Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Lettera d’amore in scrittura cuneiforme

INCIPIT

Prima di svegliarsi Alice sognò di fluttuare, galleggiare. Tutti paragoni ovviamente inadeguati a spiegare la sensazione di leggerezza da cui era invasa. Per pochi istanti rimase dimentica di sé. Poi fu il cuore a richiamare l’attenzione, arrestandosi nel mezzo del suo volo di cornacchia. Lei continuò per un po’ a vagare con la fantasia sulla sua rotta da colibrì, poi prese fiato e infine pronunciò la parola: Martedì. Fu l’unico suo pensiero, si fuse a esso, ne fu inondata, il suo giorno era arrivato e ormai anche al profumo cominciava ad abituarsi. Tra un’inspirazione e un’espirazione, tra un respiro trattenuto e gli sfarfallamenti di un dolore al ventre, tra la volontà inerte che si rosola al sole e le lacrime trattenute di sudore, subito assorbite dalle lenzuola, le apparvero davanti agli occhi due punti. Ora dovette forzarsi a inspirare. E si sentì inquieta. Era incerta se considerare quei due punti danzanti dietro le paplebre serrate come un effetto dei muscoli contratti degli occhi e della loro pressione sulla retina, o se interpretarli in tutt’altro modo, come qualcosa … di metafisico. Dopo una breve riflessione Alice decise per la seconda ipotesi.

Tomáš Zmeškal

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