Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

La lettera di Gertrud

INCIPIT

Polvere sei e polvere tornerai. Martin Brenner ripeté silenziosamente tra sé le parole che sua madre gli aveva chiesto di pronunciare per il suo ultimo viaggio, quello senza destinazione. Non che sarebbe importato molto se anche si fosse sbagliato. Maria se n’era andata, e non c’era nessun cielo da cui potesse starlo ad ascoltare di nascosto. Sara e Cristina, mano nella mano al suo fianco, non avrebbero certo badato a qualche lapsus. Già a nove anni Sara aveva dichiarato di non credere in Dio ma nel Big Bang, e non sembrava aver poi cambiato idea. La Bibbia per ragazzi illustrata che la nonna le aveva regalato per Natale era rimasta intonsa. Cristina, la sua amata moglie, credeva, è vero, in una specie di Dio, ma era più che altro per uso domestico, perché non si può mai sapere, diciamo. Comunque nei quindici anni che avevano vissuto insieme una particolare familiarità con la Bibbia non l’aveva mai lasciata trasparire. Dei tre in effetti era lui, grazie ai suoi occasionali studi di filosofia delle religioni, il più versato nelle sacre scritture. Ma in Dio non credeva. Per lui la fede era come uno di quei salvagenti che si appendono sul bordo della banchina per dare un senso di sicurezza … finché non viene portato via da una mareggiata o buttato in acqua da adolescenti sbronzi un sabato sera. Non c’è nessuna vita dopo questa, fine della storia. Ognuno di noi non ha che una vita da vivere, una sola. Cosa cambiava dunque per Maria che lui esaudisse o meno il suo ultimo desiderio: tornare alla terra da cui proveniva, senza preti e senza lapidi! Aveva chiesto di essere cremata e che le sue ceneri venissero sparse al vento, con lui, Sara e Cristina come unici testimoni.

Björn Larsson

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