Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

L’anno dei fuggiaschi

INCIPIT

Randeep Sanghera era in piedi di fronte alla cartina verde e azzurra attaccata alla parete. L’aveva trovata nell’appartamento e, benché grande e sgualcita, con un arcipelago di bruciature di sigaretta in mezzo all’Atlantico, l’aveva tenuta, a ricordo del mondo esterno. Lo convincevano meno i fiori dall’aria colpevole, acquistati dopo lunghe riflessioni alla stazione di servizio. Buttali via, si era detto, ma poi aveva sentito il rumaore dell’auto e il pensiero gli era fuggito di mente. Con passo nervoso scese uno dopo l’altro i gradini delle scale strette, deglutendo a fatica, aggiustandosi i polsini della camicia. Scorse una sagoma dietro la porta di vetro smerigliato. Quando la aprì si ritrovò di fronte Narinder Kaur, la figura brillante incisa nel buio, il cappotto sbottonato nonostante il freddo. Persino in Inghilterra copriva il capo con il kesri. Era di un verde intenso, abbinato al salwaar kameez. Una ciocca ribelle le si arricciava intorno all’orecchio. Aveva scordato quanto fossero grandi e vispi i suoi occhi. Alle sue spalle il taxi fece inversione e si avviò giù per la discesa.

Sunjeev Sahota

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