Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

La vita è altrove

INCIPIT

Quando la madre del poeta si domandava dove il poeta era stato concepito, si presentavano solo tre possibilità: o una sera sulla panchina di un giardino pubblico, o un pomeriggio nell’appartamento di un collega del padre del poeta, oppure una mattina in un posticino romantico nei dintorni di Praga. Quando il padre del poeta si poneva la stessa domanda, arrivava alla conclusione che il poeta era stato concepito nell’appartamento del collega, perché quel giorno tutto gli era andato storto. La madre del poeta non voleva andare in casa del collega, avevano litigato due volte, due volte avevano fatto la pace; mentre facevano l’amore qualcuno aveva girato la chiave nella serratura dell’appartamento accanto, la madre del poeta si era spaventata, avevano smesso di fare l’amore, poi avevano ripreso a farlo, entrambi in uno stato di nervosismo al quale il padre attribuiva la colpa del concepimento del poeta. D’altra parte, la madre del poeta non ammetteva minimamente la possibilità che il poeta fosse stato concepito in un appartamento preso a prestito (vi regnava il tipico disordine degli scapoli, e la madre guardava con ripugnanza il letto disfatto, col pigiama spiegazzato di uno sconosciuto gettato sul lenzuolo), e respingeva ugualmente la possibilità che il poeta fosse stato concepito sulla panchina di un giardino pubblico dove si era lasciata convincere a fare l’amore solo controvoglia e senza piacere, disgustata dall’idea che sulle panchine dei giardini pubblici fanno l’amore le prostitute. Era quindi assolutamente certa che il poeta poteva essere stato concepito solo in quell’assolato mattino d’estate, al riparo di un’alta roccia che si ergeva pateticamente tra altre rocce, nella valle dove i praghesi fanno le loro gite domenicali.

Milan Kundera

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