muovere il primo passo sulla Luna, D pensò che, con determinazione e il completo giusto, tutto fosse possibile. Così il giorno dopo, alla fine della passeggiata numero trentanove, entrò dal ferramenta, con le scarpe più lustre che si fossero mai viste nella storia della città, per offrire al negoziante i prodotti Kramp. Chiodi, seghetti, martelli, chiavistelli e spioncini per porte.

Non vendette nulla, ma gli dissero di tornare la settimana successiva. D andò a bersi un caffè e appuntò su un tovagliolino: ogni vita ha il suo allunaggio. Quando, più tardi, raccontò a suo padre che l’uomo era arrivato sulla Luna, lui gli disse che quella era una messinscena bella e buona, che Dio aveva creato l’uomo senza ali e coi piedi per terra, e che tutto il resto erano baggianate del presidente degli Stati Uniti. A ogni modo, la settimana dopo D mosse un passo in nome della sua stessa umanità: vendette mezza dozzina di seghetti e una di spioncini per porte. Quando uscì dal ferramenta con l’ordine nella valigetta, sentì che ogni felicità, grande o piccola, meritava di essere proiettata nella piazza di una città.

María José Ferrada

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