Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Un tipo a posto

INCIPIT

Algren era la città più piccola del Canada. Proprio così. La città più piccola del Canada. Era scritto a chiare lettere su un vecchio cartello appena fuori del confine urbano e quando knute aveva controllato presso uno di quegli uffici che si trovano sulle pagine azzurre, le era stato detto che millecinquecento è il numero minimo di abitanti che deve avere una città. E tanti ne aveva Algren. Ne avesse avuto uno in meno sarebbe stata un paese e anche solo uno in più sarebbe stata una città più grande. Al pari di ogni altra piccola città, del resto. Essere la più piccola costituiva il suo diritto alla celebrità. Knute era venuta ad Algren da Winnipeg per occuparsi di suo padre, che aveva avuto un infarto. E per dare il cambio alla madre, la quale diceva che se avesse trascorso un giorno in più in quella casa sarebbe diventata matta. Knute aveva ventiquattro anni. Nelle intenzioni di sua madre, Dory, il nome si sarebbe dovuto pronunciare “Niuut-ah”, ma nessuno l’aveva capito, così divenne semplicemente Knute, come “Niuut”. Persino sua madre aveva rinunciato a quell'”ah”, ma di tanto in tanto la chiamava Knutie oppure, qualche volta, cosa che Knute non sopportava, Knuter. Knute aveva una figlia, Summer Feelin’, e Summer Feelin’ aveva uno strano modo di agitarsi quando si eccitava. Faceva frullare le braccia e muoveva rapidamente le dita come se stesse scrivendo a macchina e ne andasse della sua vita, e talvolta rovesciava la testa all’indietro e spalancava la bocca, emettendo suoni come aaah e uh-uh-uh. Quando aveva iniziato a farlo, a Knute era parsa una cosa simpatica. Sembrava che Summer Feelin’ dovesse decollare da terra. Ma poi aveva cominciato a preoccuparsi e aveva deciso di portarla da uno specialista, un neurologo infantile.

Miriam Toews

post

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: